Lavoro assicurato alle poste
Scritto da Redazione il 19 ottobre, 2009, 11:13 am
Tratto da Italia dall’ Estero
Articolo di Economia salute e ambiente, pubblicato venerdì 25 settembre 2009 in Svezia.
In Italia è esplosa la polemica in merito all’idea delle poste di lasciare ereditare ai figli il lavoro mentre la mamma o il papà si stende sul divano e prende punti pensione in anticipo. Se si conosce la discutibile tradizione di nepotismo italiana se ne capisce il perché.
Alle Poste Italiane statali, l’idea è sembrata ottima per abbassare i costi societari e ringiovanire il personale. Scambia il lavoro con un posto fisso per tuo figlio, recita l’offerta. I dipendenti con più di 58 anni e con almeno 35 anni di previdenza sociale hanno la possibilità di cedere il proprio impiego ad un erede che abbia almeno 30 anni e l’esame di maturità.
Lavoro fisso per il figlio in un batter d’occhio – non è una cosa da nulla in un paese in cui il 25% dei giovani sono disoccupati – e il dipendente delle poste può sedersi in terrazzo a mangiare cioccolatini dopo un lungo e onorato servizio. Per Poste Italiane, che ha oltre 155 000 dipendenti e costi di personale di quasi 60 miliardi di euro
l’anno, si abbassa il peso delle uscite e si introducono forze fresche. Il progetto potrebbe diventare realtà già ad ottobre e riguarda circa 1500 persone.
Tuttavia, in settimana uno dei sindacati maggiori delle poste ha detto di no. Secondo il sindacato, la proposta sottintende un immorale nepotismo che riporterebbe indietro l’Italia a tempi bui della vita economica italiana. Gli altri tre sindacati delle poste si sono però schierati positivamente al progetto “lavoro per il figlio”.
Le critiche non sono certo fuori luogo. È vero che c’è bisogno di idee nuove in un paese che barcollando cerca di uscire dalla peggior crisi economica dalla seconda guerra mondiale, ma proprio in Italia questa strategia parentale è una questione delicata ed ambigua. Il nepotismo ha radici profonde in Italia, specialmente in politica, nella vita
economica e nel mondo accademico. Il favoritismo è qualcosa che si vuole estirpare, sostituendolo con sistemi di assunzione basati più sui meriti che sui legami di parentela.
Il governo si pronuncia sempre più chiaramente contro il nepotismo, soprattutto da quando l’Italia è scivolata al 48º posto nella classifica sulla competitività dei paesi stilata dal World Economic Forum. Se ci si vuole risollevare e superare paesi come Thailandia e Barbados, allora forse l’idea del lavoro ereditario dovrebbe essere accantonata.
[Articolo originale "Jobbet som ett brev på posten" di Gunilla von Hall]
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