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Italia e Turchia confronto

La Corte Costituzionale turca si riunisce per decidere sulla messa al bando del partito di governo AK, accusato di voler introdurre la legge islamica nel paese.
Tutto questo nonostante nel 2001 l’AK ha abbandonato il fondamentalismo islamico definendosi, quindi, un partito “democratico conservatore”.
Tutto questo avviene in uno Stato a maggioranza musulmana e, istituzionalmente parlando, fortemente laico. Questa notizia può essere un’occasione di riflessione sulla situazione politica italiana e di alcuni altri paesi cattolici. Molto spesso si fa confusione e distinzione anche sul reale significato di “Stato laico” definendo laico uno Stato in cui i politici sono indipendenti dalle istituzioni religiose ma accettando che gli stessi legiferino “secondo coscienza”, ovvero che possano anteporre gli interessi, i timori ed i pregiudizi di una parte alle libertà ed i diritti di un’altra parte.
Mentre in Turchia il partito islamico cancella il divieto per le studentesse di coprire il volto e la Corte Costituzionale dello stesso paese risponde abolendo la suddetta riforma, in Italia il Vaticano (monarchia teocratica elettiva indipendente e quindi paese straniero), le istituzioni religiose e le associazioni cattoliche danno indicazioni di voto su di un referendum, in barba al Concordato Lateranense che vieta al Vaticano di interferire nelle questioni politiche italiane.
Possiamo parlare di schiaffo morale della Turchia laica all’Italia “democristiana”?
Per Stato laico si intende uno stato autonomo dalle istituzioni religiose e non ispirato ad una fede religiosa. Possiamo quindi definire laico uno Stato che insegna una religione nelle proprie scuole, che finanzia quella stessa religione con l’8X1000 anche di chi non esprime preferenza, che finanzia le scuole private gestite da religiosi, che elimina l’ICI non solo sugli edifici religiosi ma anche sulle attività commerciali legate agli edifici religiosi (quando l’ICI era ancora in vigore sulle prime case dei comuni cittadini); e che invece di cancellare il debito di paesi poveri cancella i debiti accumulati dal Vaticano per non aver pagato servizi pubblici italiani e multe connesse?
Possiamo definire laici alcuni esponenti politici che permettono tutto questo anche con leggi apposite, ed altri che manifestano la volontà di abolire diritti acquisiti dalle donne decenni or sono?
Siamo proprio sicuri che l’integralismo religioso sia una peculiarità solo ed esclusivamente dei musulmani?

Fonti:
http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/esteri/ue-ici-chiesa/ue-ici-chiesa/ue-ici-chiesa.html
http://it.wikipedia.org/wiki/Finanziamenti_alla_Chiesa_cattolica_in_Italia

Comments

  1. Mena ha detto:

    wow…se solo l’italia imparasse non dico molto,ma un po’ da chi cerca di andare avanti conretamente azzerando conflitti socio-politici…integralismo religioso..impossibile non associarlo al vaticano,che interviene nella quotidianità di un paese che definendosi laico non fa altro che prostrarsi ai voleri del potere religioso,in ogni cosa,dalla fecondazione assistita,ricerca sulle cellule staminali,all’eutanasia,all’affermazione dei diritti delle coppie di fatto e degli omosessuali…la storia è sempre la stessa,velare problemi reali in nome di una moralità che vuole esistere per impedire degli enormi passi in avanti
    scusate lo sfogo..per me inevitabile…

  2. Ross ha detto:

    Solo adesso, leggendo questo articolo, mi rendo conto di come l’Italia sia, azzarderei, sottomessa al Vaticano. E ciò mi spinge ad una riflessione: essendo il Vaticano uno stato estero al nostro, non ci dovrebbero essere interferenze tra stati che, per lo statuto dell’UE, sono sullo stesso piano!
    Siamo costantemente, indirettamente o non, bombardati dagli insegnamenti e dalle tradizioni della religione cattolica.
    Come si può definire laico un paese in cui la Costituzione recita: “Le confessioni religiose DIVERSE DALLA CATTOLICA hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti.” (art. 8 comma 2), mettendo chiaramente in risalto il cattolicesimo sugli altri tipi di culto?

  3. Francesco Scatigno ha detto:

    le relazioni tra lo stato italiano e il vaticano sono regolate dal concordato firmato da Mussolini e il papa dell’epoca. Poi il concordato è stato rivisto da Craxi negli anni 80.

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