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Appello per la Campagna Ero Straniero – l’Umanità che fa bene

Invitiamo tutt* le/i singol*, le associazioni, i comitati ed i gruppi che ricevono questa mailing list a sottoscrivere entro il 30 settembre, l’appello per la Campagna “Ero Straniero – l’Umanità che fa bene” in virtù della stretta – non diretta ma certa – connessione tra sfruttamento umano ed ambientale, cambiamenti climatici e migrazioni.
Buona domenica e a presto!

Coordinamento No Triv – Terra di Bari

COORDINAMENTO NAZIONALE NO TRIV

CONNESSIONE TRA POLITICHE ENERGETICHE E MIGRAZIONI

E SOSTEGNO ALLA CAMPAGNA “ERO STRANIERO-L’UMANITA’ CHE FA BENE”

 

Carissim* Tutt*,

dopo i tragici eventi di questa estate, centinaia di morti e dispersi nel Canale di Sicilia, che hanno portato a 30.000 il bilancio dei migranti che hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere l’Italia, ci siamo lungamente interrogati sulla necessità di dimostrare e motivare la stretta interconnessione tra i temi cari a noi tutti (democrazia energetica, conversione ecologica del sistema produttivo, rispetto del diritto di autodeterminazione dei territori e delle comunità, ecc.) e l’inviolabilità dei diritti della persona, tra cui il diritto di ogni individuo di poter circolare e vivere ovunque desideri.

Entro il 2050 le politiche di sfruttamento su cui si fonda la sopravvivenza del nostro sistema economico porterà sull’orlo del precipizio tra i 200 ed 250 milioni di bambini, donne ed uomini che saranno costretti ad emigrare a causa degli effetti dei cambiamenti climatici.

La connessione, non diretta ma certa, tra sfruttamento umano ed ambientale, cambiamenti climatici e migrazioni non può più essere ignorata e deve essere affrontata alla radice e nelle sue conseguenze.

Non è più prorogabile una radicale conversione ecologica del sistema energetico e produttivo e non si possono ignorare, appunto, le conseguenze dell’attuale sistema economico: i quasi 9 milioni di morti per fame, denutrizione e guerre, l’impoverimento di molti milioni di persone che annulla le loro aspettative di vita e viola i diritti inalienabili dell’Uomo. Queste persone non possono che cercare di migrare con un’unica motivazione: sopravvivere e sfuggire ad atroci sofferenze.

La distinzione tra profughi di guerra, ambientali e migranti economici non solo non ha senso, ma nasconde una voluta mistificazione delle cause reali che hanno portato all’attuale dramma globale.

Nulla di nuovo -si potrebbe dire- soprattutto per chi si è battuto in questi anni contro la petrolizzazione e per dar voce alle comunità locali ed ai territori, se a rendere ancor più pesante la situazione negli ultimi frangenti non fossero emersi tutti i tratti egoistici, razzisti e xenofobi delle politiche dell’Unione Europea e dei singoli governi nazionali.

Quello italiano non è stato da meno rispetto agli altri: la guerra mediatica condotta contro le Ong, il giro di vite dato alle procedure di soccorso in mare ai migranti in pericolo di vita, la loro consegna nelle mani dei mercanti di vita e di morte libici, l’appalto del lavoro sporco alle milizie, il sostegno indiretto al mantenimento di campi di detenzione e lager che sfuggono al controllo degli organismi internazionali, sono elementi costitutivi di una politica miope ed ispirata alla più cruda delle ragion di Stato che, in realtà, nasconde la difesa degli interessi di pochi.

A tutto questo fa da sponda, con drammatica coerenza, la criminalizzazione dei migranti e dei poveri e d il totale vuoto delle politiche di accoglienza.

Ciò a cui stiamo assistendo è la sistematica violazione del diritto di emigrare ed alla mobilità, sanciti e riconosciuti dalla Dichiarazione Universale delle Nazioni Unite del 1948, dallaConvenzione internazionale sulla protezione dei diritti dei lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie, da tutta la giurisprudenza del Diritto d’Asilo, della Tutela Internazionale dei Diritti Umani e, infine, dalle due Convenzioni dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro.

Eppure la maggior parte delle forze politiche, il sistema informativo-mediatico ed una parte consistente dell’opinione pubblica (gravemente influenzata e condizionata dai media), asseconda ed alimenta una preoccupante spirale razzista che dà sfogo ai peggiori istinti di odio, violenza e sopraffazione.

A chi getta benzina sul fuoco o celebra i successi per la temporanea drastica diminuzione degli sbarchi di migranti sulle coste italiane, abbiamo il dovere di rispondere facendo una grande operazione di verità, di informazione sulle cause, indicando le possibili soluzioni.

La soluzione principale attiene l’avvio di una radicale conversione energetica dell’economia, oggi concretamente fattibile se solo ci fosse la volontà politica, per arrivare, nel qui ed ora, al superamento della legge Bossi-Fini e alla costruzione di un vero sistema di integrazione.

Nel nostro Paese le politiche di accoglienza e di integrazione sono state gestite sempre in termini emergenziali e mai nell’ottica di una seria programmazione.

Mai come ora è necessario creare una stretta connessione tra le lotte e le proposte che, da punti di vista diversi, non possono che convergere in un’unica direzione. Dobbiamo agire concretamente, bene e subito, per riportare al centro del dibattito il merito delle questioni, in primis quelle umanitarie e che attengono ai diritti della persona, per sottrarle al cinismo di una campagna elettorale iniziata prematuramente e che rischia di sfuggire di mano. In un periodo di grave crisi economica creare un “capro espiatorio“ su cui dirigere il malcontento premia sicuramente dal punto di vista elettorale ma può condurre in quelle direzioni che credevamo per sempre archiviate dopo la Seconda Guerra Mondiale .

Il superamento della Bossi-Fini e l’avvio di un nuovo sistema di accoglienza e di integrazione: investe direttamente punti di cui intendiamo occuparci ed è su questi punti che chiediamo a Tutt* Voi -simpatizzanti/militanti/attivisti e comitati/associazioni- di convergere, sostenendo, ciascuno secondo le sue possibilità e disponibilità, la campagna “ERO STRANIERO-L’UMANITA’ CHE FA BENE”, lanciata da Radicali Italiani, Arci, Acli e da numerose altre realtà associative e realtà del volontariato.

E’ possibile consultare la documentazione della campagna cliccando qui:

http://www.radicali.it/campagne/immigrazione/#download

Tra i punti salienti della proposta di legge di iniziativa popolare per cui ci battiamo ricordiamo:

1.      Permesso di soggiorno temporaneo per la ricerca di occupazione e attività d’intermediazione tra datori di lavoro italiani e lavoratori stranieri non comunitari;

2.      Reintroduzione del sistema dello sponsor (sistema a chiamata diretta);

3.      Regolarizzazione su base individuale degli stranieri “radicati”;

4.      Nuovi standard per riconoscere le qualifiche professionali degli immigrati;

5.      Misure per l’inclusione attraverso il lavoro dei richiedenti asilo;

6.      Riconoscimento del godimento dei diritti previdenziali e di sicurezza sociale maturati;

7.      Uguaglianza nelle prestazioni di sicurezza sociale;

8.      Garanzie per un reale diritto alla salute dei cittadini stranieri;

9.      Effettiva partecipazione dei soggiornanti alla vita democratica;

10.  Abolizione del reato di clandestinità.

Vi invitiamo a far pervenire, NUMEROSE, le Vostre adesioni entro il 30 settembre prossimo

al seguente indirizzo: coordinamentonotriv@gmail.com oppure rispondendo alla presente mail.

Decideremo assieme, in una seconda fase, come renderle pubbliche.

Grazie a Tutt* dell’attenzione.

Abbraccio circolare.

 

Roma, 16 settembre 2017

Coordinamento Nazionale No Triv

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