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Berlusconi dovrà affrontare la giustizia

ottobre 18, 2009   ·   0 Comments

Tratto da Italia dall’ Estero
Articolo di Politica interna, pubblicato mercoledì 7 ottobre 2009 in Canada.

[Cyberpresse]

La Corte Costituzionale ha privato mercoledì Silvio Berlusconi della sua immunità penale, rimettendo in moto la macchina giudiziaria che lo riguarda, ma il capo del governo italiano ha immediatamente contrattaccato, ben deciso a rimanere al potere con “il sostegno degli italiani”.

Al termine dei due giorni di delibera, i 15 magistrati costituzionali hanno giudicato che solo una procedura di revisione costituzionale e non una legge ordinaria poteva garantire tale immunità.

La decisione ha suscitato sorpresa tra gli alleati di Berlusconi, come ha ammesso il ministro della giustizia Angelino Alfano. Visibilmente irritato, Berlusconi ha accusato “11 dei 15 giudici” della Corte Costituzionale di essere “di sinistra”.

Anche se l’abrogazione del testo avrà come effetto la ripresa di almeno due processi nei suoi riguardi, uno per corruzione di testimone (caso Mills) e un altro per falso in bilancio (diritti televisivi Mediaset), [Berlusconi, N.d.T.] si è dichiarato pronto a lottare ed ha escluso di dimettersi.

“Dobbiamo governare per cinque anni (la durata del suo mandato) con o senza la legge (d’immunità)”, ha dichiarato Berlusconi, uscendo dalla sua residenza romana, Palazzo Grazioli, per recarsi ad inaugurare un’esposizione sui Santi Patroni d’Europa. Ha affermato di avere “il sostegno del 70% degli italiani”, e che la decisione della Corte non fa che “rafforzarlo”.

Non se l’è soltanto presa con i magistrati, ma anche con la stampa “il cui 72% è di sinistra”, con le trasmissioni politiche televisive e anche con il capo dello Stato, Giorgio Napolitano: “Si sa da che parte sta”, ha affermato, suscitando una forte replica : “Il presidente Napolitano è dalla parte della Costituzione”, ha dichiarato la sua segreteria.

Berlusconi ha definito i processi Mills e Mediaset “autentiche farse” ma ha avvertito che questi avrebbero rubato del tempo ai suoi obblighi da capo del governo per recarsi di fronte ai tribunali e “smentire tutti” i suoi accusatori.

Silvio Berlusconi ha ricevuto il sostegno dei suoi ministri, dei membri del suo partito e del suo principale alleato, il capo della Lega nord, Umberto Bossi, che ha atteso al suo fianco a Palzzo Grazioli, la sentenza costituzionale.

“Non ci piegheremo”, ha dichiarato Bossi, affermando che il Cavaliere “non auspica neppure le elezioni anticipate”.

Adottata il 22 luglio 2008, alcune settimane dopo la vittoria di Silvio Berlusconi alle elezioni politiche, la legge Alfano congelava per la durata del loro mandato, le procedure giudiziarie contro le quattro più alte cariche dello Stato italiano (presidente della Repubblica, presidente del Consiglio, presidente della Camera dei deputati e del Senato).

L’ex giudice anti-corruzione Antonio di Pietro, bestia nera di Berlusconi, ha considerato che il capo del governo deve “dimettersi e fare quello che si ostina a non fare da 15 anni: l’imputato”.

Per Pier Luigi Bersani, uno dei capo fila dell’opposizione di sinistra, Berlusconi deve sottoporsi alla giustizia seppur “continuando a fare il suo mestiere” di presidente del Consiglio.

Un centinaio di militanti di Sinistra e Libertà si sono radunati davanti alla Camera dei deputati per chiedere le dimissioni di Berlusconi e le elezioni anticipate.

Ma nelle strade di Roma, la gente è divisa, “È una sorta di colpo di Stato, la magistratura è nelle mani delle lobbies di sinistra”, ha denunciato Pierluigi, un impiegato di 34 anni. “Non è giusto. In più il paese è in crisi e sarà ancora più destabilizzato”, ha aggiunto Giorgio, un cameriere di 40 anni.

Francesco, uno studente di filosofia di 25 anni, ha denunciato al contrario un governo “che non fa che votare leggi a favore di Berlusconi, e non per il popolo”.

[Articolo originale "Berlusconi devra faire face à la justice" di Françoise Kadri]

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