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Le triadi cinesi: storia e simbolismo esoterico

Il recente acutizzarsi di fenomeni criminali legati alla Mafia Cinese ha riaperto il dibattito sul fenomeno noto come Triade, ovvero l’associazione orientale di antichissima origine che racchiude tutte le moderne società che operano in maniera non conforme alla legge.
Pur condannando tali atti criminali e prendendone le dovute distanze, è opportuno far notare che le radici di tale associazione affondano in un terreno ricco di forti valenze storiche, simboliche ed esoteriche, argomenti che spesso sono stati messi da parte preferendo, per ragioni anche comprensibili, dibattere sulla loro moderna struttura e sui mezzi ritenuti più efficaci per combatterla.
Oggetto di questo articolo sarà quindi una disamina di tutti quegli aspetti poco conosciuti della Triade, della sua valenza esoterica nel tempo, dei suoi rituali e delle simbologie ad essi legate.
Tutte queste informazioni, parte integrante dell’enorme patrimonio spirituale e filosofico che anima il mondo, risultano essere a loro volta interessanti spunti per maggiori ricerche, più approfondite, su un argomento che non conosce fine in quanto si ricicla attraverso i periodi storici e le conseguenti svolte filosofiche e di pensiero.
Come avremo modo di leggere in seguito, molte delle idee e dei rituali adottati da questa associazione si rifanno indistintamente sia al Taoismo che al Confucianesimo; questa caratteristica potrebbe a prima vista essere scambiata come un adattamento della Triade ai vari periodi storici; in realtà essa è legata ad un discorso molto più sottile, riferibile alla natura stessa dell’associazione, nata come riflesso materiale di ideali misti tra il desiderio di libertà e l’aspirazione esoterica. In tal senso sarà quindi bene specificare che tutte le espressioni legate al Taoismo rappresentano il lato Esoterico mentre tutte quelle legate al Confucianesimo sono ascrivibili a quello Essoterico, ovvero a ciò che risulta già rivelato, quindi di comune intendimento.
Il secondo punto da tenere presente è l’errore diffuso da parte di molti ricercatori che si esprime nella non distinzione tra Società Iniziatiche e Società Segrete.
Nella realtà dei fatti e seguendo strettamente quelli che sono i dettami dell’Esoterismo, queste due tipologie non hanno nulla in comune tra loro, tranne un aspetto esteriore ammantato di mistero che contribuisce a renderle simili agli occhi del profano.
Una Società Iniziatica si perpetua attraverso l’Iniziazione, parte integrante della stessa, ed è riferibile a simbologie e rituali di natura trascendente; una Società Segreta, al contrario, non possiede alcuna valenza iniziatica e i suoi rituali di affiliazione sono soltanto adattamenti che hanno come unico scopo quello di legare l’adepto alle attività della società stessa.
Non esistono in verità molti studi sulla Triade, o quantomeno sulle sue valenze esoteriche e sulle simbologie adottate, esistono di contro numerosi studi sulla sua attuale condizione; questo lavoro nasce quindi sotto gli auspici di poter, in qualche modo, colmare questa lacuna o, quantomeno, di suggerire spunti e riflessioni al fine di approfondire in futuro tali ricerche.

IL SIMBOLISMO DELLA TRIADE

La Triade, o meglio Hung, come viene comunemente riconosciuta in Cina, racchiude in sè un enorme patrimonio simbolico che abbraccia la quasi totalità delle filosofie e delle tradizioni orientali.
Non è facile accedere a questo tipo di informazioni, visto il carattere di estrema segretezza che è tipico di questa organizzazione; ci limiteremo ad elencare alcune di queste caratteristiche spiegandone il significato.
Tutti i numeri che designano i gradi di appartenenza alla Triade iniziano sempre per quattro; questo particolare numero simboleggia i quattro mari che, secondo la mitologia cinese, circondavano il mondo, e più esattamente: Mare Occidentale, Mare Settentrionale, Mare Orientale e Mare Indico. Partendo da questo principio, il numero indicativo del grado ricoperto deve essere divisibile per tre, riferimento alla Triade stessa che rappresenta il Cielo, la Terra e l’Uomo; in tal senso avremo ad esempio il capo supremo o Signore della Montagna che viene riconosciuto dal numero 489, dove il quattro è la costante, l’otto rappresenta le forze che animano il mondo, ovvero le otto possibili combinazioni tra Yin e Yang, e nove è il prodotto di tre per tre.
Proprio in riferimento al numero otto, sarà bene far notare che il suo simbolismo risulta legato anche alla tradizione delle arti marziali introdotta da Bodhidarma; nell’antica filosofia cinese il T’ai Chi è il Grande Ultimo che, all’inizio del tempo, “genera i Due Modi Primari (il principio attivo Yang, e quello passivo Yin), i quali a loro volta generano le Quattro Forme Secondarie, che a loro volta danno origine agli Otto Elementi e gli Otto Elementi determinano tutto il bene ed il male e la grande complessità della vita”. Il T’ai Chi a sua volta è simbolizzato da un cerchio che circonda Yang ed Yin.
Seguendo questa numerazione per distinguere i gradi di appartenenza, avremo il 438, ovvero l’Assistente del Signore della Montagna, il 415 che rappresenta il Ventaglio di Carta Bianca, il 426 che simboleggia il Bastone Rosso, il 432 chiamato Sandalo di Paglia. A tutti questi gradi viene riferita una funzione specifica all’interno della Triade, un incarico particolare e unico; così come unico è il simbolismo dell’ideogramma che identifica questa particolare società; si tratta di un triangolo equilatero, rappresentativo della creazione, nel cui interno è raffigurato l’ideogramma Hung, nome stesso della Triade.
Si tratta a prima vista di un cognome cinese, tra l’altro abbastanza comune, in realtà esso esprime i contenuti essenziali della Triade; il suo significato letterale, Marea o Fiumana, indica l’infinito numero degli appartenenti alla Società; il metodo stesso di rappresentazione dell’ideogramma racchiude a sua volta altri significati simbolici di estrema importanza, sempre connessi agli argomenti appena esposti: la parte sinistra dell’ideogramma, quella che gli conferisce il significato di Fiumana, significa Acqua e per disegnarla occorrono tre tratti del pennello, così come tre sono i lati del triangolo; la parte destra è quella che conferisce il lato fonetico, ovvero la pronuncia Hung. Per disegnarla occorrono due piccole croci che sormontano un trattino; nella tradizione cinese la croce rappresenta il numero dieci, mentre un tratto orizzontale il numero uno; avremo quindi nell’insieme il numero ventuno, simbolo della perfezione dinamica, mentre i due trattini in basso che finiscono l’ideogramma hanno il valore simbolico di otto, numero del quale abbiamo già parlato.
Il simbolismo tipico delle Triadi non si esprime soltanto nei numeri identificativi dei suoi membri più influenti, esso risulta anche evidente nei suoi vari rituali, soprattutto in quello di iniziazione, nel quale molti hanno voluto ravvisare evidenti accostamenti con la Massoneria; in tal senso elencheremo la tinozza che contiene i chicchi di riso, il cui numero, incalcolabile, simboleggia gli aderenti alla Triade.
La tinozza è riferibile al melograno della Massoneria, frutto che rappresenta l’unione della moltitudine dei suoi figli nella segretezza dell’involucro che li racchiude.
Altri strumenti rituali della Triade sono il Bastone Rosso, simbolo di punizione, e la Spada, simbolo di lealtà e coraggio.
Un ulteriore elemento rituale, non più in uso, che veniva utilizzato durante le iniziazioni, è l’abito macchiato di sangue, simbolo del sacrificio dei monaci Shaolin; questo elemento venne meno quando decadde l’antico scopo per il quale era nata la società.
Interessante infine accennare al rito di iniziazione, momento importante in ogni società che si riferisce alla Triade ma che varia da gruppo in gruppo; la cerimonia deve svolgersi in una stanza chiamata ”Loggia” che incarna la mitica capitale Muk Yung Shing, o “Città dei Salici”. Il maestro d’incenso Heung Chu fa uscire il sangue da un dito di ogni nuovo membro e lo mescola a quello degli altri membri. Il bere tale miscuglio è il segno di giurata fratellanza per tutta la vita. Infine, i nuovi adepti dichiarano davanti ai rappresentanti delle Società la propria totale e cieca lealtà al movimento. Solo così, e attraverso questo rito, si diventa un membro: il numero 49. Regole rigide regolano la “Triade”: un membro ordinario non può diventare capo, al massimo può passare a membro combattente. Solo i comandanti possono arbitrare le controversie. I dirigenti di medio livello gestiscono direttamente le imprese criminali, mentre i dirigenti di alto livello non sempre sono coinvolti direttamente nell’attività criminale.
Anche se un osservatore poco addentrato nel problema potrebbe catalogare come confezionate ad arte le origini mitologiche delle Triadi, quasi a voler dipingere un retaggio nobiliare che ne nasconda le vere intenzioni, è anche vero che i riti e le tradizioni che regolano le tappe della carriera di un affiliato sono piuttosto antiche e risalgono certamente ai primi giorni di attività del clan Hung. Molte di queste attività presentano qualche particolare in comune con le nostre Massonerie, come il concetto di fratellanza, le strette di mano segrete, l’uso di triangoli e di altri simboli, mentre le origini di altri riti vanno ricercate nelle credenze e nelle religioni contadine della Cina meridionale. Un esempio per tutti è la continuazione del rituale di iniziazione appena descritto, durante il quale viene richiesto ai nuovi membri di prestare giuramento con il sangue di fronte ad un altare. Dopo che gli incensi sono stati bruciati, un gallo viene decapitato e il nuovo affiliato deve berne il sangue.
Il rituale della Triade risulta essere concettualmente molto simile a quello della mafia siciliana. Verso la conclusione della lunga cerimonia, quando si raggiunge la vera e propria iniziazione, un pezzo di carta gialla con i nomi degli iniziandi e le parole dei 36 giuramenti viene dato alle fiamme. Le ceneri sono mescolate con vino, cinabro e zucchero. Infine, il maestro incensiere punge il dito medio della mano sinistra della recluta finche appare il sangue bevendo questa strana mistura (il suo sangue viene mischiato con quello delle altre reclute), il novizio deve giurare di non tradire la società e di essere leale con tutti gli altri membri. Negli ultimi tempi questo rituale ha subito qualche modifica; in una delle più potenti organizzazioni della mafia di Hong Kong – la Sun Yee On – per paura dell’Aids, gli iniziandi non berranno più il sangue dei compagni miscelato in una coppa comune, ma, con maggiore precauzione si limiteranno a succhiare il proprio sangue da un taglio praticato su un dito.
Tali cerimoniali però, oggigiorno stanno diventando più rari.
La figura di riferimento di tutti i rituali rimane comunque quella di Guan Gong, mitica figura della quale ci occuperemo più espressamente in avanti, che esemplifica e simboleggia le qualità che un uomo umile deve incarnare secondo lo schema di Confucio: umanità, onestà, obbedienza ai riti, saggezza, lealtà e fede.
Delle qualità appena enumerate, per la Triade, lealtà e onestà sono tenute di gran conto.
Rifacendoci ai 36 giuramenti menzionati, ricordiamo che 36 erano anche le camere segrete del tempio di Shaolin.
A conclusione una nota curiosa riguardante la figura di Guan Gong; esso infatti non è considerato quasi un santo protettore soltanto dalle Triadi, lo è anche, paradossalmente, per la polizia locale.

NUMEROLOGIA E TRIADI

Secondo la leggenda il Wing Chun sarebbe nato durante la dinastia Ching (1644 – 1912) da una monaca di Shaolin chiamata Ng Mui, che avrebbe poi passato le sue conoscenze a un’altra donna, Yim Wing Chun, questo avvenne all’incirca nell’anno 1772. Secondo alcuni studiosi questa particolare tecnica di combattimento sarebbe conosciuta anche nel nord della Cina, ma in questo caso si riferirebbe ad uno stile più semplice denominato “Shaolin Ortodosso”; del quale ci siamo occupati in precedenza e che molta influenza ha avuto nella nascita delle Triadi.
Così come le arti marziali influenzarono enormemente la storia e la cultura del popolo cinese, anche la numerologia assunse nel tempo un ruolo fondamentale per la tradizione orientale. In Cina il numero Tre è sempre stato tenuto in grande considerazione, infatti a questo numero vi erano associati il Cielo, la Terra e l’Uomo, a formare una trilogia inscindibile. Questa valenza mistica del Tre è riscontrabile anche nella cultura Occidentale, nella quale Tre sono i colori primari, Tre sono le dimensioni e Tre gli elementi primari.
In Cina, i numeri Due, Tre e Cinque sono stati concepiti per essere considerati i punti di forza fondamentali per la costruzione degli elementi naturali, e proprio associando l’importanza di questi numeri alle arti marziali, si è pervenuti al loro utilizzo al fine di numerare le varie tecniche delle arti derivanti da Shaolin. Per esempio, vi era la forma dei cinque animali, la forma dei cinque elementi e la forma del modello dieci (2 x 5). In più vi erano 18 (2 x 3 x 3) armi classiche, 36 ( 2 x 2 x 3 x 3) alloggi per i monaci in Shaolin e vari modelli basati sul numero 72 (2 x 2 x 2 x 3 x 3) e sul numero 108 (2 x 2 x 3 x 3 x 3). Ed è proprio il numero 108 che riveste una notevole importanza nella numerologia cinese. Uno sguardo matematico a questo numero ci rivela perché il 108 è così considerato: questo consiste infatti di cinque fattori (due 2 e tre 3); inoltre se si divide un cerchio in cinque parti uguali, ogni angolo del pentagono è uguale a 108 gradi. Ancora, gli angoli centrali sono di 72 gradi mentre il cerchio ha 360 gradi; quando il cerchio è diviso in 10 sezioni si ottiene il numero 36! Il cerchio non è stato preso in considerazione casualmente, infatti secondo la simbologia cinese rappresenta la perfezione o il Tutto. In conseguenza a quanto enunciato, il Cielo è stato associato con il cerchio e il numero 36, l’Uomo è stato rappresentato dal numero 108 e la Terra è stata affiliata al numero 72. A causa dell’importanza rivestita dal numero 108, questo numero è stato associato con 108 famosi eroi di arti marziali le cui gesta sono state narrate in un celebre romanzo cinese del diciassettesimo secolo, denominato “il margine dell’acqua”.
Molti modelli di arti marziali sono stati basati su 108 movimenti, per esempio la sequenza di Tai Chi dei 108 movimenti, i 108 punti utilizzati per colpire, i 108 movimenti al manichino di legno, i 108 movimenti del “cerchio di Rattan” utilizzato in alcuni stili di Wing Chun. Ed anche il Wing Chun, che è un’arte marziale derivata da Shaolin utilizza lo stesso tipo di numerazione 108! Questo sistema di numerazione ha permesso all’arte del Wing Chun di mantenere una versione intatta, facilitando la rivelazioni di modifiche apportate successivamente.
Ricordiamo ancora che le Triadi e le società segrete sono state fondate in Cina nel diciassettesimo secolo da i monaci del monastero di Shaolin per liberare la Cina dai suoi barbari conquistatori; le Triadi usavano il triangolo come loro simbolo per rappresentare il mescolamento armonioso del Cielo, della Terra e dell’Uomo; ciascuno di questi elementi, come visto in precedenza, possedeva un numero segreto, che era sempre un multiplo di Tre: 36 per il Cielo, 108 per l’Uomo e 72 per la Terra. Questo sistema di numerazione viene dalla tradizione numerologica Taoista. Una curiosità per concludere, i Manchu distrussero il monastero si Shaolin con l’aiuto di un traditore che era posizionato al numero sette nella scale gerarchica del monastero, per questo motivo il numero sette non è mai utilizzato nei vari rituali delle Triadi. Infine, furono diciotto gli eroi che riuscirono a fuggire dall’incendio che distrusse il monastero di Shaolin, ma dopo molte battaglie, solo cinque di questi riuscirono a sopravvivere, “i cinque immortali”. Questi sono i cinque antenati ai quali renderebbero omaggio le Triadi cinesi.

INIZIAZIONE: I 36 GIURAMENTI

Particolare importanza, anche ai fini della divulgazione, hanno i famosi trentasei giuramenti proposti ad ogni nuovo membro della Triade.
Quelli riportati sono i giuramenti tradizionali che, ovviamente, nel tempo, hanno però subito un radicale mutamento e in molti casi risultano del tutto scomparsi.
La pratica del giuramento di sangue, chiamata anche iniziazione di sangue, deriva dai movimenti insurrezionali cinesi, ma in special modo dalle bande di criminali o di pirati, e divenne una delle caratteristiche tipiche della Triade. Il rituale consisteva nell’allestimento di un altare con utilizzo di fumi d’incenso e nel sacrificio, di fronte agli dei, di una gallina, una pecora o una capra. Dopo aver bevuto una bevanda composta di vino e del sangue dell’animale ucciso o dello stesso candidato, si era costretti a passare sotto un arco di spade recitando il seguente giuramento al Cielo: “….se un membro della società si troverà in difficoltà, tutti accorreranno in suo aiuto; se io, vale a dire il futuro membro dell’associazione, romperò il giuramento, le spade cadranno e mi uccideranno”. La pergamena su cui il giuramento era stato scritto, veniva a questo punto bruciata nell’incenso, sull’altare, allo scopo di confermare il proprio impegno di fronte alle divinità. Al candidato era riferito che, per farsi riconoscere da altri appartenenti all’associazione, avrebbe dovuto sollevare tre dita della mano sinistra verso il cielo come un segnale segreto; questo particolare segno è ancora oggi usato come segno di riconoscimento. Un membro della Triade che, ad esempio, si recherà in un negozio a riscuotere la tangente, poggerà la mano sul bancone con pollice, indice e medio aperti per indicare la sua appartenenza.
Tra i simboli tipici di appartenenza, ricordiamo infine il sigillo di stoffa rossa che l’affiliato portava tra gli abiti, il gesto di sollevare l’ombrello, l’infilarsi i vestiti e sorseggiare una tazza di the sempre con tre dita.
Posta questa breve introduzione, riportiamo adesso i giuramenti della Triade originale, ricordando che la loro lettura e interpretazione deve essere necessariamente riferita al periodo storico e al contesto sociale nel quale i giuramenti hanno avuto origine:

1. Tratterò i genitori e i parenti dei miei fratelli come se appartenessero alla mia stessa famiglia.
2. Assisterò i miei fratelli, seppellirò i loro morti e darò assistenza finanziaria a coloro che sono rimasti.
3. Quando i miei fratelli visiteranno la mia casa darò loro vitto e alloggio.
4. Darò credito e aiuto ai miei fratelli quando essi si presenteranno a me attraverso i segni convenzionali stabiliti.
5. Non rivelerò i segreti della società a mia moglie, alla mia famiglia, ai miei figli, ai miei genitori e parenti.
6. Non tradirò mai i miei fratelli.
7. Proporrò assistenza finanziaria ai fratelli che saranno caduti in disgrazia.
8. Non provocherò mai danno ai miei fratelli.
9. Non provocherò mai danno alle famiglie dei miei fratelli.
10. Non estorcerò mai denaro o farò truffe contro le famiglie dei miei fratelli.
11. Mi prenderò cura delle mogli, dei figli e dei parenti che i fratelli affideranno alla mia custodia.
12. Non mentirò mai alla società e non negherò la mia appartenza ad essa.
13. Non ruberò a un mio fratello.
14. Non forzerò o approfitterò di un mio fratello.
15. Non userò soldi che appartengono a un mio fratello.
16. Se per errore mi accorgerò che i proventi delle mie azioni appartenevano a un mio fratello restituirò tutto prontamente.
17. Se verrò arrestato per una mia colpa non negherò e non accuserò i miei fratelli disonorandoli.
18. Se un mio fratello verrà arrestato o dovrà spostarsi in altro luogo avrò cura della sua famiglia.
19. Verrò in aiuto di qualunque fratello sia insultato, attaccato o disonorato.
20. Se verrò a conoscenza che qualcuno dei miei fratelli viene ricercato informerò prontamente lui e la società.
21. Non cospirerò mai contro la società e i miei fratelli.
22. Non provocherò mai discordia tra i miei fratelli.
23. Non mi nominerò mai a gradi e poteri che non mi appartengono.
24. Se i miei fratelli naturali disputeranno tra loro per questioni legali o personali legati alla società farò in modo che possa tornare tra loro la pace.
25. Quando entrerò a far parte della società dimenticherò tutti i miei antichi rancori.
26. Non andrò mai oltre i limiti del territorio a me concesso.
27. Non dividerò mai soldi o proprietà ottenuti dai miei fratelli.
28. Non rivelerò mai dove i miei fratelli tengono le loro ricchezze.
29. Non darò mai appoggio a persone esterne contro la società.
30. Non approfitterò mai della società per opprimere le persone.
31. Mi comporterò sempre con decoro e decenza verso i bambini.
32. Se un mio fratello mancherà verso la società io lo riferirò.
33. Non prenderò mai come moglie o concubina la donna di un mio fratello.
34. Sarò sempre fedele e contribuirò con ogni mezzo al rovesciamento della tirannia.
35. Non userò mai i segnali segreti della società con gli estranei.
36. Il nostro scopo comune è vendicare i Cinque Antenati.

Tutti i giuramenti portavano alla fine la frase: “sarò ucciso da miriadi di spade se romperò questo giuramento” oppure “soffrirò la morte di cinque fulmini se romperò questo giuramento”. Il termine fratelli, quando non riporta una specifica di parentela, era da intendersi come membri della Triade, chiamati anche in altre formule Fratelli Giurati.

Comments

  1. Giovanni Balducci ha detto:

    non solo la mafia cinese, ma anche quella italiana compie rituali esoterici di iniziazione come il famoso ”patto di sangue” e un giuramento simil massonico:
    il Boss della Nuova Camorra ,Cutolo, ad esempio aveva predisposto un giuramento di sangue. Il rito cominciava con il “battesimo” del luogo in cui veniva svolto il giuramento, pronunciando le seguenti parole: “Battezzo questo locale come lo battezzarono i nostri tre vecchi antenati. Se loro lo battezzarono con ferri e catene, io lo battezzo con ferri e catene. Alzo gli occhi al cielo, vedo una stella volare, è battezzato il locale”. Dopo il rito continuava: “Tengo cinque damigelle alla mia destra, cinque bei fiori alla mia sinistra, una ciampa di cavallo alla romana che forma società divina e sacra. Cade una stella, scende una belata: con parole d’omertà, è formata società. Quanto pesa un picciotto? Quanto una piuma sparsa al vento. Cosa rappresenta un picciotto? Una sentinella d’omertà che gira e rigira sette cantoni e che quello che vede e che sente lo porta in ballo alla società”. Poi, come ricorda Francesco De Simone, seguono taluni atti simbolici quali un’incisione che il padrino compie col coltello sulla punta del dito indice destro dell’iniziato e sul suo dito indice, toccandosi col sangue. Un abbraccio fra “cumpare” e “cumpariello”, fra padrino e figlioccio, suggella la fine del rito iniziatorio.

  2. admin ha detto:

    Grazie Giovanni per il contributo 🙂 non conoscevo queste cose

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