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Diverse ragioni per essere No Tav

L’informazione dominante sicuramente strizza l’occhio alle ragioni della costruzione della Tav, così come la sinistra più moderata del PD che insieme a Forza Italia sono stati i maggiori sponsor politici di questa grande opera. Vediamo quali sono le ragioni per cui a questo punto conviene essere No Tav.

Rischio di perdere i finanziamenti

Secondo Alberto Poggio, ingegnere e tecnico di riferimento No Tav, i finanziamenti non sono a rischio perché sarebbero già stati persi. Quei 300 milioni di cui si parla si riferiscono a finanziamenti per il periodo 2014-2019 per lavori da completare entro il 2019. Pure lanciando subito i bandi, i lavori non potrebbero essere completati entro il 31 dicembre. In ogni caso questi finanziamenti corrispondono al 6% dei fondi necessari per completare l’opera.

La Francia non finanzia il Tav

Mancano i soldi per completare la realizzazione. La Francia non ha messo a disposizione fondi per la realizzazione dell’opera. Per questo Macron si dice favorevole alla Tav: la Francia non ci mette soldi.
Gli altri fondi disponibili sono quelli messi a disposizione del governo Monti nel 2013 che corrispondono al 27% dei lavori. Per un totale del 33% che servirebbero a realizzare solo un terzo dell’opera.
Nel 2012 la Corte dei Conti francese ha valutato negativamente la convenienza economica dell’opera non approvandone i finanziamenti. Inoltre, come da accordi, l’Italia dovrebbe finanziare quasi il 60% del totale dei lavori (ed il restate 40% la Francia), nonostante solo 12 dei 57 chilometri del tunnel sarebbero in territorio italiano.

Non sono previste penali

Spesso si fa riferimento al pagamento di penali nel caso in cui ci si dovesse tirare indietro. Lo afferma, tra gli altri, il presidente della regione Piemonte Chiamparino. Tutti gli accordi istituzionali non prevedono penali, né tanto meno potrebbero esserci penali nei confronti di aziende coinvolte perché nessun appalto è stato ancora pubblicato per cominciare i lavori.
Tutti i lavori cominciati riguardano la preparazione del cantiere, non la fase dei lavori definitivi. Questi lavori sono già stati finanziati e pagati, cosa che non comporterebbe penali.

Lo scontro politico tra 5 stelle e Lega

Lo scontro politico interno al governo riguarda esclusivamente la propaganda politica per catturare il favore dei propri elettori. Il Movimento 5 stelle dopo aver ceduto su Tap, Ilva, questione migranti e dopo aver garantito l’immunità a Salvini dal processo del Tribunale dei Ministri, pretende che questa volta la Lega ceda. Ma il compromesso non arriva perché l’abile comunicatore Salvini vuole portare anche questo successo a casa per conquistare gli elettori più moderati di sinistra e destra mostrandosi leader forte.
Si tratta comunque di una decisione politica mirata a creare consenso, ma non è capace di portare al progetto i giusti fondi per coprire interamente le spese dei lavori. Né ci sarebbe ora la possibilità di farlo. Il governo ha già investito tutti i fondi nel reddito di cittadinanza e sulla pensione anticipata Quota 100 mettendo a rischio l’economia del paese.

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