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La tassa sulla fortuna, nuovo balzello italico

gennaio 3, 2012   ·   0 Comments

Se le parole più gettonate dello scorso anno sono state sicuramente spread e crisi, siamo convinti che quelle del 2012 saranno aumenti e tasse. Già durante questi primi giorni del 2012 le abbiamo utilizzate molto; difatti, sono già arrivati i primi aumenti della benzina e delle autostrade, insieme a quelli della luce e del gas.
Non pago di tutto ciò il governo ne ha pensata un’altra veramente bella: “la tassa sulla fortuna”. Sì, avete letto bene, verrà tassata la fortuna. A dir la tutta, la tassa era già stata pensata dal governo Berlusconi, che aveva fiutato già l’affare e di conseguenza era stato molto prodigo nel liberalizzare il gioco d’azzardo, il poker cash e regolarizzare i casinò online. Il governo attuale dal canto suo, non ha fatto nulla per evitare e togliere questa tassa, che sembra più che altro un disperato tentativo per raccimolare soldi dai contribuenti italiani per poter risollevare le sorti del Paese, quasi una sorta di ultima spiaggia.
Forse non hanno ancora capito che il Paese non si salva in questo modo, cioè seppellendo aziende e cittadini con tasse ed aumenti, che produrranno un abbattimento nei consumi al dettaglio. Per dirla in parole povere: se già il lavoro manca, e si gravano ancora di più le tasche dei contribuenti, le persone come camperanno? Cosa compreranno? Per salvare il Paese bisogna rilanciare l’economia e le imprese, bisogna varare dei nuovi piani industriali, bisognare rendere competitivi prodotti italiani, bisogna richiamare le aziende che hanno delocalizzato in oriente. E bisogna anche mettersi contro i poteri forti. Cosa che il governo Monti non vuole assolutamente fare.
Ad ogni modo, la nuova tassa andrà a colpire uno di quei pochi settori che non sono stati toccati dalla crisi: quello del gioco d’azzardo. La tassa, già attiva, sarà applicata alle vincite superiori ai 500 euro derivanti dalle lotterie istantanee come Gratta e Vinci, Win for Life, Si vince tutto, le videolotteries (che devono adeguare i sistemi di gioco entro il prossimo venti gennaio) e anche il Superenalotto. Esclusi al momento, le scommesse, il poker, la Lotteria Italia, il bingo e i casinò online con i proprio giochi quali ad esempio la roulette e le slot machine.
Il prelievo sarà del 6% sulla parte eccedente i 500 euro. Per fare un esempio, se la tassa fosse già stata in vigore in ottobre, la supervincita di 178 milioni di euro al Superenalotto avrebbe portato circa 10,6 milioni nelle casse dell’erario.
Lo Stato continua quindi con il suo atteggiamento contradditorio. Se da una parte dovrebbe prendere provvedimenti contro le dipendenze dal gioco, che è un problema sociale in forte crescita, dall’altra per ottenere maggiori introiti, continua a speculare sui comportamenti dei cittadini, comportamenti che purtroppo, il più delle volte, sono influenzati anche da componenti che derivano dalla situazione socio-economica attuale, come il futuro incerto, le pensioni, le tasse e la disoccupazione.

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