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Quando è la logica del profitto a fare la scienza

Pubblicato su I Think anno 1 numero 8 febbraio 2010

La scienza è l’insieme delle conoscenze acquisite dall’uomo nel corso di secoli attraverso l’impegno di uomini, a volte eroi, che con il loro spirito di indagine e di ricerca hanno permesso all’uomo di progredire. E’ un ambito della vita umana molto delicato in quanto sono le nozioni scientifiche a muovere l’uomo, a favorire il progresso tecnologico e a fornirgli strumenti che ne migliorano le condizioni di vita.
Durante l’ultimo secolo, però, si sono sviluppati due fattori che hanno condizionato fortemente la ricerca scientifica. Da un lato la globalizzazione ha permesso ad alcune aziende di espandere il proprio mercato e crescere a tal punto da avere un potere economico spropositato, dall’altro il rapido sviluppo tecnologico ha permesso ai ricercatori di usufruire di strumenti più avanzati ma anche più costosi e per questo limitativi. La ricerca oggi ha bisogno di generosi finanziamenti per poter operare al meglio delle proprie potenzialità e spesso le istituzioni pubbliche, per questione di bilanci o per distrazione, non riescono a rispondere alle esigenze, ai programmi ed alle ambizioni attraverso cui la ricerca tenta di rispondere a domande che riguardano alcuni aspetti della nostra vita. Questo vuoto è stato riempito da aziende private che nella ricerca hanno trovato possibilità di sviluppo. L’azienda risponde solo al proprio bilancio ed attraverso la ricerca può trovare sistemi per diminuire i costi ed aumentare i profitti. Quanto più grande è il potere economico dell’azienda maggiore è, però, il potere di corrompere la ricerca per ottenere risultati che favoriscano la stessa azienda. E’ una naturale conseguenza che una ricerca, che trova in alcune aziende la fonte economica per effettuare alcune ricerche, non potrà mai dare risultati in contrasto con gli ambiti in cui opera l’azienda altrimenti i finanziamenti verrebbero tagliati e non ci sarebbe più lavoro per i ricercatori. Con questi meccanismi di finanziamento le ricerche sono inevitabilmente condizionate e si producono conoscenze non veritiere, conoscenze che fanno comodo e che possono mettere in moto alcuni consumi per piacere di chi nelle ricerche investe e che troverebbe ulteriore stimolo nel finanziamento delle ricerche.
Di recente Wolfang Wodarg, presidente tedesco della commissione Sanità del Consiglio d’Europa, ha dichiarato che l’influenza suina è una “truffa colossale” (http://temi.repubblica.it/micromega-online/lh1n1-una-truffa-colossale-il-jaccuse-del-responsabile-sanita-del-consiglio-deuropa/) ed ha fatto approvare una risoluzione nel Consiglio d’Europa che chiede un’inchiesta sul ruolo delle case farmaceutiche. Le case farmaceutiche sono multinazionali molto potenti, hanno finanziato la campagna elettorale di Obama, e la loro forza economica fa comodo a chi lavora nell’ambito della medicina e della ricerca. Per mesi ci è stato detto che l’influenza suina fosse pericolosa, che avrebbe causato tanti morti e per questo ci consigliavano di vaccinarci (con dei vaccini non adeguatamente testati). Per molti mesi ricercatori, medici, esperti del settore ministro e viceministro hanno fatto il gioco delle case farmaceutiche con lo scopo di terminare le immense scorte di vaccini che il governo ha comprato nascondendo i costi del mega acquisto. Perché il governo ha dovuto comprare vaccini che non servono, per una influenza non molto pericolosa e dagli effetti collaterali non accertati?
Un altro caso è quello delle presunte energie pulite dei termovalorizzatori e delle centrali a biomasse. Abbiamo pareri discordanti sulla pericolosità dei “fumi” delle centrali sulla salute: Veronesi assicura che il rischio di tumori equivale a zero (http://www.youtube.com/watch?v=q30ray4fAa8) mentre per Montanari sono un’assurdità (http://www.youtube.com/watch?v=-nqvGSInHl8). Quando due uomini di scienza così autorevoli rilasciano affermazioni così contrastanti di chi deve fidarsi il cittadino comune? Quale delle due dichiarazioni deve considerare più credibile? E come fa più a fidarsi delle autorità scientifiche e delle loro dichiarazioni se su qualsiasi argomento c’è la possibilità che qualche altro esperto dichiari esattamente il contrario?
Per quanto riguarda Veronesi è facile trarre delle conclusioni visionando il suo sito e cercando tra i suoi sponsor aziende che hanno interessi nelle ricerche effettuate dal team del famoso dottore. Tra i suoi sponsor ci sono Enel, Eni e Acea (http://www.fondazioneveronesi.it/pagina.php?id=133&nome=Partner The Future of Science), aziende produttrici di energia. I conti tornano, soprattutto per Veronesi. Fin quando a finanziare le ricerche saranno aziende private ci sarà da non fidarsi né delle autorità scientifiche, né delle istituzioni né dell’informazione dei mass media che basano i loro bilanci sugli introiti pubblicitari e che non possono permettersi di perdere clienti importanti.

One thought on “Quando è la logica del profitto a fare la scienza

  1. Andrea ha detto:

    Le case farmaceutiche, come tutte le multinazionali, hanno un solo obbiettivo: produrre il massimo profitto, quindi le argomentazioni scritte in quest’articolo non mi sorprendono affatto.

    Vi siete mai chiesti come mai fanno i vaccini contro malattie innocue come l’influenza e non fanno i vaccini contro malattie pericolose come epatite C o AIDS? Perche le malattie innocue come l’influenza generano uno scarso mercato di prodotti antiinfluenzali (quindi e’ piu remunerativo vendere i vaccini), mentre le malattie infettive pericolose generano un grosso mercato di medicinali antivirali che fa guadagnare alle case farmaceutiche infinitamente di piu di quello che guadagnerebbero con i vaccini (che beninteso, almeno a livello sperimentale esistono, basta andare a vedere su entrez pubmed, ovviamente non vengono poi venduti per le ragioni descritte sopra).

    Vi siete mai chiesti come mai la medicina non e riuscita a sconfiggere malattie come ad esempio il diabete mellito, ma ha venduto dei farmaci che mascherano i sintomi ma aggravano la malattia (es. corticosteroidi, eroina, morfina, antidolorifici, sedativi)? Perche se si curassero le malattie i profitti per i medici e le case farmaceutiche finirebbero.

    Vi siete mai chiesti perche i medici non dicono mai che il diabete mellito (nella stragrande maggioranza dei casi) non ha niente a che fare col pancreas ma e’ dovuto a carenza di testosterone?

    Vi siete mai chiesti come mai il testosterone non viene impiegato comunemente come antidiabetico, anche se fino ad ora e’ la sostanza piu efficace e sicura contro questa malattia (andate a vedere su entrez pubmed)?

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