Libera anima di Gesù (il “messia” secondo Nietzsche)
“Voi giudicate secondo la carne: io non giudico alcuno”, come può l’ uomo arrogarsi il diritto di giudicare e condannare un altro uomo? Il Cristianesimo per secoli non ha fatto altro, lo Stato non è da meno e preferisce punire in maniera esemplare piuttosto che eliminare alla radice il problema. L’ uomo represso e privato della propria libertà non compie reato ma è spinto a compierlo. Lo Stato non mette in nessun caso l’ essere umano a suo agio nella società in cui vive ma il medesimo vive spesso in una condizione alienata e finisce col non identificarsi più in niente. Questa assurda trasposizione di valori lascia libero spazio a chi detiene una minimalista abilità borghese di dirigere l’ umana sorte e renderla succube a sé. Gesù ci insegna che nostro dovere è quello di ribellarsi a qualsiasi forma di legge, abolire ogni sorta di punizione e lasciare solo l’unica regola dell’amore che panteisticamente è in grado di dirigere e governare il mondo. Le parole del “messia” sono state travisate dal Cristianesimo che ha saputo molto abilmente creare la più alta ed intricata sfera di potere terreno giocando sulle sue parole puramente e semplicemente anarchiche e creando la Chiesa, istituzione contro cui egli stesso aveva lottato quando essa esisteva già, sebbene in altra forma in altri connotati ma col medesimo ruolo. Non è, infatti, finora esistito uno spirito più libero e più anarchico di Cristo, contro tutti e tutto rinnega non solo l’autorità terrena ma anche quella divina. Senza imporre alcunché lascia a ciascuno la libertà di mettere a nudo il proprio animo e di vivere una vita nella piena volontà di sé, fuori dagli schemi, fuori da qualsiasi gerarchia, da qualsiasi pregiudizio e da qualsiasi morale che, in una maniera o nell’ altra risulterà sempre essere ipocrita e falsa. Ricordiamo le parole di Gesù ai filistei: “La legge è fatta per i servi, amate Dio come io lo amo, come suo figlio!che importa della morale a noi figli di Dio?”. Gesù contrappose una vita reale, una vita di verità a quella vita comune; nulla è più lontano da lui della grossolana esistenza della vita eterna. Ciò che combatte è l’importanza della persona, come può volerla eternare? Con la morte di Cristo e la costrizione psicologica a non vedere in essa alcuna fine, erano ristabilite tutte le tendenze popolari, egli, che visse per adempiere a tutti le aspettative popolari, che non fece altro che dire: “qui è il regno dei cieli”, finì con la sua morte. La sua banda insicura fanatica non seppe sopportarla, sopravvenne subito l’ eccessiva degenerazione: tutto era stato inutile.
Nessun tag per questo post. settembre 30th, 2008Topic: Socialmente - tematiche sociali Tags: None


ottobre 12th, 2008 at 16:49
Interessante. Scusa l’ignoranza, ma potresti dirmi, gentilmente, da quale opera è tratto il brano?
Grazie
ottobre 13th, 2008 at 13:42
ciao, l’articolo è una riflessione su un passo di “Così parlò Zarathustra” e sul messaggio de “L’anticristo”.
ottobre 16th, 2008 at 07:23
Complimenti, figurati che pensavo fosse stato estratto tutto da qualche opera di Nietzsche. Non entro nel merito perchè la tua riflessione è davvero esauriente. Grazie.