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L’altra Italia dice di no

Tratto da Italia dall’ Estero
Articolo di Politica interna, pubblicato lunedì 12 ottobre 2009 in Svezia.

[Sydsvenskan]

Improvvisamente, alcuni politici italiani dicono di no. Stiamo assistendo ai primi indizi di un cambiamento? È quanto si chiede Anders Ehnmark.

Il dibattito è concitato in Italia dopo gli accenni di normalità giunti dalla corte costituzionale. Nessuno aveva contato sul fatto che questi signori, che a lungo avevano accettato tutti gli imbrogli e le fandonie di Berlusconi, improvvisamente avrebbero detto: eh no, così non si fa. Il primo ministro stesso impazza nello spazio pubblico, rappresentato oggi dai media, e maledice il presidente, le leggi e in generale chi gli capita a tiro. Cosa sta succedendo?

La questione sollevata era di enorme interesse: è rimasto qualcosa della buona vecchia Italia, l’Italia dei movimenti popolari, quella che ha messo tutto in ordine dopo il precedente imbroglione, oppure si è ormai aperta la strada a un ‘totalitarismo light’, come ha chiamato Claudio Magris questa nuova variante? A lungo abbiamo visto espandersi una plateale mancanza di principi. L’estetica dei media, che ci viene a dire cosa è bello e cosa no, sembra guidare il discorso pubblico. Ecco la conquista di Berlusconi, una specie di nuovo Cagliostro, l’alchimista che faceva l’oro e che rubò la collana alla regina di Francia.

Oppure sta davvero succedendo qualcosa? La resistenza sembrava ormai battuta. La tradizione radicale alloggiava in un partito alquanto indolente, quello democratico, e di movimenti nuovi non se ne vedevano. L’unica protesta veniva da quotidiani illustri come La Repubblica e il Corriere della sera, oltre al coraggioso giudice Di Pietro, che ha fondato il proprio partito senza peli sulla lingua, l’Italia dei Valori. Per il resto silenzio.

Oppure no? È un segnale di qualcosa di nuovo quello che ci arriva da quei rigidi signori della corte costituzionale? È ancora una volta l’altra Italia che si rialza e dice di no? L’idea di Berlusconi di mettersi al di sopra della legge per diventare ricco e poi riscrivere la legge stessa in modo da essere anche libero era un po’ troppo per un vecchio e civile paese. Oggi sembra di poter vedere una luce nell’oscurità.

[Articolo originale "Det andra Italien säger ifrån" di Anders Ehnmark]

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