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La storia degli anarchici a Cuba fino alla rivoluzione di Castro

Cuba Libertaria di Frank Fernandez, edito nella traduzione in italiano da Zero in Condotta, è una ricerca accurata e minuziosa sulla storia dell’anarchismo a Cuba dagli inizi fino ai giorni nostri (considerando le attività in esilio in seguito alla caduta di Fulgencio Batista e all’arrivo al potere di Fidel Castro).

Questo lavoro consiste in una breve e condensata rassegna dell’influenza esercitata dalle idee libertarie sul popolo cubano. Crediamo che sia un dovere, e perfino una necessità storica, lasciare traccia di una sintesi delle cronache anarchiche a Cuba. Per oltre un secolo di lotte e sacrifici in favore delle classi più umili del nostro paese, i libertari hanno combattuto senza posa in difesa della libertà e della giustizia sociale al servizio del popolo cubano.

Così scrive l’autore in una prefazione alla prima edizione in lingua inglese che non comprendeva gli ultimi due capitoli sulle attività anarchiche dopo la rivoluzione cubana.
Il testo ripercorre i primi anni di diffusione dell’anarchismo attraverso le pagine del periodico La Aurora che per primo diffonde le idee di Proudhon e il modello delle società cooperative intorno all’anno 1865. nel 1885 cominciano a formarsi le prime federazioni di organizzazioni operaie. E’ in quegli anni che risulta attivo il più grande diffusore dell’Ideale anarchico a Cuba: Enrique Roig San Martìn. Fondò il settimanale El Productor a cui collaborarono Enrique Messonier, Enrique Creci e Manuel Fuentes con la diffusione di testi della propaganda anarchica europea.

Quando cominciarono a diffondersi idee separatiste che aspiravano a fare di Cuba una Repubblica, Roig San Martìn metteva in guardia gli anarchici cubani dal movimento separatista che avrebbe prodotto nuovi padroni e non una reale emancipazione dei lavoratori.
Le idee anarchiche si diffusero presto soprattutto tra i lavoratori dell’industria del tabacco.

La guerra d’indipendenza

Nel 1895 scoppiò la guerra per l’indipendenza e gli anarchici più attivi vi parteciparono. La Spagna di Canovas del Castillo su suggerimento della Curia vescovile di L’Avana emanò un bando per ordinare ai contadini di concentrarsi nelle città ed abbandonare i campi. Coloro che sarebbero stati sorpresi nei campi sarebbero stati fucilati in quanto complici degli insorti. Fu un genocidio a causa della fame a cui furono costretti tanti contadini senza lavoro.

La Prima Repubblica

Intanto l’anarchico foggiano Michele Angiolillo uccise Canovas. Gli succedette come Presidente del Consiglio Mateo Sagasta che dichiarò l’autonomia e mise fine alla guerra. Gli imperialisti statunitensi subito ne approfittarono per dichiarare guerra alla Spagna e prendere il controllo di Cuba.

Nacque la Prima Repubblica cubana sotto il controllo e l’autorità Usa. Fu in quegli anni che a Cuba arrivò Malatesta per una serie di conferenze che venivano ostacolate dal governo fino a quando fu costretto dal Governatore Civile a tornare negli Stati Uniti.

Le idee anarchiche cominciarono a diffondersi anche tra i lavoratori del settore dello zucchero e i giornali più attivi del periodo erano anche i promotori di scioperi e manifestazioni. Tra questi ricordiamo ¡Tierra!  fondato e diretto da Saavedra e Sola con la collaborazione di Salinas, Penichet e Del Valle.
Andavano costituendosi organizzazioni operaie anarchiche di braccianti (Gremio de braceros) e di tipografi.
E’ nel 1915 che fu elaborato il Manifesto de Cruces attraverso cui gli anarchici rivendicavano il diritto alle 8 ore di lavoro e un aumento del salario del 25%.

Il governo di Garcia Menocal decise di reprimere le proteste con violenza. Nell’aprile 1917 Menocal decise di vincere le elezioni con la forza e fu un periodo di forte agitazione sociale. Gli anarchici alla repressione risposero con le bombe e il governo incarcerò e condannò a morte i principali organizzatori anarchici.

Nel 1920 si costituisce la Confederazione Nazionale del Lavoro che alla fine del Congresso “invia un fraterno saluto ai fratelli che in Russia hanno instaurato la Repubblica Socialista dei Soviet…”
Si capisce che nei primi anni a Cuba non erano ancora giunte notizie sulla persecuzione di Lenin a danno degli anarchici russi che avevano partecipato alla rivoluzione russa.

La nascita della Confederazione Nazionale Operaia di Cuba

Nel 1925 si celebra a Cienfuegos il secondo Congresso Nazionale Operaio alla presenza di oltre 105 delegati, in rappresentanza di 75 organizzazioni operaie diverse.

Si decise di celebrare un terzo congresso nella città di Camaguey per riunire tutte le organizzazioni operaie in una confederazione.
In Agosto si tenne il terzo congresso e si diede vita alla Confederazione Nazionale Operaia di Cuba (CNOC) che riuniva 128 organismi e oltre 200 mila operai. Le dichiarazioni, le proposte, le regolazioni e tutte le relazioni sulla questione operaia erano di matrice anarchica.
Gli accordi principali furono il rifiuto totale e collettivo dell’azione elettorale, la domanda delle 8 ore, il diritto di sciopero e il desiderio di non burocratizzare l’organismo appena creato.


Pochi giorni dopo la fine del terzo congresso a L’Avana venne fondato il Partito Comunista Cubano. In forte minoranza, questo seguì tutti gli ordini che dal Messico arrivavano dal Komintern e poco alla volta cercheranno di soppiantare e liquidare ogni traccia dell’anarcosindacalismo che era stato il motore propulsore della classe operaia.

Con le elezioni arriva al potere Gerardo Machado del Partito Liberale. Machado subito chiuse il sindacato dell’industria manifatturiera e ne arresta il promotore Marguerito Iglesias.
A settembre scoppia uno sciopero del settore zuccheriero e l’anarcosindacalista Enrique Varona viene prima arrestato e poi ucciso.
Il Primo Maggio del 1926 Alfredo Lopez terrà un discorso in cui accusa Machado delle azioni repressive. Il 20 luglio Lopez sparisce e i suoi resti verranno ritrovati 7 anni più tardi.
Se ne avvantaggiarono i marxisti della CNOC, che per ordine del PCC, cominciarono ad occupare gli incarichi sindacali del movimento operaio ricoperti dagli anarchici deportati, arrestati ed uccisi.

I marxisti e Machado si ritrovarono ad avere gli stessi piani. Il PCC destinò enormi risorse all’eliminazione degli anarchici della CNOC, arrivando a denunciarli alla polizia di Machado.

Il 28 luglio 1933 viene dichiarato uno sciopero del settore dei trasporti. Gli anarchici appoggiano l’iniziativa e viene dichiarato lo sciopero generale. Il 7 agosto cominciò a girare voce della rinuncia al potere del dittatore. Il popolo scese in piazza ma venne massacrato con i mitra della polizia di Machado. Il Partito Comunista cerca di sfruttare la situazione dichiarando la fine dello sciopero. In cambio avrebbero ottenuto il riconoscimento del loro partito. I marxisti chiesero agli operai di tornare a lavoro. Grazie agli anarchici lo sciopero continuò e lottarono fino al 12 agosto, giorno in cui Machado fu costretto alla fuga da un golpe militare.

Il 28 agosto gli anarchici riesumarono i resti di Lopez e Iglesias, estilarono un manifesto in cui denunciarono il Partito Comunista di tradimento e ne indicarono le condotte antioperaie mentre dalla Russia arrivavano notizie circa le persecuzioni degli anarchici ad opera dei bolscevichi e di Stalin.

La dittatura di Batista

Si instaurò un governo rivoluzionario autentico di ispirazione socialdemocratico che durò solo 100 giorni.
Con l’aiuto dell’Ambasciata USA e con la benedizione del capitalismo prese il potere il colonnello Fulgencio Batista che promosse un Assemblea Costituente. Il Partito Comunista gli offrì aiuto mettendo a disposizione l’apparato propagandistico nazionale ed internazionale del marxismo.

Nel 1936 alla Guerra Civile Spagnola contro il fascismo di Franco parteciparono molti anarchici cubani espulsi durante la dittatura di Machado. A seguito della sconfitta numerosi riuscirono a rientrare a Cuba ottenendo passaporti dal Ministero dell’Interno cubano grazie all’influenza di alcuni anarchici cubani. Tra loro anche alcuni membri del movimento anarchico spagnolo.
Mentre si lavora alla nuova Costituzione di Cuba, il Partito Comunista consegna la Confederazione dei Lavoratori al dittatore Batista.
Nella Costituzione del 1940 vennero riconosciute le 8 ore, già decretate nel 1933, e regolamentato il diritto di sciopero.
Nel 1944 vince le elezioni Ramon Grau San Martin con grandi aspettative popolari. Tuttavia Grau mantiene al loro posto i comunisti. Solo nel 1947, influenzato dalla Guerra Fredda, Grau espelle gli stalinisti dai loro posti di comando della Confederazione dei Lavoratori (CTC).

Si assiste a una rinascita libertaria.
Il 21 febbraio 1948 si tiene il Congresso Nazionale Libertario a cui partecipa Augustìn Souchy, responsabile dell’AIT. Il Congresso si concluse il 24 febbraio con la pubblicazione in un opuscolo delle mozioni che ci aiutano a comprendere meglio la situazione di quegli anni. Gli anarchici attaccano il Partito Comunista, l’ingerenza della Chiesa Cattolica, e si dichiarano anticapitalisti ed antimperialisti attaccando sia gli Usa che l’Unione Sovietica.

Nel 1948 divenne Presidente della Repubblica Prio Socarras che si oppone alla creazione di un nuovo organismo anarcosindacalista. Inoltre dichiara illegale il Partito Socialista Popolare, fronte elettorale comunista. Così i comunisti cercarono nuovamente un’alleanza con Batista.
Nel 1952 Batista guida un colpo di stato che viola la costituzione cubana nell’indifferenza della popolazione amareggiata dalla corruzione del Governo di Prio.
Mujal, segretario generale della CTC, comunista e trotskista, fa un patto con Batista.

La presa del potere di Fidel Castro

Fidel Castro, di origine borghese ed educato dai gesuiti, nel luglio del 1953 riunisce un gruppo di rivoluzionari e mette a segno un attacco alla caserma Moncada a Santiago de Cuba. Castro viene catturato ed espone un programma riformista e con un fondo socialdemocratico. Il suo scopo era quello di ristabilire la Costituzione del 1940 violata da Batista. Viene condannato a 15 anni di carcere, fonda il Movimiento 26 de Julio (M26J). Viene liberato grazie ad un’amnistia e si reca in Messico.

Nel 1957 Moscù, Iglesias e Barbeito contestano Mujal al Congresso Nazionale della CTC e rinunciano ai loro incarichi.
Nella metà del 1958 la borghesia comprende che Batista stava per perdere il potere ed appoggia Castro con finanziamenti per comprare armi. Gli Stati Uniti negano a Batista la vendita di armi e sulla Sierra rappresentanti del Partito Comunista raggiungono Castro per intavolare negoziati. Il 31 dicembre 1958 Batista fugge da Cuba.

Nel luglio del 1959 Castro aveva il controllo dello Stato cubano ed elementi del Partito Comunista occupavano alte cariche governative, tra cui Raul Castro ed Ernesto Che Guevara. Gli anarchici di allarmarono. Ma Castro dichiarò di non avere nulla a che fare con il Partito Comunista.
Da quel momento tutti coloro che si opposero a Fidel Castro furono accusati di essere nemici della rivoluzione e agenti dell’imperialismo yanquee, compresi alcuni ministri del nuovo governo rivoluzionario.
Il Presidente del Governo Rivoluzionario di Cuba Manuel Urrutia, simpatizzante del M26J ed anticomunista fu costretto all’esilio.
Il ministro Sorì Marìn, comandante dell’esercito ribelle e autore della riforma agraria, anticomunista, fu arrestato e fucilato nell’aprile del 1961. Il comandante dell’esercito Rebelto Hubert Matos condannato a 20 anni, mentre Pedro Luis Diaz Lanz capo delle forze aeree ribelli scappò in esilio.
Fidel Castro rispose all’opposizione con il ripristino dei Tribunali Rivoluzionari e della fucilazione come pena per atti sovversivi. Scomparve Camilo Cianfuegos, distintosi tra le forze rivoluzionarie, figlio di Ramon operaio anarchico.

Il X congresso della Confederazione del Lavoro stabilì il passaggio del sindacato ai comunisti, al servizio del nuovo regime. Il nuovo padrone era lo stato. Si mise fine a quasi un secolo di lotte sindacali, scioperi e manifestazioni. Dopo aver messo a disposizione il sindacato prima di Machado e poi di Batista, il Partito Comunista legava ora il sindacato al governo rivoluzionario di Castro.

Nel 1960 l’anarchico Augustin Souchy fu invitato a Cuba dal governo rivoluzionario per esprimere la propria opinione riguardo la riforma agraria. Il libertario tedesco aveva già scritto un opuscolo sui Kibbutz israeliani e il governo cubano si aspettava che Souchy propagandasse il programma agrario cubano su tutti i mezzi libertari internazionali. In realtà Souchy rimase deluso da ciò che vide che somigliava più al modello sovietico. Il suo opuscolo Testimonios sobre la Revolucion Cubana fu sequestrato in tutte le sue copie e distrutto 3 giorni dopo la sua partenza da Cuba. Nel dicembre dello stesso anno, la casa editrice argentina Reconstruir, lo ripubblicò arricchito di un prologo di Jacobo Prince.

Gli anarchici avevano capito che il regime stava andando verso il totalitarismo e che non avrebbe permesso ad un’organizzazione anarchica né di esistere né di propagandare le proprie idee.

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