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Lunedì Critico: diffusione tumori sintomo di malattia della società

La rassegna Lunedì Critico è stata ideata come un percorso collettivo fatto di tappe in cui, affrontando alcune tematiche, dobbiamo essere capaci di creare consapevolezza. Per questo è critico il Lunedì, l’individuo deve diventare critico nei confronti del sistema di cui fa parte e all’interno del quale è ingabbiato.
Perché abbiamo invitato Pino Africano? Pino Africano nel suo libro “Vivere mi piace da morire” affronta la questione dei cibi antitumorali. Noi oggi dobbiamo riflettere sul tumore non solo come male che colpisce l’individuo ma anche come malattia della società. La società è malata perché ci costringe dentro una vita precaria. E i maggiori responsabili di questa precarietà sono le istituzioni. Precario è il nostro lavoro, perché se ce l’abbiamo ci stressa e non ci appaga. Precaria è l’aria che respiriamo compromessa da un cementificio che brucia rifiuti e da altre aziende chimiche; precaria è l’acqua del mare in cui questa estate ci bagneremo e in cui è stata rilevata una forte presenza del batterio escherichia coli. Precario è il cibo che mangiamo perché stressati dal lavoro e con poco tempo a disposizione siamo portati a consumare cibo industriale con conservanti e sostanze artificiali che il nostro corpo non riconosce e di fronte al quale è difficile prevedere come possa reagire. Esempio ne è il glutammato presente nel banalissimo dado per brodi.
Spesso noi siamo confusi dalla quantità di nozioni da conoscere e ricordare per mangiare sano. Ma la soluzione è semplice. C’è tutto un filone che va da Campbell, autore di China Study, fino al al dott. Berrino, c’è Michele Riefoli originario di Margherita di Savoia e c’è lo stesso diffusore della dieta mediterranea (Ancel Keys).
La soluzione è una alimentazione prevalentemente vegetale, o esclusivamente vegetale per chi è o vuole diventare vegano, e integrale. Integrale è la parola chiave. Integrale significa integro, per intero, che non ha subito un processo di lavorazione industriale.
Non basta essere vegetariani se andiamo a comprare il risotto alle verdure pronto e confezionato. Dobbiamo comprare il riso integrale, le verdure di stagione e poi farcelo noi il risotto.
Questo gesto, fatto tutti i giorni sarebbe rivoluzionario perché boicotteremmo tutti quei fabbricanti di morte che sono l’industria alimentare che produce cibo contaminato dalla chimica, boicotteremmo le serre che ci portano pomodori, melanzane e insalate per tutto l’anno da Spagna e Olanda. Prodotti cresciuti con calore e luce artificiali che arrivando da così lontano contribuiscono all’inquinamento e alla precarietà cui siamo soggetti, per offrirci dei prodotti che i contadini qui riescono a coltivare nella giusta stagione.
E, infine, mantenendoci in buona salute, riusciremmo anche a boicottare l’industria farmaceutica che con la complicità di istituzioni accondiscendenti e corrotte scommettono sulla nostra ignoranza e sulla nostra malattia per fare il loro business.
L’industria farmaceutica è un tassello importante perché finanzia le campagne elettorali e chiede in cambio qualcosa. Quando Obama fu eletto e doveva diventare il salvatore dell’umanità, premio nobel per la pace costruita con le armi, appena insediato, al primo mandato approvò una legge che eliminava il diritto dei cittadini americani di denunciare le case farmaceutiche per chiedere risarcimento per i danni che i vaccini per l’aviaria avrebbero potuto provocare.
Allo stesso modo uno spot voluto dal ministero italiano della salute e trasmesso in TV diceva che bisogna mangiare tutto senza esagerare.
Non è proprio così ed è per questo e per riprenderci la dignità attraverso un percorso di consapevolezza che oggi inauguriamo questa rassegna e come Collettivo Libertario Rivoltiamo La Terra vi auguriamo un buon Lunedì Critico.
Ringraziamo il Colibrì per aver ospitato questa iniziativa e il negozio bio Melamangiobio di Barletta per aver sostenuto alcune spese di questo evento e vi lascio a Pino Africano che ringraziamo per aver accettato l’invito.

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