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Propositi (sul potere)

Bisogna prendere atto che il confederalismo democratico rappresenta soprattutto un’opportunità di riunificazione di tutte quelle forze anticapitaliste ed antimperialiste alla luce del fallimento del socialismo reale di matrice marxista adottato e sperimentato da paesi socialisti e comunisti nell’incapacità di organizzarsi in una forma realmente emancipatoria per le popolazioni a causa della conseguente trasformazione in regimi totalitari, militari, costretti anche a cedere al capitalismo per non chiudersi in un patetico e umiliante isolamento internazionale. Inoltre, è necessario considerare che coscienze individuali con una cultura marxista e comunista extraparlamentare, stanno rientrando entro parametri libertari ed autogestionari, anche grazie all’esperienza curda.
Per avviare un percorso realmente rivoluzionario e di trasformazione sociale è necessario che localmente, a partire ad esempio sul piano concreto, dal manifesto curdo di confederalismo democratico, si costituiscano assemblee autogestionarie affinchè queste possano relazionarsi tra loro in confederazioni regionali autogestionarie.
E’ necessario, successivamente, un lavoro di sensibilizzazione su queste tematiche, attraverso momenti pubblici di approfondimento, confronto e discussione sui temi del potere in un’ottica costruttiva, del federalismo, del confederalismo democratico, del municipalismo libertario e dell’autogestione sia per renderli alla portata della gente comune e riuscire a promuovere l’interiorizzazione di questi valori nella coscienza popolare; sia per individuare percorsi di concretizzazione e trasformazione sociale del potere da prerogativa di pochi a diritto di tutti, in una società egualitaria e libertaria.
Le assemblee autogestionarie devono porsi l’obiettivo di includere quanti più individui, di allargarsi alla gente comune che non milita in collettivi o soggetti politici. Queste assemblee devono realizzare l’antico ideale di politica portando la gente a incontrarsi e confrontarsi sulle problematiche della città e non solo.
Devono essere inclusive e devono diventare il luogo e il momento politico per eccellenza. Devono creare la consapevolezza che la politica non è affare di altri ma riguarda tutti e tutti posseggono le capacità per affrontare una discussione e cercare collettivamente delle soluzioni a problematiche di interesse comune. Le assemblee pubbliche devono sottrarre man mano spazio ed aria alla politica istituzionale, alla politica rappresentativa dello stato e devono diventare l’organo decisionale della città. Le istituzioni cittadine soffocate dalla capacità popolare di autodeterminarsi e autogovernarsi, devono limitarsi a ratificare le decisioni prese collettivamente nelle assemblee pubbliche e assumere una funzione puramente burocratica.

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