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La politica dei paraculi e la democrazia che non c’è

Analisi sui risultati elettorali e sulle posizioni politiche dei partiti e dei loro vertici passando per la mancanza di democrazia all’interno dei partiti e delle istituzioni.

Le ultime elezioni amministrative sono state un chiaro segnale della qualità della classe politica che governa il nostro paese e della loro attenzione nei confronti delle esigenze e dei bisogni della popolazioni. Ma la reazione ai risultati delle elezioni è anche un segnale evidente che ciò che sta avvenendo oggi non può più rappresentare nessuno.

Renzi e il PD
Per Renzi i risultati elettorali rappresentano l’ansia di cambiamento  dei cittadini. Ma per tutta la gerarchia del PD, è proprio questa voglia di cambiamento che motiva il governo ad andare avanti sulle riforme costituzionali. Una vera presa per i fondelli nei confronti della gente che ha compreso che la ditta Renzi-Boschi e affiliati, non rappresenta altro che gli interessi delle banche, di Confindustria e dei poteri loschi europei che vogliono smembrare la carta costituzionale e quel poco che ci resta dei diritti acquisiti dai lavoratori durante un secolo di lotte. Renzi non rappresenta né il cambiamento, né la gente, né mai è stato eletto ed è a capo di un parlamento illegittimo perché votato con una legge elettorale incostituzionale.

Le destre
Dall’altra parte c’è una serie di sigle partitiche inconsistenti in quanto ad idee e programmi, che si dicono moderati per usare un termine piacevole ma che in realtà sono liberali nel senso che promuovono una politica economica che permetta alle grandi aziende e alle lobbie di fare tutto ciò che desiderano dell’ambiente, dei lavoratori, sul cibo ecc. Ed in Renzi, questa destra moderata ci vede un ottimo cavallo di Troia per far passare politiche che altrimenti non riuscirebbero a concretizzare.
Poi c’è l’estrema destra, che liberale non è, ma è nazionalista. Fa leva sulla paura per i migranti e le altre minoranze per raccattare qualche voto. Promuove odio, violenza, ruspe, discriminazioni, la guerra tra poveri coprendo sempre le responsabilità politiche ed economiche dei disastri indicando poveracci che fuggono da guerre e terrorismo tra i responsabili dei nostri problemi. Dalle elezioni ne esce perdente.

Il movimento 5 stelle
Ma veniamo ai vincitori, coloro che sono riusciti a raccogliere sotto forma di voti il desiderio di cambiamento. Il movimento 5 stelle riesce ad insediare propri sindaci a Torino e Roma. Ma dalle dichiarazioni di Chiara Appendino sulla questione Tav si oppongono ma non possono fare nulla per fermarla. A dirlo è la figlia del socio del presidente di Confindustria Piemonte. Non stupisce. Il movimento 5 stelle, dalle elezioni viene fuori come rappresentante di una voglia di cambiamento che rimane limitato ai volti ed ad alcuni modus operandi di fare politica, ma rimane identico nella struttura gerarchica del movimento che prende ordini dall’alto e nella falsa democrazia interna al movimento.

La democrazia
Democrazia non è votare con un click né può essere democrazia diretta il voto nazionale, stile referendum, su posizioni da portare in parlamento riguardo alcune proposte di legge. La democrazia e la politica non si fanno con un sì o con un no ma con il confronto dialettico. Non ci potrà mai essere una democrazia diretta finché l’unità su cui si lavora è il territorio nazionale. Le democrazia può dirsi compiuta solo se praticata nei territori dalla base senza influenze esterne o superiori come invece sta avvenendo sia sulle riforme costituzionali, sia in Regno Unito sul referendum sulla Brexit (uscita o permanenza nell’Unione Europea) dove le minacce di crisi, isolamento, catastrofi si moltiplicano per terrorizzare i cittadini.
Anche il movimento 5 stelle si dimostrerà una delusione e non rappresenterà i cittadini, come in passato è stato per Obama che doveva rappresentare il cambiamento delle politiche statunitensi e nei confronti del quale si riponevano molte speranze; e come prossimamente potrebbe succedere per Hillary Clinton.
Ciò avviene perché i cittadini non hanno bisogno di essere rappresentati, vogliono partecipare direttamente alle decisioni che riguardano loro, non per fare i burattini o soldatini di un qualche partito ma per prendere posizioni nette e chiare riguardo questioni locali. E’ ciò che avviene già in Salento riguardo la Xylella e la Tap, è ciò che avviene già in Basilicata riguardo i pozzi petroliferi, in Sicilia per il Muos, in Valsusa per l’alta velocità. Ma alla politica istituzionale tutta non interessa la volontà dei cittadini. Per questo l’unica possibilità di realizzare la democrazia diretta è attraverso l’autogoverno dei territori attraverso assemblee autogestite. Questa è l’unica strada che possiamo percorrere.

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