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La crisi del Darfur

agosto 2, 2008   ·   0 Comments

Darfur, Sudan , Africa; oltre 300.000 morti, quasi 3.000.000 di sfollati. Sono queste le spaventose cifre di un conflitto che va avanti dal febbraio 2003.

La causa principale è lo storico abbandono in cui versa la regione del Darfur, ricca di materie prime e principalmente di petrolio, ma i cui proventi sono sempre confluiti verso Karthoum, la capitale del Sudan, lasciando di fatto la popolazione darfuriana in condizioni umanitarie tutt’altro che buone.

Proprio per questo,nel 2001, due tribù cominciano gli attacchi ai danni del Governo centrale, giurando sul Corano di difendere i propri villaggi dagli attacchi dell’esercito di Karthoum.

Attacchi che continuano registrando numerosi successi da parte dei gruppi ribelli, che culminano con l’offensiva del 25 Febbraio 2003, quando le fazioni di ribelli attaccano congiuntamente l’esercito sudanese,provocando gravi perdite al nemico.

Ma a metà del 2003 che il Governo decide di cambiare strategia militare,vista la serie di sconfitte che subisce dagli attacchi dei ribelli.

Entrano in scena i Janjaweed, pastori nomadi armati dell’etnia Baggara su cui il governo si era appoggiato per la prima volta per reprimere una rivolta dei Masalit scoppiata tra il 1996 e il 1999.

Il risultato di questa decisione si conosceva già,in quanto in occasione della repressione i Janjaweed si erano resi protagonisti di violazioni dei diritti umani e deportazioni.

E così è stato. Nel giro di 5 anni i Janjaweed,in concerto con le truppe governative hanno dato via ad un vero e proprio massacro,soprattutto nei confronti della gente di etnia africana. Basti pensare che centinaia di villaggi sono stati distrutti in questi anni da Janjaweed, lasciando intatti i villaggi di etnia araba,che talvolta si trovavano anche a poche centinaia di metri di distanza da quelli di etnia africana.

Tutto questo ha lasciato quasi del tutto indifferenti i Paesi più industrializzati del Mondo, ad eccezione degli Usa,che hanno attribuito al conflitto del Darfur il titolo di “genocidio”, il quale non è stato condiviso dall’Onu che ha parlato solo di “crimini contro l’umanità”.

Nonostante le risoluzioni Onu tendessero a comminare sanzioni nei confronti del regime di Karthoum, che si è sempre dichiarato innocente, i veti della Cina, principale partner economico del Sudan, hanno di fatto bloccato un processo di pace avviato nel 2006 che inizialmente ha portato ad un cessate il fuoco, accettato però solo da una parte dei ribelli e che di fatto ha fatto ripiombare la situazione umanitaria del Darfur nell’incertezza più assoluta. Situazione che si vive ancora oggi,nonostante una risoluzione Onu del 2007 che prevede il dispiegamento di 26.000 uomini per la missione di pace mista con l’Ua(Unione Africana), ma che tutt’ora ne conta solo 9.000, senza il supporto di mezzi quali elicotteri e carri armati.

Solo grazie all’impegno di numerosi movimenti internazionali,e in particolare in Italia da Italians for Darfur, l’attenzione verso questo conflitto dimenticato è cresciuta; nel 2005 e 2006, infatti, solo un’ora è stata dedicata in tv a questo terribile massacro.

Per approfondimenti:

http://it.wikipedia.org/wiki/Conflitto_del_Darfur
http://www.italianblogsfordarfur.it

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