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Maduro e Guaidó, due facce della medaglia dell’oppressione e dello sfruttamento

L’accesso a Wikipedia è stato bloccato nel paese, in seguito alla pubblicazione che individuava come ipotetico nuovo presidente ad interim Juan Guaidó [presidente dell’Assemblea nazionale, controllata dal partito di opposizione di destra e socialdemocratico]. Tale accusa non è stata nemmeno ufficialmente annunciata, tuttavia l’opposizione di destra ha ambiguamente tirato fuori la proposta di attivare l’articolo 233, 350 e 333 della Costituzione bolivariana, che contempla quanto segue:

<< Articolo 233: Saranno mancanze assolute del Presidente della Repubblica: la sua morte, le sue dimissioni, o il suo licenziamento decretato dalla Corte Suprema di Giustizia; la sua incapacità fisica o mentale permanente certificata da un consiglio medico nominato dalla Corte Suprema di Giustizia e con l’approvazione dell’Assemblea Nazionale; l’abbandono dell’ufficio, dichiarato come tale dall’Assemblea nazionale, così come la revoca popolare del suo mandato.

In caso di assoluta mancanza del Presidente eletto o della Presidente eletto prima di entrare in carica, si terrà una nuova elezione universale, diretta e segreta entro i successivi trenta giorni consecutivi. Mentre il nuovo Presidente o nuova Presidente vengono eletti e si insediano, il Presidente dell’Assemblea Nazionale sarà responsabile della Presidenza della Repubblica.

Se la mancanza assoluta del Presidente o della Presidente della Repubblica si verifica durante i primi quattro anni del termine costituzionale, una nuova elezione universale, diretta e segreta si terrà entro i successivi trenta giorni consecutivi. Mentre il nuovo Presidente o il nuovo Presidente è eletto e assume il potere, il Vice Presidente Esecutivo o Vice Presidente Esecutiva sarà responsabile della Presidenza della Repubblica.
Nei casi precedentemente enunciati, il nuovo presidente completerà il corrispondente periodo costituzionale.

Se la mancanza assoluta si verifica durante gli ultimi due anni del termine costituzionale, il Vice Presidente Esecutivo o la Vice Presidente Esecutiva assumerà la Presidenza della Repubblica fino alla fine di tale periodo.

Articolo 333. La presente Costituzione non perde la sua validità se cessa di essere osservata per mezzo di un atto di forza o perché è abrogata con qualsiasi altro mezzo diverso da quello ivi previsto.
In tale eventualità, qualsiasi cittadino investito o cittadina con o senza autorità, avrà il dovere di collaborare al ripristino della sua effettiva validità.

Articolo 350. Il popolo del Venezuela, fedele alla sua tradizione repubblicana, alla sua lotta per l’indipendenza, la pace e la libertà, ignorerà qualsiasi regime, legislazione o autorità che contravvenga ai valori, ai principi e alle garanzie democratiche o mina i diritti umani.> >

In breve, l’incarico di presidenza è proposto ad un presidente ad interim, data la prolungata assenza, la morte o le dimissioni del presidente in carica. Ma questo non è il caso del Venezuela, dal momento che Nicolás Maduro ha giurato di fatto davanti alla Corte Suprema, nonostante il nervosismo di Maikel Moreno, e nonostante la grande astensione e le accuse di frode e irregolarità che ha messo in discussione il processo elettorale svolto lo scorso maggio 2018.
Ciò premesso, l’attuale presidente dell’Assemblea nazionale ha convocato una riunione aperta per l’11 gennaio, di fronte alla sede del Programma di sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP) per richiedere il sostegno del popolo venezuelano, delle forze armate nazionali e della comunità internazionale per poter portare avanti l’incarico ad interim.

La fede muove le masse

La presenza massiccia e attiva di persone che si avvicinano al municipio non può essere negata, c’erano studenti, alcuni sindacati di lavoratori, sindacalisti legati all’opposizione di destra, leader politici di varie tendenze appartenenti al “Fronte Largo” …

Populismo puro e duro, più militarismo. Nel migliore stile latino americano

Molte persone sotto l’influenza dell’oppio della “democrazia” hanno giustificato il discorso di Guaidó affermando che non ha grandi abilità oratorie, ma questa è una dichiarazione abbastanza ingenua dato che è solo un altro populista. Tra l’effusione e l’esaltazione collettiva, la gente non si rendeva conto che il cosiddetto “Cabildo abierto” era piuttosto una manovra manipolativa e persuasiva per far spuntare in maniera forzata l’idea che le forze armate nazionali bolivariane dovessero essere convocate e cito:

“C’è un elemento che manca a quella gamba, a quel tavolo, cos’è quell’elemento? Chi hanno chiamato gli studenti, gli ordini professionali, i sindacati, (il popolo coreano “Presidente! Presidente! “).

È vero, la gente non succhia più i pollici, lo sappiamo, ed è per questo che abbiamo parlato direttamente con la famiglia militare, che ha fame e ha un brutto momento, c’è qualcuno che usurpa, c’è qualcuno che ha rotto la catena di comando e tu lo sai, quella famiglia militare che vuole cambiare, che vuole la stessa cosa che facciamo noi, oggi chiamiamo, ecco la legittima assemblea nazionale che chiaramente assume la sua responsabilità e la assumerà “(1)

È nello scrivere queste righe che sento un immenso senso di disgusto, rabbia e indignazione, quel modo così schifosamente populista di far passare l’idea della “unione civile-militare” attraverso gli occhi, quegli stessi che sono stati incaricati di sopprimere le lotte di base e che hanno sostenuto il potere totalitario di Nicolás Maduro in cambio delle comodità che questo offre loro, quegli stessi sono quelli a cui questo signore (Guaido) si sta rivolgendo. Per caso la gente ha dimenticato tutto ciò che l’FANB (Fuerza Armada Nacional Bolivarian a) ci ha fatto? Li inviteremo a sostenerci, in nome della “democrazia”? Stiamo per “voltare pagina”, porgere l’altra guancia per darci democratici, buoni cittadini disposti a riconciliarsi e unirci con i nostri oppressori? Mentre Rubén Gonzalez e i 13 sindacalisti sono ancora in prigione, ed erano nelle mani dello stesso FANB che tanto hanno convocato, in particolare a Rubén hanno montato un complotto giudiziario in cui lo hanno accusato di aver insultato il FANB, e lo hanno mandato nel carcere militare ” La Pica “. Quale risposta daranno a Rubén? Che questa azione è stata eseguita “da un gruppo isolato dal Fanb”? E gli altri, quelli che presumibilmente sono con la gente, cosa hanno fatto? …

Madurismo e Opposizione di destra: patetico servilismo. Continuazione del neoliberalismo imperialista nella regione

Oltre all’evidente militarismo presente nel suo discorso, è evidente anche la tendenza neoliberista imperialista, in cui apprezza personaggi come Piñera, Macri, Duque e la “comunità internazionale” (Grupo de Lima), repressori innati delle classi lavoratrici, saccheggiatori che hanno ipotecato i territori indigeni e contadini alle multinazionali, li ha ringraziati per aver sostenuto la costituzione della “assemblea legittima e del governo di transizione”. Inoltre, nelle sue proposte, in nessuna occasione ha parlato di rispetto per le assunzioni collettive o per i salari da fame, naturalmente, perché non rientrano nell’agenda dell’opposizione dei datori di lavoro di destra, nonostante il fatto che dichiari solidarietà alle lotte degli operai, per pura demagogia, mentre d’altra parte, non esita a vendere le cause di questi lavoratori, negoziando con i padroni. (Uguale a “Baffone” – Stalin).

Mi diranno che voglio creare divisione che sono radicale, pessimista, oseranno addirittura affermare che critico perché sto favorendo gli interessi del governo, nulla può sorprendermi, le somiglianze tra una parte e l’altra sono abissali. Ma preferisco essere considerato uno che crea divisioni piuttosto che un adulatore e vendere i miei principi e la mia dignità. È un peccato che le persone non percepiscano questo famigerato populismo e che lo applaudano come foche ad ogni frase che pronuncia senza analizzare il suo background.

Ma quella realtà risponde al fatto che è risaputo che tutti i partiti dell’opposizione di destra si sono serviti del malcontento che le maggioranze hanno nei confronti del governo di Nicolás Maduro, per strumentalizzarli, cooptarli, manipolarli e farli venire le vertigini per evidenziare proposte che contemplano una presa di potere dei leader di queste parti.

Venezuela. Tra realtà e cyber-fiction

La pubblicazione di Juan Guaidó come presidente ad interim su Wikipedia, non importa quanto piccolo, ci permette di intravedere le pressioni interne esercitate dalla destra nazionale e dal diritto internazionale sulle spalle di questo nuovo burattino. In risposta, lo Stato venezuelano ha minacciato di arrestarlo e, naturalmente, attacca partendo dalla censura dei media digitali bloccando Wikipedia.

Il “Golpe di twitter” (chiamato così dal governo) O la moderazione e la rimozione del malcontento.

I vari leader di opposizione di destra hanno cominciato a diffondere attraverso Twitter un’ “agenda della lotta di strada” (la storia si ripete), i loro seguaci fiduciosi fanno eco a questi richiami e alla proclamazione di Guaidó come presidente ad interim, qualcosa di contorto dal momento che come afferma egli stesso, ha bisogno prima del sostegno del popolo e del Fanb per la strada.

Alla gente piace soffrire per la mancanza di memoria a breve termine perché dimentica tutto ciò che questi personaggi hanno fatto per smobilitare le lotte autonome, per moderarli, limitarli ed esporre le persone alla repressione militare, senza prima promuovere che la gente sviluppi una coscienza politica (di classe, genere, etnia, razza e ambiente), una formazione politica, in modo che sviluppino chiare proposte popolari e, a loro volta, sviluppino un tipo di autodifesa proporzionale a detta repressione. Fondamentalmente ciò che promuovono è che le persone si sacrifichino in un modo cieco e infantile, non per le proprie cause, ma per la fede e le promesse di questi politici, che come Maduro hanno usato il popolo, lo usano e lo useranno per essere in grado di prendere il potere e conservarlo.

E le persone più povere ogni giorno, sballottate dalle due parti, mangiando male, soffrendo di salari incosistenti, contratti collettivi calpestati, cattive condizioni di lavoro e salute pubblica, mentre le due bande sono in competizione per il potere.

Tra il male minore e il male più grande, non voglio alcun male, né un’alternativa, non dobbiamo accontentarci di alcun male, non mandiamo giù quelle storie, abbiamo dignità e non permettiamo alle élite dominanti di prendere il potere, e di manipolarci, la gente nell’ignoranza del proprio potere, è alla mercé di questa coppia di mostri, mentre i leader o gli attivisti più dissidenti e autonomi vengono calpestati, resi invisibili e imprigionati, attivisti con proposte e apporti che contribuiscono e seminano una vera speranza per il Paese.

Io punto, (non per fede ma per i risultati tangibili che lascia) sull’organizzazione autonoma e di base, sull’autoconvocazione e sull’autodeterminazione dei popoli, non solo del Venezuela ma dell’intera regione e del mondo, sulle alternative costruite dal basso, dalle viscere della terra, indipendenti, che affrontano il governo, i partiti di sinistra autoritari opportunisti e i partiti di destra, che affrontano le loro politiche padronali, militariste, estrattiviste e populiste. Nessun partito o leader dovrebbe imporci cosa fare, abbracciare la nostra dignità e la nostra autonomia. Impariamo dalla storia, i governi passano, e la fame e la povertà rimangono.

Combatti e lavora per la nostra liberazione e il risveglio collettivo delle coscienze, possa essere la nostra strada e il nostro orizzonte. È necessario e vitale per la nostra esistenza come umanità e per Madre Terra.

Traduzione a cura di Francesco Scatigno dall’originale in spagnolo sul sito Gargantas Libertarias

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