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Olimpiadi: il boicottaggio è la via migliore?

Da ormai molti mesi si sta assistendo a quello che è uno dei più importanti tentativi di boicottaggio di una Olimpiade.

A partire dal Tibet, passando per il Darfur attraverso tutta l’Africa, si può notare come la Cina sia l’esempio lampante di uno sviluppo non sostenibile, al pari di quello degli Stati Uniti, che hanno impostato la propria crescita non curandosi assolutamente di quello che avrebbe potuto provocare la propria politica di sviluppo dal punto di vista dei diritti umani.

A partire dal lontano 1958: la repubblica popolare cinese occupò ed annesse il Tibet nel totale silenzio della Comunità Internazionale, dal 1959 in poi 1.200.000 persone sono state uccise in conseguenza a questa occupazione.

Lo scorso 10 Marzo, anniversario delle proteste del 1959 in cui morirono oltre 80.000 persone, centinaia di monaci in varie zone del Tibet sono scesi in piazza protestando pacificamente contro l’occupazione della Cina. La reazione non si è fatta attendere ed è cominciata la repressione; ed il governo cinese ha fatto più che il possibile per far scendere un velo di silenzio sulla questione scatenando comunque la reazione degli attivisti per i diritti umani in tutto il mondo che hanno subito puntato il dito contro le Olimpiadi, ritenendo la Cina non in grado di ospitare dei Giochi che si fondano su dei principi che la superpotenza asiatica non condivide.

Darfur: dal 2003 ad oggi oltre 300.000 persone sono morte in conseguenza degli attacchi alla popolazione civile perpetrati dal regime di Karthoum. Il conflitto è cominciato a causa dello stato di abbandono in cui il Darfur versa e, nonostante la regione sia ricca di materie prime, i proventi sono sempre confluiti verso la capitale del Sudan.

La Cina rappresenta il principale partner commerciale del Sudan essendo l’acquirente dei due terzi dell’export sudanese.

Inoltre è il principale fornitore di armi del Sudan e di fatto, come dimostra il dossier della Save Darfur coalition ( http://www.italianblogsfordarfur.it/adverts/Cina_Sudan.pdf ), nonostante l’embargo imposto dalle Nazioni Unite. Infatti degli oltre 4 miliardi di dollari annui che rappresentano l’investimeno della Cina nel petrolio sudanese, circa il 70% viene speso per finanziare la guerra contro i ribelli in Darfur.

Di conseguenza la Cina gioca un ruolo fondamentale in Sudan; infatti con pressioni politiche ed economiche nei confronti del regime di Karthoum potrebbe contribuire in modo decisivo per fermare il bagno di sangue che dal 2003 travolge il Darfur. Impegno mai assunto in modo efficace, e, a parte poche azioni intraprese solo a a seguito di pressioni internazionali, tra cui l’approvazione del dispiegamento della forza di pace in Darfur Onu-Ua, ha sempre tentato di ostacolare l’intervento dell’Onu per tentare di mettere fine alle violenze nella tormentata regione sudanese.

Situazioni, queste, che effettivamente lasciano spazio a grossi dubbi sulla capacità “morale”della Cina ad ospitare i Giochi Olimpici, che si fondano su principi di lealtà e rispetto della dignità umana, che, in questo caso più che mai, andrebbero in contrasto con quelli che sono gli atteggiamenti del regime cinese a livello interno, come a livello internazionale. Un aspetto da non sottovalutare assolutamente però è quello che le Olimpiadi possono rappresentare un veicolo per portare la Cina a cambiare in modo decisivo la propria politica in ambito di diritti umani. Gli atleti che vi partecipano potrebbero giocare un ruolo fondamentale, lanciando da un palcoscenico mondiale come quello dei Giochi, appelli e messaggi di pace, sensibilizzando l’opinione pubblica e di conseguenza i Governi mondiali a fermare ogni tipo di repressione e guerra .

Riprendendo magari l’abitudine dei Giochi dell’antica Grecia , dove le nazioni partecipanti bloccavano ogni tipo di ostilità tra di loro per prendere parte a un evento che si fonda sulla pace e la lealtà tra i popoli di tutto il mondo.

per approfondimenti:

http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idpa=&idc=9&ida=2&idt=&idart=171

http://www.italianblogsfordarfur.it/adverts/Cina_Sudan.pdf

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