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Hasta la guerrilla!

di Alessandro Del Re

Il guerrilla marketing nasce dall’incontro di professionisti della comunicazione che hanno sempre affiancato all’attività business oriented la sperimentazione politico culturale nei circuiti alternativi e underground.
La provenienza culturale è quella del circuito del cultural jamming, un insieme di pratiche creative di intervento sulla comunicazione mainstream attraverso l’uso del detournament, del falso, dell’improbabile e dell’assurdo.
L’isolamento in cui i grandi mezzi di comunicazione di massa tengono le soggettività che con più radicalismo criticano questo sistema economico sociale ha insegnato le strategie e le tecniche necessarie a raggiungere le pagine dei più importanti giornali, indipendentemente dalle volontà degli editori.
Parliamo quindi di un insieme di pratiche di sovversione della comunicazione ideate da gruppi controculturali, politicamente assai distanti dai valori capitalistici delle aziende ed è per questo che il concetto di guerrilla è il più adeguato a spiegare le migliori pratiche di comunicazione emergenti. La strategia militare della vera guerriglia ci offre infatti un’organizzazione coerente di tattiche che possono essere rese funzionali a qualsiasi apparato di comunicazione. Non a caso personaggi come Lawrence d’Arabia, il generale Giap o Ernest “Che” Guevara sono gli antesignani e gli ispiratori morali di tanti gruppi che animano il panorama del cultural jamming a cui il marketing non convenzionale deve oggi così tanto.
L’esperienza del Luther Blissett Project, di Indymedia, delle Tute Bianche, dei Men In Red e di centinaia di altri progetti di comunicazione radicale è parte del corredo formativo così come lo è la vicinanza fisica e spirituale con la street culture nazionale e internazionale.
Jay Conrad Levinson fu il primo ad utilizzare negli Stati Uniti il concetto di guerrilla marketing. Levinson ha il merito di aver demistificato la grande truffa del marketing riportando le strategia alla concretezza delle azioni, e da allora in molti abbiamo deciso di reinvestire in modo integrato e sistematico le nostre competenze per diventare mercenari di una comunicazione al servizio di chi ha ancora voglia di rischiare e di giocare ed ha soprattutto un dannato bisogno di visibilità.

“La guerriglia è una tattica di lotta armata
condotta da piccole formazioni irregolari contro un esercito regolare,
che si sviluppa con attacchi brevi e improvvisi.
Si tratta generalmente di una lotta di popolo
e per questo il guerrigliero ha una conoscenza diretta del territorio in cui opera
e gode del sostegno della popolazione civile.
Il guerrigliero è sempre motivato dal valore assoluto dell’obiettivo finale
e per questa ragione non ha alcun motivo di accattare quelle regole
che convenzionalmente regolano uno scontro militare.
Al contrario l’inferiorità bellica impone attacchi a sorpresa,
imboscate, sabotaggi, la sottrazione delle armi al nemico
e la trasformazione creativa di qualsiasi materiale
in una nuova arma creativa.”

Hasta la guerrilla!