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Il Giappone sospende la caccia alle balene

Da tanti anni gli animalisti aspettavano una notizia come questa: le baleniere giapponesi che, come ogni anno in questo periodo, si trovano nell’Oceano Antartico hanno sospeso la caccia e stanno valutando il ritorno nei porti e l’abbandondono della caccia per quest’anno.
Questa decisione deriva dall’azione di disturbo effettuata dalle navi dell’organizzazione Sea Shepherd che per mesi hanno inseguito, per migliaia di miglia, e disturbato le operazioni di caccia effettuate dalle baleniere riducendo sensibilmente le balene catturate. La flotta delle baleniere nel 2010 ha lasciato i porti giapponesi con l’obiettivo di catturare 850 balene, riuscendo a portarne a casa soltanto 506. Quest’anno le difficoltà delle baleniere sono state maggiori e il bottino ancora più magro. L’abbandono della caccia da parte delle baleniere giapponesi sarebbe un risultato storico e la vittoria di una strategia, quella del disturbo in mare di Sea Shepherd, rispetto a quella diplomatica e salottiera di Greenpeace che dal 2006 non manda imbarcazioni nell’Oceano Antartico per effettuare azioni di disturbo.
A sostenere Sea Shepherd e la sopravvivenza delle balene ci sono Anche Australia e Nuova Zelanda. L’Australia, in particolare, ha denunciato il Giappone al tribunale internazionale dell’Aia per fermare la caccia alle balene.
Grazie Sea Shepherd !!

Fondatore ed editore della testata on-line di controinformazione Magozine.it. É tra gli ideatori ed organizzatori dell'Arè Rock Festival, concorso per band emergenti che porta fortuna a molti giovani artisti. Affascinato dalle teorie politiche di Proudhon, dagli studi filosofici ed esoterici, nel 2007 pubblica il racconto Lo Scarabeo edito da Bastogi. Altre sue poesie sono pubblicate in antologie di diverse case editrici. É attualmente impegnato nel progetto di resistenza contadina Giovane Compagnia Meridionale.

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