De Chirico a Roma

Scritto da marcello_nardo-lesniewski il 17 ottobre, 2008, 3:00 pm

Il ritorno del Re. No, non mi riferisco all’ultimo dei tre tomi de “Il Signore degli Anelli”, bensì al ritorno (grazie a Dio abbastanza frequente rispetto ad altri) di Giorgio De Chirico a Roma. Per gli appassionati d’arte è un must ritrovarsi davanti alle famosissime “Piazze Italiane” (anche se molte sono state concepite in Francia) per contemplare enigmi e misteri creati dal Pictor Optimus, più tetro rispetto al fratello-Dioscuro Alberto Savinio, ma completamente immerso in una riedizione destabilizzante e moderna della classicità. Sulla sua vita e le sue opere è stato scritto tutto e di tutto; ma l’attenzione penso sia giusto ricada, per una volta, sulle sensazioni che tali opere sono e saranno eternamente in grado di suscitare nel profondo di ogni interlocutore. Per quanto mi riguarda non posso far altro che notare come, sempre più spesso, abbia ritrovato nella sua sconfinata immaginazione la concretizzazione della percezione delle cose che prediligo; quella che si spinge oltre la loro oggettività.

Un fiume di intuizioni geniali, che, se vogliamo, hanno avuto un loro coronamento nelle architetture ipnotiche, spersonalizzanti e allo stesso tempo incantatrici di Piacentini o Del Debbio, che le hanno portate qua e là per la terra italiana. Grazie a costoro passeggiare, ad esempio, per l’Eur (un quartiere di Roma sorto in occasione dell’Esposizione Mondiale del ‘42 – che poi non vi fu a causa della guerra- e costruito interamente seguendo l’ispirazione ai lavori dechirichiani) di notte è come respirare ed agire in quadro del Maestro. Un corso di architettura attraverso il quale si delinea la poetica della metafisca: arte capace di trasformare l'inconscio e governare le emozioni. Uomo di indiscusso magnetismo e spesso volutamente provocatorio (pare considerasse il posto più bello d’Italia la pineta di Ostia) De Chirico è stato da molti addetti ai lavori e non, surrealisti in testa, bollato come artisticamente morto nel 1919. Niente di più sbagliato; uno degli ultimi periodi, quello nel quale il Maestro si lasciava fortemente ispirare dall’opera di Rubens è eccezionale.
La mostra avrà luogo alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, dal 31 Ottobre al 25 Gennaio 2009 ed è stata organizzata in occasione dei trent’anni dalla scomparsa del pittore. Sarà curata da Mario Ursino e presenterà un centinaio di opere tra disegni, dipinti ed una scultura provenienti dalla Gnam e dalla Fondazione Giorgio e Isa De Chirico.

L’ennesimo e mai fuori luogo tributo ad un artista profondo conoscitore della mitologia, delle antiche muse classicheggianti dalle quali non si può prescindere se si è decisi ad intraprender certi sentieri, e tuttavia ben piantato in una visione del suo tempo filtrata dalle letture di Nietzsche e Schopenhauer.

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Commenti
Giovanni Balducci 18 ottobre 2008

Grandissimo De Chirico, secondo me insieme a D’Alì il più grande artista del secondo novecento…

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