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Cosa sta succedendo in Egitto? Chi sono i Fratelli Musulmani?

Probabilmente in molti, distratti, apprendono di manifestazioni di protesta In Egitto, senza riuscire a distinguere quelle che hanno portato all’arresto del presidente Morsi e quelle odierne dei Fratelli Musulmani che chiedono la riabilitazione dell’ultimo presidente democraticamente eletto.
In questo scritto si vuole, però, analizzare meglio ciò che sta avvenendo, anche con paragoni ed esempi.
I fatti.
Sull’onda della Primavera araba, e delle proteste tunisine in particolare, nel gennaio 2011 cominciano le proteste contro il regime trentennale di Hosni Mubarak. L’11 febbraio 2011 Mubarak rassegna le dimissioni consegnando i poteri all’esercito e tutto l’Egitto festeggia. Un anno di transizione sotto il governo militare portano alle elezioni democratiche del 2012 che vede diventare nuovo presidente dell’Egitto Mohamed Morsi, candidato dei Fratelli Musulmani. Punto di riferimento del nuovo presidente e del suo partito sono sempre stati la legge islamica (Shari’a) e continuano ad esserlo durante l’attività di governo. Compito del nuovo governo è quello della stesura della nuova Costituzione della Repubblica Araba d’Egitto. A fine novembre 2012, Morsi assume, con un decreto, ampissimi poteri anche in ambito giudiziario per evitare che i giudici possano interferire nel lavoro dell’Assemblea Costituente nella nascita della nuova Costituzione. La Costituzione avrebbe avuto così la strada in discesa senza interferenze esterne che potessero fermare articoli troppo islamisti, poco democratici e discriminanti nei confronti della numerosa popolazione non musulmana del paese. La popolazione comincia a protestare contro questa deriva autoritaria e islamista del nuovo governo e la magistratura cominciava uno sciopero denunciando il “golpe bianco” del presidente Morsi. Dopo giorni di protesta, l’esercito ha invitato il presidente a dimettersi. Il 3 luglio 2013 il presidente Morsi è stato arrestato dall’esercito scatenando l’ira e le proteste dei seguaci dei Fratelli Musulmani che chiedono la riabilitazione del Presidente, in quanto democraticamente eletto, affinchè possa continuare il suo lavoro di islamizzazione delle istituzioni egiziane. L’esercito ha attaccato i manifestanti accusandoli di tentato omicidio e terrorismo (i manifestanti islamici hanno dato fuoco a quasi 50 chiese cristiane copte).
Analisi e confronti.
Se non ci fossero morti sarebbe comico. Ciò che è accaduto è davvero fuori da ogni logica e buon senso, e solo ricorrendo a una forte dose di fanatismo religioso si può spiegarlo. Potrebbe mai succedere da noi? Assolutamente no. Proviamo ad immaginare se qualcosa di simile fosse accaduto in Italia.
Immaginate nell’Italia del dopoguerra, dopo la caduta del regime fascista e del regno sabaudo, l’assemblea costituente ai lavori per stendere la bozza di Costituzione. Alle prime elezioni democratiche vince la Democrazia Cristiana o qualche fazione cattolica più estremista, fortemente religiosa intenzionata ad inserire nel nuovo codice legislativo articoli che richiamano a prescrizioni religiose. Carcere per chi mangia carne il venerdì santo, per chi la domenica non va a messa, per chi non fa la comunione almeno a Pasqua e per chi non si confessa almeno una volta l’anno. Carcere e torture per gli omosessuali. Divieto di accesso a funzioni pubbliche per gli italiani non cattolici.
Fratelli musulmani e Shari’a.
L’idea di stato dei Fratelli Musulmano è molto simile a quella iraniana, con una Guida Suprema e un’Assemblea Consultiva. Per la legge islamica solo un musulmano può diventare Presidente della Repubblica ed è questo il vero motivo per cui i fondamentalisti islamici stanno cercando di destituire il presidente siriano Assad, accusato di appartenere a una piccola setta, gli alawiti, facente parte della corrente sciita che la maggioranza sunnita non riconosce come vero Islam. In Egitto un gran numero di cittadini, il 10% della popolazione totale, è di fede cristiana copta da generazioni, da sempre. La Shari’a non permetterebbe loro di essere cittadini al pari dei musulmani. L’accesso delle donne alla politica istituzionale sarebbe limitato alle elezioni comunali. Nel codice penale verrebbero introdotte pene corporali come la flagellazione, la lapidazione e il taglione (occhio per occhio, dente per dente).
Questi personaggi chiedono il rispetto delle elezioni democratiche e la riabilitazione del loro presidente Morsi, affinchè l’Egitto possa continuare il suo mutamento divenendo un Califfato.
Il confronto nelle proteste.
Torniamo a immaginare se qualcosa del genere fosse accaduto in Italia coi fanatici cattolici. L’esercito, garante della laicità dello stato, sarebbe intervenuto per arrestare il capo del governo cattolico. Gli estremisti cattolici sarebbero scesi nelle piazze armati, costruendo barricate e sostenuti e infiammati dal clero più rigido. In Italia accorrono molti cattolici fanatici da altri paesi per combattere la loro guerra santa, ristabilire il regno di Dio sulla terra e guadagnarsi il paradiso. L’esercito chiede loro di abbandonare la protesta ed infine attacca. Spara sui manifestanti, sui preti, arresta vescovi e poi circonda una chiesa dove si sono asserragliati molti estremisti e preti. Dal campanile qualche fanatico spara sull’esercito. Intanto fuori alla chiesa una grande folla di cittadini si ammassa per aspettare l’uscita dei preti fanatici e dei loro seguaci per poterli linciare. I fondamentalisti asserragliati provano a negoziare con l’esercito chiedendo di non essere consegnati alla folla. Alla fine l’esercito lancia lacrimogeni all’interno della chiesa ed entra arrestando tutti presenti che saranno poi accusati di terrorismo.
Conclusioni.
Vorrei lasciare questo paragrafo vuoto in modo che possiate tirarle voi le conclusioni. Sicuramente le istituzioni religiose in Italia hanno una forte influenza, ma non mi pare che sia mai stata messa in discussione la democraticità del nostro stato. In Egitto questo è un momento delicatissimo che segnerà sicuramente il suo futuro. La democrazia, dove c’è, nel mondo non può dirsi completa ed ha ancora tanti traguardi da conquistare. Lasciare l’Egitto nelle mani degli islamisti sarebbe stato un grande errore. Sono gli stessi  cittadini egiziani a non volere un governo islamista, quelli che abbiamo visto lanciare le pietre sui manifestanti fondamentalisti. I Fratelli Musulmani hanno perso la loro partita mostrando più che mai che il diavolo e l’odio sono nel corpo dei fanatici di ogni religione e di ogni ideologia; nel corpo di chi si nasconde dietro Dio per imporre leggi arcaiche, stupide, discriminanti e violente. Ora c’è solo da sperare che i fondamentalisti usino tutto il loro fanatismo per combattere, individualmente, il loro ego, i loro difetti e le loro imperfezioni. Ognuno di fronte alla propria coscienza, ognuno a combattere contro se stesso e i propri limiti piuttosto che contro gli altri e ciò che degli altri non ci piace. Questa è la vera e grande jihad, questo è il fine di ogni forma di spiritualità pura.

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