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Democrazia e logica del potere

“Democrazia” (dal greco δῆμος (démos): “popolo” e κράτος (cràtos): “potere”) etimologicamente significa “governo del popolo”.
Il termine fu coniato nell’antica Grecia per indicare una particolare forma di governo in cui l’organo decisionale era un’assemblea in cui tutti i cittadini avevano diritto di prendere parola. Molto tempo dopo le monarchie hanno cominciato riformarsi stabilendo statuti, costituzioni; alcune trasformandosi in repubbliche e, cedendo il potere legislativo ad un governo eletto dal popolo, sono diventate le attuali democrazie rappresentative.
La differenza sostanziale tra la democrazia greca e le democrazie di oggi è la porzione di territorio che fa da unità di misura per queste democrazie. Quella greca era la forma di un governo adottata da una città (polis), comunemente detta città-stato; le democrazie di oggi sono stati molto ampi, eredi di vecchi regni con una attitudine espansionistica.
Solo tra il dodicesimo e il tredicesimo secolo apparve qualcosa di simile alle antiche democrazie greche con il nascere nell’Italia settentrionale di comuni che rifiutavano la soggezione feudale degli imperatori. Quanto può influire la grandezza di uno stato nella realizzazione di una democrazia compiuta? E’ fondamentale. Nel governo di una città, seppure con limitazioni alla partecipazione del popolo al potere, l’organo che ha il potere legislativo e decisionale, se non influenzato da apparati superiori e più grandi, deve sottostare in qualche modo al consenso della popolazione. In caso di decisioni molto lontane dell’interesse popolare è facile individuare il responsabile, che sia un signore, un principe, un console od un governatore. Ad esempio, numerose sono state nella storia le rivolte per l’aumento del prezzo del pane, scagliandosi sempre contro un potere locale responsabile di decisioni impopolari. Il potere, nel governo di una città, è comunque molto vicino al popolo che in qualsiasi momento può ribellarsi ed ostacolare decisioni che non hanno interesse comune.
Quando il potere viene trasferito su livelli più alti, il controllo popolare sugli organi decisionali è molto più difficile. E lo diventa man mano che il potere si trasferisce dai comuni alle province, dalle province alle regioni, dalle regioni allo stato.

Il controllo della popolazione sugli organi decisionali è meno efficace man mano che il potere viene trasferito in governi centrali di stati caratterizzati da un territorio più esteso.

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