Olimpiadi: il boicottaggio è la via migliore?
Scritto da Antonio Quarto il 13 maggio, 2008, 11:52 am
Da ormai molti mesi si sta assistendo a quello che è uno dei più importanti tentativi di boicottaggio di una Olimpiade.
A partire dal Tibet, passando per il Darfur attraverso tutta l’Africa, si può notare come la Cina sia l’esempio lampante di uno sviluppo non sostenibile, al pari di quello degli Stati Uniti, che hanno impostato la propria crescita non curandosi assolutamente di quello che avrebbe potuto provocare la propria politica di sviluppo dal punto di vista dei diritti umani.
A partire dal lontano 1958: la repubblica popolare cinese occupò ed annesse il Tibet nel totale silenzio della Comunità Internazionale, dal 1959 in poi 1.200.000 persone sono state uccise in conseguenza a questa occupazione.
Lo scorso 10 Marzo, anniversario delle proteste del 1959 in cui morirono oltre 80.000 persone, centinaia di monaci in varie zone del Tibet sono scesi in piazza protestando pacificamente contro l’occupazione della Cina. La reazione non si è fatta attendere ed è cominciata la repressione; ed il governo cinese ha fatto più che il possibile per far scendere un velo di silenzio sulla questione scatenando comunque la reazione degli attivisti per i diritti umani in tutto il mondo che hanno subito puntato il dito contro le Olimpiadi, ritenendo la Cina non in grado di ospitare dei Giochi che si fondano su dei principi che la superpotenza asiatica non condivide.
Darfur: dal 2003 ad oggi oltre 300.000 persone sono morte in conseguenza degli attacchi alla popolazione civile perpetrati dal regime di Karthoum. Il conflitto è cominciato a causa dello stato di abbandono in cui il Darfur versa e, nonostante la regione sia ricca di materie prime, i proventi sono sempre confluiti verso la capitale del Sudan.
La Cina rappresenta il principale partner commerciale del Sudan essendo l’acquirente dei due terzi dell’export sudanese.
Inoltre è il principale fornitore di armi del Sudan e di fatto, come dimostra il dossier della Save Darfur coalition ( http://www.italianblogsfordarfur.it/adverts/Cina_Sudan.pdf ), nonostante l’embargo imposto dalle Nazioni Unite. Infatti degli oltre 4 miliardi di dollari annui che rappresentano l’investimeno della Cina nel petrolio sudanese, circa il 70% viene speso per finanziare la guerra contro i ribelli in Darfur.
Di conseguenza la Cina gioca un ruolo fondamentale in Sudan; infatti con pressioni politiche ed economiche nei confronti del regime di Karthoum potrebbe contribuire in modo decisivo per fermare il bagno di sangue che dal 2003 travolge il Darfur. Impegno mai assunto in modo efficace, e, a parte poche azioni intraprese solo a a seguito di pressioni internazionali, tra cui l’approvazione del dispiegamento della forza di pace in Darfur Onu-Ua, ha sempre tentato di ostacolare l’intervento dell’Onu per tentare di mettere fine alle violenze nella tormentata regione sudanese.
Situazioni, queste, che effettivamente lasciano spazio a grossi dubbi sulla capacità “morale”della Cina ad ospitare i Giochi Olimpici, che si fondano su principi di lealtà e rispetto della dignità umana, che, in questo caso più che mai, andrebbero in contrasto con quelli che sono gli atteggiamenti del regime cinese a livello interno, come a livello internazionale. Un aspetto da non sottovalutare assolutamente però è quello che le Olimpiadi possono rappresentare un veicolo per portare la Cina a cambiare in modo decisivo la propria politica in ambito di diritti umani. Gli atleti che vi partecipano potrebbero giocare un ruolo fondamentale, lanciando da un palcoscenico mondiale come quello dei Giochi, appelli e messaggi di pace, sensibilizzando l’opinione pubblica e di conseguenza i Governi mondiali a fermare ogni tipo di repressione e guerra .
Riprendendo magari l’abitudine dei Giochi dell’antica Grecia , dove le nazioni partecipanti bloccavano ogni tipo di ostilità tra di loro per prendere parte a un evento che si fonda sulla pace e la lealtà tra i popoli di tutto il mondo.
per approfondimenti:
http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idpa=&idc=9&ida=2&idt=&idart=171
http://www.italianblogsfordarfur.it/adverts/Cina_Sudan.pdf
Tags: armi, Cina, conflitto, darfur, Olimpiadi, sudan, Tibet



Io ritengo che per tutto ciò che rappresenta l’originario messaggio di questi giochi,una nazione come la Cina non possa ospitarli.Quando si parla di Cina si parla di repressione nel sangue,di totale indifferenza difronte al massacro Sudanese!Tutto ciò non concilia affatto con il messaggio di pace e collaborazione da sempre rappresentato dai Giochi Olimpici.
Innanzitutto bravo Antonio perchè è riuscito in poche parole a riassumere un po’ la situazione e i punti di vista.
Non sono d’accordo sul boicottaggio. Penso che non servirebbe a niente. Penso, invece, che le grazie alle Olimpiadi si sia potuta fare un po’ di luce. Quanti di noi erano a conoscenza di quello che succede in Cina tutti i giorni? Davvero poche perché il mondo dell’informazione non si è mai interessato prima a questo argomento. Adesso, ripeto grazie alle Olimpiadi, la Cina e i suoi misfatti sono sotto gli occhi di tutti. Ovvio che a questo punto la comunità internazionale dovrebbe prendere dei provvedimenti che vanno oltre il boicottaggio delle Olimpiadi. Provvedimenti seri. Per esempio, se le Nazioni Unite hanno messo il veto per il commercio di armi con il Sudan com’è che la Cina se ne frega?
Insomma è una situazione che, penso, richiede un fortissimo impegno da parte delle sfere alte. Fatti però. Non parole vuote.
purtroppo come ogni evento importante e di eco mondiale sarà impossibile sperare che le olipiadi vengano interrote…se si desse più ascolto ad una certa persona chiamata Dalai Lama…
Secondo me bisognerebbe tutelare maggiormente l’indipendenza di alcuni popoli. Bisognerebbe prima di tutto costringere la Cina a sedersi a tavolino con il Tibet per definire i loro rapporti visto che il Tibet era una regione libera ed ora deve considerarsi occupato con la forza dalla Cina. Una questione simile vale per la Palestina…
Se supponiamo però che il comitato olimpico abbia sbagliato nella scelta della Cina in quanto coinvolta in conflitti internazionali allora bisogna comprendere quali sono i requisiti della scelta perchè anche altri stati occidentali sono coinvolti in conflitti internazionali, ledono diritti fondamentali degli uomini (vedi guantanamo) e mettono a rischio la sopravvivenza di specia animali contravvenendo a moratorie intenazionali (Norvegia-balene).
Proviamo a cogliere le opportunità di questa olimpiade sperando che qualche atleta abbia il buon senso di manifestare le proprie idee, come abbiamo visto qualche anno fa in Messico.
Sono completamente d’accordo con Angela.
L’idea di porre in atto l’antica usanza, INVOCANDOLA A GRAN VOCE, del blocco delle ostilità tra i Paesi in guerra anche non partecipanti per il periodo delle Olimpiadi potrebbe essere un’idea da portare all’ONU.
Chissà…
Cina e olimpiadi non potranno avere niente in comune fin quando esisteranno queste atrocità.E fa ancora piu tristezza pensare che nel 3 millenio milioni anzi miliardi di persone muoiono per la poverta, o perchè lottano per i loro diritti. Spero solo che tutto questo non peggiori. LA PACE è un utopia… C’è troppo sisinteresse alla pace da parte dei colossi tipo l’america,anzi…se vogliamo puntare il dito…Sappiamo a chi va la colpa.Dobbiamo fare qualcosa..e io non ho idea da dove si possa cominciare.
se il tibet avesse maggior ascolto,trovasse comprensione dagli stessi cinesi/popolo che comunque non onoscono la situazione perchè non gliela fanno conoscere ,per me sarebbero prima i cinesi che porrebbero fine alle olimpiadi e si rivolterebbero contro il governo e allora a quel punto il governo verrebbe messo in ginocchio e dovrebbe cedere per forza
magari in alternatva all’apocalisse forse qualche governante cinese si sveglia e dice”me sa che dobbiamo cedere”
inutile ribadire che le olimpiadi si faranno..
e alla fine sai cosa accadrà ?
che le persone ricorderanno la bellissima e superba cerimonia di apertura e chiusura di pechino 2008
Premettendo che sono favorevole all’ indipendenza del tibet, proporrei un punto di lettura differente.
Io sono il primo a criticare la politica cinese in quasi tutti i suoi aspetti, dalle pene capitali al neocolonialismo africano, ma questa una storia già vista e rivista.
Le olimpiadi sono da sempre oggetto di influenza politica, nel 1980 a Mosca gli Usa boicottarono i giochi per l’ invasione russa in afghanistan di quegli anni(chi ha invaso l’afghanistan qualche anno fa con il pretesto di sconfiggere il terrorismo, dopo aver toppato in Iraq con le fasulle armi di distruzione di massa?).
Io credo che l’informazione occidentale sia imperniata ancora oggi di un anticomunismo da strapazzo.
Qualcuno ha mai aperto bocca quando le olimpiadi per 8 volte sono state svolte negli Usa? Eppure credo sia il paese che ha violato di più e viola tutt’ oggi i diritti umani(guantanamo,incursioni in iraq,afghanistan, in passato il vietnam, le due bombe atomiche, gli indiani d’ america, il razzismo che sopravvive ancora oggi nei confronti dei neri,ecc).
Questi discorsi rappresentano il frutto di anni ed anni di propaganda subdola statunitense nel mondo occidentale di cui noi facciamo parte.
Condivido il tuo commento Luigi, era proprio a questo che mi riferivo quando dicevo che bisogna mettere in discussione la candidatura della Cina alle Olimpiadi allora bisogna prendere in esame i criteri di scelta del paese ospitante le Olimpiadi perchè anche paesi occidentali, in particolar modo gli USA, hanno leso i diritti umani e svolgono una campagna meditica per rendere accettabile ciò che i loro governi illegittimamente svolgono.