Il giorno 17 febbraio 2012, all’oratorio salesiano di Pomigliano D’Arco c’è stato l’incontro con Luca Telese. Famoso giornalista del “FATTO QUOTIDIANO” e conduttore insieme a Nicola Porro di “IN ONDA” ogni week-end su LA7, ha presentato il suo ultimo libro “GIOVENTU’, AMORE E RABBIA”
Come mai questo titolo ?
E’ il titolo di un film di Tony Richardson del ’62 che rispecchia la situazione attuale in Italia nel libro vengono trattate delle storie che ho raccolto nel mio lavoro di giornalista e in cui è facile immedesimarsi come il precariato giovanile, la disinformazione e il nonnismo.
LEI TRATTA DEL TRASFERIMENTO DELLA FIAT IN AMERICA COME UNA SORTA DI PARABOLA ITALIANA
Per rispondere a questa domanda devo partire dalla chiusura della fabbrica di Termini Imerese che inizialmente non fece tanto scalpore e che la maggioranza dei giornali e dei politici hanno trattato come un fatto positivo dando ragione a Marchionne e non ai disoccupati. Questo per il semplice fatto che per trasportare la nuova Ypsilon dalla Sicilia al Golfo di Napoli si spendono 850 euro per tale ragione i politici anziché finanziare una ristrutturazione adeguata dei trasporti ha deciso di chiudere lo stabilimento, tutti i sindacati tranne uno sono stati d’accordo in quanto una sovvenzione per il miglioramento avrebbe intaccato anche i loro patrimoni. Ecco ci troviamo di fronte a una parabola rovesciata che si sta riverberando anche su tutti i cittadini italiani: a chi non ha viene tolto chi ha riceve.
LEI CONTINUA PARLANDO DEL SISTEMA MARCHIONNE
L’uomo Marchionne è l’effige del politico italiano postangentopoli. Marchionne dopo aver fatto firmare il contratto Pomigliano lo ripropose a Mirafiori con la solita eleganza “O sei d’accordo o te ne vai” la cosa bella che tutti i politici addirittura Fassino che era candidato a sindaco giustificarono il suo atteggiamento come se la pausa pranzo non fosse un diritto ma una funzione della produzione e questo discorso non si sentiva nemmeno nei romanzi di Dickens che denunciavano lo sfruttamento delle classi operaie.
COME E’ NATO QUESTO LIBRO ?
Dall’incontro con una lavoratrice di Mirafiore Maria Epifani di anni 36 e con un figlio di sei anni e mezzo, premetto che lì tutte le operaie vengono dal Sud e hanno un’età media di 47 anni. Per intervistarne una ho quasi dovuto fare lo stalker nel senso che le aspettavo alla fermata dell’autobus e le chiedevo di rilasciare una dichiarazione; questa donna vedendomi all’opera si è presentata spontaneamente e mi ha detto che l’eliminazione della pausa pranzo consente di farle guadagnare 44 euro in più per un totale di 944 euro al mese ebbene lei avrebbe rinunciato a questi soldi e li avrebbe regalati a Marchionne. Ma il fatto ancora più sconvolgente e che suo figlio sentendo tale proposta si è avvicinato alla madre confidandole che vorrebbe fare il cuoco per portar via la madre da quel luogo e farla vivere bene. Ecco l’indignazione che un bambino di 6 anni dovesse salvaguardare il suo genitore e non viceversa è stata così forte da farmi scrivere il libro. Tutto quello che si era fatto fino agli anni’70 sta regredendo.
MA SECONDO LEI DI CHI E’ LA COLPA ?
La colpa è della tracotanza di questa classe politica in cui Brunetta si rifiuta di rispondere a una giovane precaria affibbiandole la classificazione di essere l’Italia peggiore, di Monti che asserisce che il posto fisso è monotono, di Elsa Fornero che vorrebbe riscrivere l’articolo 18 della Cancellieri che dichiara che è inutile avere il posto fisso accanto a mammà e Martone che asserisce che laurearsi a 28 anni è da sfigati. Insomma si vuole dare sempre il senso di vivere in una società perfetta dove tutto va bene e dove chi possiede i soldi pure se non competente va avanti e chi no si ferma.
EMBLEMATICO IL CASO DEL PROFESSORE FRATI
Esattamente lui ha assunto nella sua facoltà alla Sapienza di Roma il figlio, figlia e moglie rispondendo con naturalezza che rappresentano un marchio di garanzia
COME E’ NATO IL FATTO QUOTIDIANO ?
Io sono orgoglioso di far parte di questo giornale perché non ha finanziamenti pubblici e si sorregge sulle vendite e sulla curiosità dei lettori che sono tantissimi. Il fatto di non essere sostenuti da nessuna sigla fa sì che dobbiamo rispondere solo ai cittadini e raccontare tutte le magagne dei politici e in Italia ne sono tante.
CHE NE PENSA DELL’INTERVENTO DI CELENTANO A SANREMO ?
Penso che quel sermone messianico se lo poteva risparmiare sopratutto l’intemerata contro i due giornali cattolici che hanno sempre sostenuto e denunciato le condizioni di vita degli ultimi. Proprio per il fatto di essere un personaggio pubblico e per di più miliardario avrebbe dovuto dosare le parole e il messaggio.
COSA PENSA DEI TAGLI ALL’EDITORIA ?
Che dovevano essere contenuti e canalizzati in maniera diversa hanno deciso di chiudere due quotidiani che più di tutti hanno criticato i provvedimenti di questo provvedimento
ANDREA PANICO