Lo stato d’Israele incrementerà la produzione di marijuana a fini medici. Il Ministero della Salute formerà una cellula responsabile della coltivazione della cannabis, fabbricazione di marijuana e distribuzione del farmaco.
Il dicastero della salute, alla testa del quale c’è il primo ministro in persona – Benjamin Netanyahu, annuncia che Israele aumenterà la produzione di marijuana perché l’importazione di essa risulta persino dieci volte più costosa.
A capo della cellula ministeriale sarà messa una persona selezionata in un concorso pubblico. Per poter ricoprire la carica richieste sono soprattutto le competenze manageriali, non è invece necessaria nessuna preparazione nell’ambito medico. ‘Il reparto di marijuana’ comincerà ad operare all’inizio dell’anno prossimo.
Oggigiorno in Israele i farmaci a base di marijuana recano sollievo a, ormai, 6 mila cittadini. Il permesso di usare la marijuana come un medicinale lo ha dato professore Yehuda Baruch, lo psichiatra del governativo Centro Della Salute Psichica Abarbanel a Bat Yam, vicino a Tel Aviv. L’erba è consegnata dalle autorizzate piantagioni locali.
Secondo il Ministero i trattamenti sono così efficaci che fra 5 anni coinvolgeranno persino 40 mila di persone. Le proprietà terapeutiche della marijuana si devono ai cannabinoidi – sostanze chimiche che dimostrano capacità di interagire con i recettori cannabinoidi situati nel cervello umano. A tutt’oggi sono distinti circa sessanta di tali composti, però la gran parte di essi è ancora poco o per niente studiata.
A favore della divulgazione dei farmaci a base di marijuana si è espressa l’Associazione Israeliana dei Farmacisti. I membri della quale esigono che tal specie di medicinali sia da vendersi nelle farmacie del Paese dietro presentazione di prescrizione medica. La polizia dello stato anche non mette in dubbio le qualità terapeutiche di marijuana, però leggermente ha provato a persuadere l’importazione dell’erba ciò, secondo gli agenti, potrebbe restringere il rischio dell’uso di sostanza in un modo illegale.
Il caso d’Israele fa riflettere sulla, abbastanza controversa, questione di legalizzazione (almeno parziale) della marijuana. Come vediamo, le sostanze che contiene sono un’ottima base per produzione di antidolorifici che in un modo efficace potrebbero sostituire quelli usati oggigiorno e completamente chimici, rivelanti pure un influsso dannoso sui nostri organismi. Tra i vantaggi c’è anche la ricchezza che la legalizzazione totale potrebbe portare al Tesoro dello stato. La coltivazione di marijuana, che ora fa arricchire le organizzazioni mafiose, essendo legale sarebbe gravata di tassa ed altre spese, come lo è nel caso di tabacco o alcool. In conseguenza la marijuana potrebbe completamente svanire dal mercato nero, la produzione sarebbe controllata dalle cellule responsabili e ciò garantirebbe alta qualità del prodotto e gli introiti dei redditi provenienti dalla produzione al Tesoro.
Appaiono comunque le voci che dicono ‘va bene che la marijuana sia vietata che è una droga ed è perniciosa’. Ovvio, ma se qualcuno potrebbe spiegarmi se non lo siano pure l’alcool e le sigarette? Perché posso andare in un negozio o tabaccheria e senza problemi e comprare una sostanza che ogni anno fa morire milioni di gente in tutto il mondo? Beh, nei negozi ci si può pure acquistare i coltelli che nelle mani di alcune persone diventano lo strumento di delitto… Secondo me il guaio non è proibire o non proibire. Il guaio siamo noi. Noi, che sappiamo oppure non sappiamo servirci delle cose. Certo, ci saranno sempre le persone che dopo aver fumato guidano la macchina creando disastri. Però questi sono gli estremi. Ma quanti sono ormai gli incidenti stradali provocati dagli autisti brilli o quanti sono i senzatetto che sono finiti sulla strada proprio per colpa della dipendenza dall’alcool? Non accenno poi alle numerose vittime del vizio del fumo…
Io non credo che dopo aver legalizzato la marijuana tutti correranno nei negozi per comprarla. Anzi, spesso ciò che diventa raggiungibile perde la sua attrazione. Però quelli che, in conformità con loro stessi e consapevoli delle conseguenze, vorrebbero fumare, potrebbero farlo senza paura, invece di quello che succede ora, che invece di marijuana fumano chissà che schifo perché comprato da un losco figuro.
Fonte: niezalezna.pl