Piattaforma web

Di pari passo alla moneta complementare si sviluppa una piattaforma web dentro cui vengono indicizzate le attività che fanno parte del circuito: dai produttori, ai commercianti e distributori. Queste attività vengono valutate da una commissione di volontari del movimento su dei parametri specifici. Le valutazioni servono a definire quali sono le “Attività ideali”, ovvero quelle che, nel sistema a cui vorremmo giungere, hanno una organizzazione orizzontale e lavorano per una redistribuzione delle
ricchezze.
Le aziende che rispondono positivamente ai criteri vengono definite “Attività ideali”, come se fosse
un certificato, e giudicate con valore numerico massimo su base centesimale.

I criteri principali per la valutazione delle aziende sono:

1) Il Lavoro:
Come è organizzato il lavoro nell’azienda? Gli operai sono subordinati alla figura di un imprenditore? In questo caso il valore attribuito sarà basso. Quanti più operai lavoreranno nell’azienda, più sarà basso il valore attribuito perché maggiore sarà la capacità dell’azienda di accumulare profitti e di concentrarli nella figura imprenditoriale. Se c’è lavoro subordinato ma gli operai appartengono allo stesso nucleo familiare dell’imprenditore e non ci sono altri operai al di fuori della famiglia, il valore attribuito sarà intermedio perché trattasi di un’azienda a conduzione familiare e la ricchezza generata resta delle disponibilità della famiglia cui appartengono gli stessi operai. Nel caso di attività individuale di cooperativa il valore attribuito sarà massimo perché la ricchezza generata sarà divisa tra tutti gli operai nel caso di cooperativa oppure trattenuta dal singolo nel caso di attività individuale che però non utilizzando lavoro altrui per aumentare gli incassi, e basandosi sul lavoro di una sola persona avrà comunque una capacità limitata di produrre e accumulare ricchezza.
2)Le Forniture:
Con questo criterio si valuta l’origine delle materie prima utilizzate in una determinata azienda e il valore attribuito all’azienda fornitrice. Se stiamo valutando una pizzeria dobbiamo identificare le aziende che forniscono farina, salsa, latticini, verdure e ortaggi. Se queste fanno parte del circuito ed hanno un valore massimo allora sul criterio “Forniture” alla pizzeria daremo un valore massimo.
Se le aziende fornitrici non fanno parte del circuito il valore sarà minimo. Questo criterio rappresenta un incentivo per le aziende a rifornirsi di materie prime da altri produttori interni al circuito. In questa maniera si può chiudere il ciclo della filiera coinvolgendo coltivatori di grano, creando un’azienda-cooperativa che macini il grano dei produttori coinvolti e che confezioni la farina. La farina viene distribuita tra panificatori, pizzerie e pastifici che hanno interesse a far parte del circuito perché riceverebbero una buona valutazione e i consumatori sono incentivati a scegliere loro per motivi che affronteremo in seguito;
3)Il Km0:
L’ultimo tra i criteri di valutazione principali è il Km0, se nel circuito ci sono produttori di farina in Puglia e in Lazio, sarebbe cosa buona che le pizzerie ubicate nel territorio laziale si riforniscano dai produttori laziali. Se, per ipotesi, tutte le pizzerie italiane si rifornissero dai produttori pugliesi di farina, ci sarebbero enormi instabilità e derive perché si disincentiverebbe la produzione locale, la biodiversità di varietà diverse e locali di grano, tutte ugualmente antiche e preziose, si concentrerebbe il potere produttivo ed economico in pochi produttori che potrebbero monopolizzare la produzione e controllare i prezzi. A questo criterio, quindi si attribuisce valore positivo massimo quando la scelta delle materie prime è locale.
Decisi questi criteri principali, ad ogni azienda che si propone di entrare nel circuito si attribuisce un valore confrontandosi con chi le gestisce, con chi ci lavora e controllando le materie prime utilizzate. Attribuito il valore, numerico e su base centesimale, l’azienda, che potrebbe non essere completamente soddisfatta del giudizio ricevuto, può chiedere alla commissione di intraprendere un percorso partecipato di trasformazione della stessa azienda. Per cui l’azienda, per esempio, in cambio di un valore più alto nel criterio “Lavoro”, qualora avesse operai subordinati, potrebbe destinare una parte dei profitti, destinati all’imprenditore, ad una ripartizione tra i dipendenti in modo da aumentare il potere economico degli operai e lavorare, nel piccolo, ad una redistribuzione del potere economico.
Attribuiti dei valori alle aziende, si creano classifiche delle aziende, divise per tipologia, in modo
che chi fa parte del circuito possa premiare le più virtuose.

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