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Barletta: il Coordinamento No Biomasse e Inceneritori incontrerà il Prefetto

Rivolgerci al Prefetto è stato necessario per cercare di rompere il muro di silenzio che ormai da mesi avvolge la classe politica dei comuni della sesta Provincia, di fronte alle emergenze ambientali che sempre più attanagliano e rischiano di compromettere il nostro territorio.
Per questo come Coordinamento No Biomasse e Inceneritori abbiamo scritto al Prefetto Sessa chiedendo un incontro per cercare di mettere al corrente la Prefettura di quello che sta avvenendo nei nostri territori, dei rischi a cui andiamo incontro dal punto di vista delle emergenze ambientali per le continue richieste di nuovi impianti industriali, come centrali a biomasse, cementifici e nuove discariche.
Questo incontro ci è stato concesso per mercoledì 27 Luglio e per questo ringraziamo il Prefetto Sessa per la sua disponibilità e per la celerità con cui ha risposto alla nostra richiesta.
Crediamo che informare la Prefettura sia un atto dovuto per cercare di far uscire dall’immobilismo una classe politica di entrambi gli schieramenti che da mesi continua a non dare risposte su tutte le criticità che come collettivo EXIT denunciamo da tempo, mentre nel frattempo si continua ad autorizzare progetti per nuovi impianti.
E’ quello che per esempio sta succedendo a Trani dove sorgerà non solo un cementificio che brucerà rifiuti ma anche una centrale a biomasse.
Questi nuovi impianti si troveranno a pochi chilometri in linea d’aria da impianti industriali insalubri che si trovano nella città di Barletta, come Timac e Cementeria.
Proprio quest’ultima azienda ha presentato a Provincia e Regione un progetto, che rischia seriamente di avere esito positivo, per aumentare la quantità di rifiuti da bruciare, passando dalle attuali 27.000 tonnellate all’anno ad 80.000.
Inoltre scopriamo che nella città di Canosa c’è in progetto la volontà di ampliare la discarica di Tufarelle che diventerebbe una delle più grandi in Italia.
Questo significa che nei prossimi anni in un’area abbastanza circoscritta ci troveremo a dover fare i conti con impianti industriali e discariche fortemente inquinanti, che rischiano di compromettere la salute e l’ambiente di ampie porzioni di questo territorio, che già vive in una situazione di grave sofferenza.
Al Prefetto, presenteremo un documento che inchiodi l’intera classe politica alle sue responsabilità, per cercare di aprire finalmente un reale confronto con i movimenti e con i cittadini su tematiche che riguardano la nostra comunità.
Non ne possiamo più di Consiglieri Regionali come Caracciolo, Mennea, Alfarano, Pastore, Marmo eletti in questo territorio, che non hanno nessun interesse a risolvere i problemi di questa Provincia.
E’ inaccettabile che un assessore regionale di questo territorio come la Campese, non ponga all’attenzione del Presidente Vendola il continuo proliferare di nuovi impianti in una zona con gravi criticità ambientali.
Non possiamo tollerare che il Presidente della Provincia Ventola continui ad autorizzare attraverso la VIA (Valutazione Impatto Ambientale) nuovi impianti industriali, proponendo un modello di sviluppo obsoleto e dannoso, con scelte che continuano ad essere calate dall’alto, senza un vero coinvolgimento dei cittadini.
Non solo i movimenti chiedono partecipazione e confronto, ma lo chiedono anche i cittadini di questa Provincia; coinvolgimento dimostrato ampiamente con lo straordinario risultato dei referendum su tematiche strategiche per la vita delle persone come acqua e nucleare.
Per questo invitiamo il Prefetto Sessa a farsi garante di un confronto vero che veda i cittadini di questa Provincia protagonisti del proprio destino e non semplici spettatori di scelte politiche che alla lunga non solo devastano il nostro presente, ma ipotecano per il futuro qualsiasi ipotesi di sviluppo alternativo.