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Coronavirus: l’inchiesta contro la Cina e la sua risposta

Il Coronavirus ha creato non solo problemi economici, ma a quanto pare ora ci sono anche numerose problematiche politiche. Queste infatti riguardano l’inchiesta che ben 122 Paesi hanno stabilito di fare contro la Cina e anche contro l’Organizzazione Mondiale della Sanità, per cercare di verificare cosa abbiano effettivamente nascosto riguardo il Covid-19.

Coronavirus: in 122 nazioni contro la Cina

Sono 122 le nazioni che vogliono realizzare un’inchiesta nei confronti della Cina, per cercare di verificare l’omissione dei dati sul Coronavirus. Il sospetto infatti, che a quanto pare è ormai quasi certo, riguarda il fatto che il Covid-19 circolasse nel mondo e soprattutto nei territori cinesi, già a partire da ottobre-novembre 2019. La Cina però avrebbe omesso tali informazioni, permettendo quindi che il virus in questione si diffondesse in tutto il mondo. Tali accuse sono molto gravi e provengono soprattutto dagli USA, anche se il gruppo di 122 Stati che vogliono indagare è anche formato anche da Paesi europei e dall’Australia. La risposta della Cina e dell’OMS però sembrerebbero essere state chiare.

La risposta della Cina

L’obiettivo primario dell’inchiesta a quanto pare sarà soprattutto quello di indagare sulla Cina, ma in automatico anche sull’OMS, dato che il sospetto maggiore riguarda una collaborazione tra le due, sull’omissione dei dati sul Coronavirus. La Cina però ha risposto che è pronta a dimostrare la sua trasparenza e non ha problemi anche a cedere 2 miliardi di dollari cinesi per cercare di aiutare i Paesi che sono stati maggiormente colpiti dal Coronavirus. La verità però per ora non si conosce e solo delle indagini adeguate riguardanti le origini dell’infezione riusciranno realmente a chiarire tutti questi dubbi.

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