5 Domande sulle centrali a biomasse

Nei primi giorni di Agosto la Società Life Energy ha presentato alla Regione Puglia lo Studio di Impatto Ambientale finalizzato alla realizzazione di una nuova Centrale a Biomasse liquide (alimentata da olio vegetale crudo) da 56 Megawatt elettrici. La Centrale dovrebbe sorgere in via Andria a 3 km dal centro abitato. Entro la metà di settembre i soggetti interessati potranno presentare osservazioni e critiche circa la realizzazione dell’impianto ma ad oggi dal Comune di Barletta non è pervenuta alcuna presa di posizione e questo è gravissimo.

Ecco che la storia si ripete ! E’ la seconda richiesta di realizzazione di centrale a biomasse nel territorio di Barletta, dopo quella della Società Tre Tozzi, fortemente contestata da noi del Coordinamento No biomasse e inceneritori. Mesi fa l’amministrazione comunale dopo la forte opposizione del Coordinamento supportata dalla cittadinanza, fu costretta a fare un passo indietro ed a sospendere ad Aprile l’iniziale deliberazione della Giunta Comunale favorevole all’impianto della Tre Tozzi. La sospensione della deliberazione era finalizzata anche ad avviare un confronto con la cittadinanza sulla problematica.

Ad oggi però questo confronto non c’è stato: il Sindaco di Barletta ed il Consiglio Comunale sono chiusi in un silenzio assordante che dura ormai da mesi !

La realizzazione della seconda centrale a Biomasse si presenta ancora più preoccupante. Difatti si tratta di un impianto di potenza superiore (ben 56 megawatt elettrici) rispetto al progetto di centrale a biomasse liquide presentato dalla società Tre Tozzi (37 Megawatt elettrici). Le criticità sono sempre le stesse, tra cui quelle legate alle emissioni di inquinanti in aria, al reperimento del materiale da combustione, all’aumento del traffico veicolare, alla possibile conversione degli impianti in inceneritori di rifiuti, al mancato recupero dell’energia termica. Sulle tematiche riguardanti i rischi alla salute il Coordinamento più volte si è espresso interpellando medici ed esperti del settore che hanno pubblicamente divulgato la nocività di questi impianti durante conferenze pubbliche che hanno visto una forte partecipazione della cittadinanza.

Il Coordinamento No Biomasse e Inceneritori esprime nuovamente la propria contrarietà alle centrali a biomasse ed a questa seconda centrale che rischia di procedere nel suo iter autorizzatorio presso la Regione Puglia in assenza di una presa di posizione netta da parte del Comune di Barletta.

Ma il silenzio del Comune di Barletta si fa ancora più assordante e sempre sulle tematiche legate alle centrali a biomasse ed agli inceneritori. Ancora oggi il Comune di Barletta non ha assunto alcuna posizione sul progetto presentato dalla Cementeria di Barletta (società Buzzi Unicem) di passare dall’incenerimento di 27.000 tonnellate di rifiuti ad 80.000 tonnellate.

Sono tutte questioni ambientali di importanza notevole di cui le forze partitiche si disinteressano.

Il Coordinamento pertanto invita il Consiglio Comunale ad esprimersi attraverso una seduta di carattere monotematico riguardante le posizioni da assumere sui progetti legati alle due centrali a biomasse ed alle modifiche della Cementeria. Trattasi di progetti su cui il Comune di Barletta, per legge, è tenuto ad esprimersi.

Il Coordinamento ripone al centro dell’agenda politica queste tematiche ponendo 5 semplici domande a cui sono tenuti a dare una risposta,nella speranza di assistere ad un segnale di discontinuità rispetto al passato, non solo il Sindaco ed il nuovo Assessore all’Ambiente,ma anche i consiglieri regionali eletti nella Bat e l’assessore regionale Campese.Non possiamo più accettare che consiglieri regionali come Caracciolo ed Alfarano si occupino del problema del gonfalone della regione Puglia e poi restino in silenzio su questioni di primaria importanza.Idem vale per i consiglieri Pastore e Mennea e per l’assessore Campese con i primi due intenti in Regione ad occuparsi al massimo della fermata o meno di un treno a Barletta,mentre la Campese dopo gli interventi dei mesi scorsi è piombata in un imbarazzante silenzio.

1) Qual è la posizione dell’amministrazione comunale nei confronti della nuova centrale a biomasse liquide da 56 Megawatt elettrici presentata dalla società Life Energy ?

2) Perché la Giunta Comunale non ha ancora revocato la delibera di gradimento alla realizzazione della Centrale a Biomasse presentata dalla Società Tre Tozzi, limitandosi a sospendere questa delibera sino a data indefinita ? Perché non ha avviato il proclamato confronto con la cittadinanza ??

3) Perché il Comune di Barletta non assume alcuna posizione di fronte alla richiesta della cementeria di bruciare in pieno centro cittadino, dinanzi alle abitazioni dei cittadini, 80.000 tonnellate di rifiuti ?

4) Perché il Sindaco di Barletta, massima autorità competente per legge a tutelare l’igiene e la salute pubblica, si lava le mani sulle questioni legate all’ambiente ed alla salute dei cittadini e non esercita i suoi importanti poteri previsti dal R.D. n. 1265 del 1934 (artt. 216 e 217) ??

5) Perché non viene indetto un consiglio comunale monotematico sulle istanze di centrali a biomasse e le modifiche della cementeria di Barletta ??

Intanto, mentre in Italia alcuni comuni virtuosi (www.comunivirtuosi.org) promuovono forme di energie realmente alternative e abbandonano gli inceneritori per passare alla strategia Rifiuti Zero con percentuali di raccolta differenziata anche dell’80 %, a Barletta e nei Comuni della Bat assistiamo al proliferare di richieste di realizzazione di centrali a biomasse (possibili nuovi inceneritori), di cementerie (che chiedono di aumentare il quantitativo di rifiuti da bruciare). Tutto questo mentre la raccolta differenziata dei rifiuti è a percentuali bassissime e non si fa nulla per invertire la rotta.

Il Coordinamento intanto ha deciso di mobilitarsi ancora una volta su queste tematiche ed è per questo che invita i cittadini a partecipare al presidio che si terrà giovedì 9 settembre alle 17 dinanzi al Palazzo di Città, in Corso Vittorio Emanuele, durante il quale saranno riproposte le 5 domande agli amministratori, nella speranza di ottenere una risposta che si traduca in atti amministrativi inequivocabili, dopo mesi di incertezze e posizioni attendiste.

-Coordinamento No Biomasse e Inceneritori.

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