Abbiamo assistito tutti nell’ultimo periodo alle prese di posizione del PD, e in particolare di Bersani, che cercavano di minimizzare le proteste dei No TAV definendoli violenti. In questa maniera cercano di sfruttare i mass media associando ai manifestanti un’idea che non è reale, quella della violenza. E cercano di evitare un discorso serio sull’utilità dell’alta velocità Torino-Lione, discorso che portano avanti da vent’anni i No TAV anche senza la diffusione dei media controllati. La TAV è un progetto che serve a sperperare denaro pubblico a favore di grandi aziende che su quello sperpero faranno affari. Tutto questo è una presa in giro per il cittadino medio che ha difficoltà ad arrivare alla fine del mese o che avendo acceso un mutuo sulla prima casa e non riuscendolo più a pagare perde la casa costata tanti sacrifici.
Abbiamo assistito tutti anche alla strumentalizzazione da parte del PD dei referendum. E’ chiaro che il PD è a favore delle privatizzazioni, anche dell’acqua e degli acquedotti. Lo dichiarava pubblicamente Bersani nel 2008 in una conferenza a Carpi.
In realtà Il PD e i padri fondatori del PD (Prodi, Amato, De Benedetti ecc.) sono sempre stati a favore delle privatizzazioni e sono stati gli autori della più grande campagna di privatizzazioni (e svendita) della storia d’Italia, quella dell’IRI che ha coinvolto oltre che tante grandi aziende anche la Banca D’Italia, la fabbrica delle banconote. Questa vendita ha portato a un meccanismo che sta venendo alla luce, quello del “signoraggio” che permette a privati di stampare le banconote e venderle agli stati con interessi generando debito pubblico. E’ su questo meccanismo che si fonda l’Unione Europea e la Banca Centrale Europea. Requisito per poter entrare in Europa era la privatizzazione della sua banca nazionale, così volevano dall’alto. E i protagonisti di queste privatizzazioni li abbiamo visti ottenere grossi riconoscimenti, tra questi Ciampi all’epoca governatore della Banca d’Italia poi eletto Presidente della Repubblica.
L’ultimo degli stati europei a restare fuori dall’Unione Europea e a mantenere una banca nazionale pubblica battente moneta è la Norvegia che qualche giorno fa ha subito degli attenti probabilmente opera di servizi segreti deviati che vogliono piegare alle logiche delle multinazionali alcuni politici coraggiosi. Quel tipo di gente che manca in Italia.