Centinaia di civili, tra cui persino 170 bimbi, sono scomparsi negli attacchi dei droni americani – gli aerei senza pilota – nel territorio del Pakistan dal 2004, cioè dalla data dell’inizio degli assalti contro i terroristi islamici – sostiene, nel rapporto presentato, l’Ufficio dei Giornalisti Investigativi con sede a Londra.
Responsabile degli attacchi con uso di droni è la CIA. Nei 7 anni l’agenzia ha effettuato 291 assalti, di cui 236 durante la presidenza di Barack Obama che è iniziata nel 2009. Tutto ciò risulta dai dati dei giornalisti dell’ufficio che condusse l’indagine durata alcuni mesi.
Quasi 3 mila persone morte, soltanto 126 terroristi
Gli autori estimano che siano state da 385 a 777 le vittime degli attacchi, tra cui 170 bambini. Riassumendo, in seguito alle incursioni aeree americane, sarebbero potute morire persino 2800 persone, ma per ora sono accertati solo i nomi dei 126 fondamentalisti islamici.
Nel rapporto possiamo anche leggere che l’anno scorso il numero delle vittime è diminuito, ma l’ufficio dispone ‘di attendibili testimonianze’ sulla morte di, almeno, 45 civili negli ultimi 10 attacchi.
Americani: non sono i civili a morire
Gli anonimi rappresentanti dell’amministrazione americana non confermano la veridicità di questi dati. – L’anno scorso abbiamo eliminato circa 600 fondamentalisti, tra cui 20 capi dei terroristi. Non avemmo nessuna informazione della morte di un civile. – disse all’agenzia AFP un informatore.
Il governo del Pakistan crede che gli attacchi degli aerei americani senza pilota siano una violazione della sovranità del Paese. Le relazioni tra gli Stati Uniti e il Pakistan sono molto tese dall’inizio di maggio, quando i soldati americani ammazzarono il capo di Al Qaeda, Osama Bin Laden, che si nascondeva proprio in Pakistan, nella città di Abbottabad.
Ricordiamoci che questa non è mica la prima situazione del genere. I soldati statunitensi mostrano poca attenzione nelle proprie azioni, forse sicuri di avere un pretesto per la guerra. Ma pensare che essa si limiti solo ai confronti tra i soldati è completamente sbagliato. La guerra tocca i civili, soprattutto i civili. Sono loro che non possono più vivere tranquillamente, anzi, sono loro che perdono un lavoro, perdono una casa, una famiglia, sono loro che alla fine muoiono impovvisamente per la strada a causa di un soldato che non centra il bersaglio… Non dico ovviamente che per tutto questo la colpa sia dei soldati, perché nemmeno questo sarebbe giusto. Credo che neanche loro, se potessero decidere, avrebbero scelto di entrare in guerra. Gli ordini arrivano dall’alto, anche se così incomprensibili e feroci.
Siccome il tema è molto ampio e potrebbe non finire mai, quest’articolo vorrei concluderlo con una delle più belle canzoni pacifiste, La guerra di Piero di Fabrizio De André, in modo da poter riflettere sull’assurdità di ogni guerra.