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Coronavirus: controinformazione sul Covid-19

Nel novembre 2015 è stata pubblicata sulla rivista scientifica Nature Medicine (fonte) una ricerca scientifica che riguarda la creazione di un virus chimerico composto da un virus simile alla Sars, SHC014-CoV diffuso nei pipistrelli a ferro di cavallo cinesi, con una spina dorsale Sars-Cov adattata per i topi. La spina dorsale o spike è una proteina dell’involucro esterno del virus che ha la funzione di agganciare ed infettare le cellule umane attraverso un uncino (RBD) che si incastra con la molecola ACE2 delle cellule umane.
Lo studio dimostra che questo nuovo virus ha si replica con successo attraverso le cellule primarie delle vie aeree e che sviluppa patogenesi nel polmone del topo. Inoltre è stato dimostrato che le terapie e il vaccino già sviluppato per la Sars (quella del 2003) non sono in grado di bloccare questo virus.

Sars nei pipistrelli

Nel 2015 era già noto che alcuni ceppi di Sars molto diffusi nei pipistrelli cinesi avrebbero potuto rappresentare una minaccia futura. Pertanto, per esaminare quello che è il potenziale di infettare l’essere umano, è stata adattata una diversa spina dorsale al virus Sars dei pipistrelli per testare il suo “potenziale di emergenza” e l’efficacia delle terapie già disponibili.

Alta mortalità in topi anziani

I primi studi hanno dimostrato che questo virus chimerico portava nei topi una diminuzione del peso corporeo senza causarne la morte con una diffusione del virus a livello polmonare.
Successivamente lo studio è stato ripetuto su topi anziani di 12 mesi. Si è osservato che il virus ha portato ad una robusta perdita di peso con una percentuale di decessi.

Il rischio di epidemia

Questa ricerca sostiene anche che la Sars del 2003 sia arrivata dai pipistrelli piuttosto che dai zibetti delle palme o musang grazie alla capacità della spina dorsale del virus di attaccare senza neanche doversi adattare o mutare. Si sostiene che sia necessario continuare la ricerca sui primati non umani e che bisogna sviluppare dei trattamenti perché tutte le terapie già esistenti non si dimostrano efficaci.

Cosa è stato fatto per sviluppare cure?

Nonostante si conoscesse già il rischio di un’epidemia provocata dai virus Sars già diffusi tra i pipistrelli cinesi, cosa è stato fatto per sviluppare vaccini e terapie che potessero risultare utili per fermare i contagi e per curare gli individui già ammalati?
Di questo non abbiamo notizie.
La pandemia di Coronavirus poteva essere fermata? Questa epidemia, nata nella regione di Whuan nella Repubblica Popolare Cinese e sviluppatasi con maggiore forza nell’Unione Europea e con il record di morti in Italia, non ha ancora una vera cura.

Francesco Scatigno
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