Fermiamo la corsa dei buoi di Chieuti
Scritto da Redazione il 9 febbraio, 2009, 2:32 pm
La corsa dei buoi di Chieuti
Ogni anno nel mese di aprile, a Chieuti in provincia di Foggia, durante lo svolgimento delle festività legate al santo patrono si svolge una corsa di carri guidata da buoi volta a decidere la contrada che nella processione del giorno successivo indosserà un cappellino colorato e porterà a spalla il simulacro di san Giorgio martire.
I buoi devono percorrere circa cinque chilometri, dalla campagna fino all’ingresso nel paese, trainando il loro carro e accompagnati da uomini della stessa squadra (o partito) a cavallo, armati di pertiche, che “incitano” i buoi per farli correre più veloci. In realtà la pertica altro non è che un lungo bastone di legno con in cima una punta metallica che ha lo scopo di pungere (e ferire) i buoi per farli correre e arrivare prima degli altri carri.
E’ una festa brutale che noi italiani contrari alla corsa dei tori di Pamplona e alle corride spagnole non possiamo lasciare che continui a ripetersi.
Video testimonianze
Vi proponiamo un paio di video della corsa per comprendere meglio di cosa si tratta. Nel primo abbiamo la testimonianza della caduta di un bue. Nel secondo vediamo la corsa sulla strada di campagna. Occhio ai pungoli o pertiche.
L’indagine del Tribunale di Lucera
Il GIP di Lucera (Giudice per le indagini preliminari) in seguito a denunce di associazioni animaliste pugliesi ha dichiarato che “A sostegno sono stati prodotti alcuni documenti filmati dai quali si evince chiaramente la sofferenza inferta agli animali durante la corsa,in particolare mediante l’uso di aste dotate di pungoli.” tuttavia non potendo riconoscere nei filmati i responsabili non si è proceduto contro alcuno.
Leggi per intero la sentenza del tribunale.
Cosa possiamo fare noi?
Inserire nei nostri siti e blog questo banner per portare avanti questa campagna informativa e far conoscere queste feste brutali agli italiani.
Se suscitiamo indignazione per queste corse possiamo fermarle.
Incollate il codice Html, sotto suggerito, nei vostri siti per diffondere la campagna. Si prega di mantenere il link a questa pagina per averla come punto di riferimento della campagna e per dare accesso alle informazioni sulla corsa a chi vede il banner sui nostri siti.
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Si invitano i webmaster dei siti che aderiscono alla campagna a lasciare un commento con l’indirizzo del sito dove hanno inserito il banner.
Si ringrazia Paky Ragnatela per la realizzazione del banner.
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Ho inserito il banner nel blog si che si occupa di raccogliere notizie su ambiente e diritti degli animali in Puglia
poveri voi che nn sapete un bel niente della corsa dei carri!!!!!!ma che credete che a noi nn interessa niente degli animali???Ma credete davvero che li lasciamo morire???????????si è vero in queiminuti di corsa non vengono di certo accarezzati ma provate a vedere cosa si fa durante tutto l’anno!!!!e poi perchè nn andate anche dalle altre parti????vi sento parlare solo di chieuti!!!e gli atri paesi della carrese?????avete paura di andare lì vero??????poveretti voi!!!!!!!
Sicuramente avete molto interesse negli animali, interesse economico, e vi dispiacerebbe che non possano più correre come a me dispiacerebbe se la mia auto non partisse più. Ti devo spiegare la strategia? si lavora prima su una corsa per ottenere il migliore risultato possibile su quella (che non si faccia più la stessa corsa) poi si passa ad un ‘altra
ti ringrazio per l’attenzione
è ora di finirla con ste barbarie
Io però non ho ancora capito perchè accanirsi sulla corsa di Chieuti!ci sono altri 3 paesi nel raggio di 20 km che hanno la stessa medesima tradizione (San Martino in Pensilis,Portocannone e Ururi),ma tutti parlano sempre e solo di Chieuti….boh!
Poi,io sono in parte d’accordo con voi,ovvero credo che la corsa sarebbe ugualmente bella senza pungoli o bastoni,anzi,sarebbe + bella!!!
Ma quello su cui vorrei farvi riflettere è: secondo voi un animale sta meglio un giorno a correre 4 km circa e poi tutto il restante anno in una stalla,curato,portato a spasso,e coccolato (si,avete capito bene),o un animale che nasce in una stalla da allevamento intensivo,vive in mezzo metro quadrato di cemento e alla fine viene ucciso per produrre salsicce o bistecche????
Poniamo il problema in modo più concreto, però
Sina dai tempi più antichi, nelle varie civiltà meditarranee, il bue e il toro hanno rappresentato la forza della natura, un animale sacro, al limite tra il controllo e la forza preponderante e imprevedibile della natuta. L’uomo, per superarsi ha bisogno di continue conferme e di misurarsi con le forze della natura. La corsa dei carri rappresenta allora uuna festa di primavera, nella qual eil bue sacro è usato per avvicinarsi alla divinità . La corsa dei carri è un lampo magico che rompe l’equilibrio statico invernale e celebra la rinasciota della vita e della comunità . Dietro a queste feste non c’è affatto la gratuità della crudelta, ma, al contrario, un profondo rispetto della natura e deegli animali che affonda, nelle sue motivazioni storiche culturali e antropologiche, in secoli, anzi in millenni di storia. Venite a vedere tutta la festa a S. Martino, non solo la corsa in sè e vi renderete conto di che valore profondo che essa ha.
non sono d’accordo, la festa e’ pur bella, ma i pungoli ai buoi rimangono e non solo per un giorno, ricordatevi che si corre per 3 mesi prima della gara e poi si corre d’estate, praticamente 5/6 mesi all’anno questi animali vengono spremuti e poi fatti a fettine quando non sono buoni piu, meditate gente… meditate…