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Berlusconi tra udienze ed inviti a testimoniare

Ore 11, 19 settembre 2011: ecco la data di inizio dell’udienza del processo Mills che vede imputato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi con l’accusa di corruzione in atti giudiziari, a causa della mazzetta di 600mila dollari consegnata all’avvocato inglese per convincere quest’ultimo a fornire testimonianze reticenti in occasione dei processi inerenti le tangenti alla Guardia di finanza e All Iberian.

È una corsa contro il tempo quella del processo Mills: per il reato contestato a Berlusconi, la prescrizione scatterebbe, infatti, già a febbraio 2012.

Per essere presente al dibattimento, che riprende oggi dopo la lunga pausa estiva, il Premier ha annullato il suo viaggio a New York, dove avrebbe dovuto prender parte all’assemblea ONU che tra i punti all’ordine del giorno annovera le tensioni israelo-palestinesi e le problematiche legate a Libia, la Siria e l’Afghanistan.

Se il presidente del Consiglio ha letteralmente stravolto la sua agenda per essere presente alla nuova udienza Mills, meno riguardo sta riservando ai pubblici ministeri di Napoli che, ormai da giorni, lo hanno chiamato a testimoniare come parte lesa nell’inchiesta sulla presunta estorsione Lavitola-Tarantini.

Gli avvocati di Silvio Berlusconi sostengono che l’invito della magistratura partenopea rappresenterebbe una sorta di trappola a causa della quale il Premier potrebbe entrare in Procura da testimone e uscire da indagato.

Se il Presidente del Consiglio confermerà la propria indisponibilità a palesarsi dinanzi i magistrati, questi ultimi potrebbero optare per l’accompagnamento coatto che tanto ha fatto discutere stampa ed opinione pubblica nei giorni scorsi e che, per essere ufficialmente disposto, necessiterebbe comunque dell’assenso della Camera, sicuramente molto arduo da ottenere.

(Fonte immagine: informaserenissima.it)