ottobre 25, 2008 · 0 Comments
Quando finisce la garanzia ed inizia la giustizia?
Sembrerebbe una provocazione, la garanzia dell’imputato è parte integrante della giustizia, una delle sue evidenti manifestazioni, il prodromo di uno Stato fondato non su un modello inquisitorio ma su di un modello accusatorio dove viene garantita parità alle parti in contraddittorio.
Tuttavia la giustizia italiana viene ad essere tutt’altro che giusta ed il sistema garantistico è allargato a maglie tesissime ed applicato fuori luogo ed inopinatamente.
Rapinatori, stupratori e soprattutto omicidi dei delitti più efferrati dopo pochi anni (o subito se prendono l’infermità mentale, ove i giudici non valutano che un disturbo di personalità non è una sidrome psicotica in quanto c’è pur sempre la volontà dell’atto) sono già liberi e si accaparrano pure l’eredità delle loro vittime.
Certezza della pena dovrebbe essere la parola d’ordine, ma troppo spesso accade che i veri delinquenti restino fuori e coloro che si limitano a quello che potremmo definire un reato di opinione devono seguire un kafkiano excursus giudiziario e perdere soldi e tempo seguendo uno Stato canaglia.
La collettività andrebbe tutelata, gli assassini intimoriti e costretti a sistemi repressivi-recuperatori tali da metterli nella possibilità di non delinquere.
Purtroppo non è così, le carceri italiane più che un luogo di recupero e di espiazione vengono ad essere alberghi diroccati nei quali stazionare per pochi attimi i delinquenti mettendoli nelle condizioni di delinquere nuovamente una volta fuori.
E’ l’intero sistema che non funziona, siamo in una situazione di caos tale in cui è il più forte a farla da padrone, a spese della povera gente onesta.
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