Un certo numero di analisti ha osservato che, sebbene bin Laden sia stato finalmente ucciso, egli abbia conseguito un certo numero di successi nella sua guerra contro gli Stati Uniti. “Aveva ripetutamente asserito che l’unico modo per guidare gli Stati Uniti nel mondo arabo e sconfiggere i suoi satrapi era spingere gli americani ad una serie di guerre piccole ma costose che alla fine li avrebbe portati alla bancarotta”, scrive Eric Margolis. “‘dissanguando gli Stati Uniti’, per usare le sue parole. Gli Stati Uniti, prima con George W. Bush poi con Barack Obama, sono finiti nella trappola di bin Laden… costringendoli a grottesche spese militari e ad un debito enorme… forse l’eredità più pericolosa dell’uomo che pensò di poter sconfiggere gli Stati Uniti” – specialmente se si pensa che il debito viene cinicamente sfruttato dalla destra, con la complicità dell’establishment democratico, per minare quello che resta dei programmi sociali, dell’educazione pubblica, dei sindacati, e, in generale, delle barriere che contrastano la tirannia delle corporazioni.
Che Washington era impegnato ad adempiere i ferventi desideri di bin Laden fu chiaro fin da subito. Come ho spiegato nel mio libro 9-11, scritto poco dopo quegli attacchi, chiunque fosse a conoscenza di quella regione avrebbe riconosciuto “che un assalto massiccio a una popolazione musulmana avrebbe costituito una risposta alle preghiere di bin Laden e dei suoi associati, e avrebbe condotto gli Stati Uniti e i loro alleati in una ‘trappola diabolica’, come disse il ministro degli esteri francese”.
L’analista senior della CIA responsabile di seguire Osama bin Laden dal 1996, Michael Scheuer, scrisse poco dopo che “bin Laden è stato chiaro nel dire all’America le ragioni del finanziamento di una guerra contro di noi. È deciso a stornare le politiche di Stati Uniti e dell’Occidente verso il mondo islamico,” e ci è ampiamente riuscito: “La politica e l’esercito degli Stati Uniti stanno completando la radicalizzazione del mondo islamico, cosa che Osama bin Laden ha cercato di fare in modo sostanziale ma incompleto sin dai primi anni ’90. Come risultato, penso sia giusto concludere che gli Stati Uniti d’America rimangono l’unico indispensabile alleato di bin Laden”. E si può sostenere che rimangano tali, anche dopo la sua morte.
(tratto da un articolo di Noam Chomsky)
By OBinetti