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America: La Terra del Demonio

ottobre 8, 2008   ·   6 Comments

Dalla stragrande maggioranza della popolazione mondiale, gli Stati Uniti d’America sono visti come la guida del mondo, o per lo meno del mondo occidentale, un paese dal quale prendere spunto, il ritratto della civiltà, il paradiso del Liberismo.

A veder bene, però, ci accorgiamo che l’America( USA), tanto libera non è, anzi a dirla tutta è il Paese meno libero che ci sia nell’intero Occidente, pensate al ragazzo taserato( colpito con una particolare pistola elettrica in dotazione alla polizia USA)al comizio di Kerry, solo per aver chiesto al senatore democratico spiegazioni sulla sua affiliazione alla Confraternita Skull & Bones, al “cover up” sull’11 Settembre, alle centinaia di morti sospette, tra cui quella dello scrittore David Foster Wallace il mese scorso, alla sua politica fortemente militarista ed imperialista che sta minando seriamente gli equilibri del Mondo.

E questi sarebbero i campioni della Democrazia e della Libertà?

Gli USA sembrano la Germania di Hitler, solo che dalla loro hanno gran parte dell’opinione pubblica, circuita mediante quella fabbrica di illusioni che è Holliwood, i soldi e l’appoggio dei ricchi capitalisti e la connivenza dell’ONU.

Altro che patria della libertà, l’America sembra essere sempre più la Terra del Demonio.

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Readers Comments (6)

  1. Giovanni Di Rubba says:

    e nell’infausto presagio dominio di ricchi e potenti..l’America ci vuol far credere che la concorrenza sia un fattore positivo, che chi più ha più è un benefattore del mondo e dell’umanità. l’America ha fatto della insaziabilità pecuniaria una ragione di vita abbandonando i valori lockiani ed esaltando il Leviatano di Hobbes

     
  2. Marcello Nardo-lesniewski says:

    Gli Usa sono oramai da decenni la più clamorosa degenerazione del liberalismo e del lassaiz (trop) faire. Tuttavia, in generale, le crisi nel capitalismo sono congenite, come aveva teorizzato in tempi non sospetti lo stesso Marx; queste sono infatti l’epilogo semisistematico di una produzione sempre piu organizzata (l’offerta) che si scontra con “l’anarchia” della domanda: i bisogni delle masse non si possono teorizzare o scaglionare in maniera direttamente proporzionale alla produzione.
    Una considerazione: liberalismo e socialismo (o comunismo, che è una sua derivazione) sono ideali nati e sviluppatisi nell’ottocento in Europa. Non è un caso che siano stati portati alla deriva da quelle che per gran parte del XX secolo sono state considerate le due maggiori potenze, l’una sia militare che economica, l’altra piu militare che economica: Usa ed Urss. Ma in questa nuova terribile veste esse sono tutt’altro che morte. Sono avvelenate, quindi di granlunga piu pericolose.

     
  3. Giovanni Balducci says:

    Il problema sorto con la nascita del libero mercato sino a questo tragico pseudo-epilogo è che il potere degli stati è andato via via scomparendo a favore di una ristretta elìte, questo è il capitalismo: meno stato, più mercato libero.
    Ma si sa ciò ha favorito il sorgere di una oligarchia finanziaria che fa il bello e il cattivo tempo, prendendo decisioni su tutto( mercato, guerra, elezioni) ma che ci fa credere che siamo noi che con il nostro voto decidiamo chi ci debba governare. Non è così amici miei.
    Le cause non sono quindi moderne, ma sono congenite al sistema liberal-capitalistico, inquanto la crisi odierna è molto simile a quella del 29 e ciò mi fa rabbrividire, inquanto o chi governa il sistema( e che che se ne dica sono sempre gli stessi di allora) sono degli sprovveduti, o c’è un piano ben preciso che stanno seguendo.
    E incredibile che ad una crisi crisi cominciata nel 2000 e aggravatasi nel 2007 i grandi illuminati banchieri che dirigono il sistema non abbiano saputo mettere un tampone, e dai, siamo più realistici e pragmatici, l’oligarchia vuole questo, la crisi per spaventarci e privarci delle nostre residue libertà, è una tattica già sperimentata varie volte da questi personaggi, ultimo il crollo delle Twin Towers.
    Chiamatemi complottista, ma a pensar male non ci si sbaglia mai.

     
  4. Giovanni Balducci says:

    Dici bene Giovanni, l’America è uno stato assolutistico, anzi, il capitalismo è un macro-stato assolutistico , lo conferma il Trattato di Lisbona, il quale è in netto contrasto con gli ordinamenti giuridici statali.( Per Marcello) comunque lo scontro fra Russia e USA secondo me è una mezza montatura per creare scompiglio, “dividi et impera” diceva Cesare,il Chaos è il loro modus operandi, e la crisi finanziaria credo sia un altra trovata per fregarci.
    Ti dirò di più, sai chi sono gli uomini che non perderanno neanche un dollaro/euro con questa crisi?
    Non ceryo noi, ma gente come Rockefeller, Bill Gates e altri pezzi da novanta.
    Questo è il capitalismo, perciò una volta un premio nobel disse che l’economia era una scienza occulta: la si deve vedere più da un punto di vista pseudo-religioso, magico, che da un punto di vista scientifico.

     
  5. Marcello Nardo-Lesniewski says:

    ..ma guarda Giovanni, lo scontro Usa-Urss sarà stato anche una farsa, non possiamo certo essere noi a decretare cotale verità, se non altro per una mancanza di documentazione e visione a 360° degli avvenimenti.
    Tuttavia credo sia auspicabile basarsi su dati storici: la corsa agli armamenti (le testate nucleari sovietiche girano ancora per il mondo. Spesso sono finite e finiscono in mani che piu sbagliate non si potrebbe -Pakistan, Iran..ecc); la crisi di Cuba, la guerra in Afghanistan non possono essere in alcun modo delle prerogative di quel “dividi et impera” che tu citavi, poichè da dividere vi era ancora molto. Lo stesso suolo italiano è stato uno dei più esposti alle vicissitudini della guerra fredda, avendo in seno il partito comunista con il più alto tasso di consensi dopo quello russo (eco della resistenza) cosa che naturalmente strideva enormemente con l’essere, di fatto, uno stato satellite americano. L’affaire Moro, riguardo questo, è indicativo.
    Sono sicuro che non sia questo odierno il libero scambio capace di onorare la memoria di Adam Smith. Giorno dopo giorno scopro che non solo l’anarchia faceva parte delle utopie.

    In ogni modo, ho appreso ora del primo stato geograficamente europeo (anche se non fa parte dell’ Ue) a far le spese di questa crisi capitalistica: l’Islanda è in bancarotta.
    In Polonia vige uno stato d’animo che va oltre la preoccupazione, ed in Inghilterra non si trova più oro.
    Fate Vobis.

     
  6. Forse è arrivato il momento che siano i cittadini a governare e non lobby