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Coronavirus: serve ulteriore personale sanitario e per la ricerca, le proposte e le ipotesi

L’emergenza Coronavirus ha sottolineato l’importanza del personale sanitario in tutta Italia, e anche numerosi problemi a riguardo. In primis quello di dover confermare anche i precari, in quanto ora la necessità relativa alla presenza di numerosi medici negli ospedali, nonché di infermieri, è davvero altissima. Numerosi politici stanno discutendo ed ipotizzando quali misure possano essere adottate per riformare in fretta la sanità pubblica e soprattutto per garantire la presenza di più personale all’interno degli ospedali. Lo stesso discorso riguarda anche il numero dei ricercatori: occorre stanziare più fondi per favorire la ricerca.

L’opinione di alcuni politici e giornalisti

Nicola Fratoianni, di “Sinistra italiana-Leu” è solo uno dei tanti politici che sono intervenuti in Aula a Montecitorio, riguardo il problema scuola e ricerca. Egli ha sottolineato come sia assolutamente necessaria la presenza di un forte team di ricerca in Italia, riguardante il campo medico. La formazione, la scuola e la ricerca sono importantissimi, così come lo è anche la presenza di numerosi medici e infermieri. Molti di questi rimangono precari in Italia e proprio negli ultimi giorni, a causa dell’emergenza Coronavirus, il problema della mancanza di personale si fa sentire con tutta la sua gravità. La giornalista Marianna Aprile sottolinea infatti che “Si mette una toppa alla sanità ma non ci sono fondi per la ricerca”, previsti dal decreto del Governo. Il problema per ora rimane, ma le autorità stanno cercando di capire come risolverlo.

Le ipotesi

Tra le diverse ipotesi per risolvere il problema senza dubbio vi è quella di confermare i precari, le cui lettere per sollecitare la loro conferma sono davvero numerose, ma non solo. Oltre a questa ipotesi sembrerebbe anche che il Governo stia varando decisioni per erogare più fondi per la ricerca. Per ora si stanno attendendo i nuovi aggiornamenti in merito, ma va sottolineato che il campo della ricerca e del personale sanitario rimane un’emergenza.

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