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Ritorno al futuro – recensione esoterica

Talune opere d’arte si dice abbiano diversi livelli di lettura ed interpretazione. La più nobile, quella esoterica, fa dell’opera uno strumento per la trasmissione di saperi tradizionali ed iniziatici.
Prendiamo in esame “Ritorno al futuro” film del 1985 con regia e sceneggiatura di Robert Zemeckis, che tratta della scoperta di una macchina che permette di viaggiare nel tempo. E’ Ambientato in un paesino che si chiama Hill Valley che ha una chiara assonanza con la parola inglese Hell che significa inferno. I nomi dei protagonisti non sembrano scelti a caso:
Marty McFly da Martino, devoto a Marte pianeta associato al ferro e al colore rosso. McFly sta per figlio del volo: in effetti il viaggio nel tempo può essere paragonato al volo.
Lo scienziato pazzo “Doc” Emmett Lathorop Brown (da Von Braun) il cui nome Emmet significa lavoratore forte o tedesco, inglese ed ha un’assonanza con la parola Emmet che significa formica. Emmett Lathorop può essere letto al contrario “portale del tempo” dividendo la parola Emmett nelle sillabe EM  e ET (letto IT in inglese). Brown significa bruno, marrone.
Ecco che i primi due nomi cominciano a darci notizie importanti sulla natura dell’opera. Abbiamo due colori (rosso e bruno-marrone) ed un pianeta (marte) che insieme all’importante presenza del plutonio, come carburante della macchina del tempo, danno una forte connotazione alchemica all’opera. Nelle operazioni alchemiche sono di fondamentale importanza i metalli (il ferro associato al nome Marty e il plutonio), i colori che assume la sostanza oggetto della trasmutazione e l’influenza dei pianeti nei momenti della trasformazione. Ma per gli iniziati autentici l’operazione alchemica più importante è quella che si attua sulla propria coscienza. Parliamo di alchimia spirituale, un processo che riguarda l’animo umano piuttosto che i metalli, processo che è la questione più importante in un percorso iniziatico. Il Plutonio ci rende altri indizi. E’ associato al pianeta Plutone e al colore nero. Il pianeta Plutone, astrologicamente, è associato alla trasmutazione, alla rigenerazione, alla morte intesa come rinascita (e quindi, anche, iniziazione), all’occulto, alla magia e ai metodi per contattare l’astrale. Ed è proprio l’astrale l’associazione più forte al viaggio nel tempo. L’astrale è il luogo dove non esistono più barriere temporali e non c’è più distinzione tra futuro, presente e passato. L’astrale è il luogo in cui le coscienze si recano quando abbandonano il corpo in particolari esperienze spirituali e mistiche. Il viaggio astrale è l’iniziazione nelle scuole misteriche dell’antico Egitto.
Tornando ai nomi, Jennifer da Genoveffa e Ginevra significa “spirito dei boschi, luminosa tra gli elfi”; ulteriore riferimento a mondi non terreni. Einstein, il cane di Doc, è un riferimento al relativismo scientifico che permette di coniugare una visione spiritualistica e una visione scientifica dell’universo.
Dave deriva da Davide, Re di Israele famoso per lo scontro col gigante Golia. Ci sono molti riferimenti alla forza (Emmett – lavoratore forte), alla lotta (marte, Marty), alla costanza nel lavoro (George da Giorgio che significa “lavoratore della terra, contadino”; Emmet – formica che rimanda alla loro laboriosità) che fanno riferimento alla continua lotta dell’iniziato contro il proprio ego che va soggiogato per ritrovare una dimensione armoniosa con la Coscienza Universale.
Il film è, inoltre ricco, di episodi, frasi, numeri che hanno un valore forte e importante nella caratterizzazione della stessa opera. Tannen, il cognome di Biff, significa abete. Il nome della band di Marty è Pinheads (capocchie di spillo, ma con una forte assonanza con la parola “pino”); il luogo d’incontro tra Marty e Doc è il “Twin Pines Mall”, il centro commerciale dei pini gemelli. Il pino essendo un albero sempreverde è simbolo di immortalità e usato nelle iniziazioni. L’immortalità appartiene all’anima che raggiunge livelli superiori di coscienza attraverso l’iniziazione. I pini gemelli ricordano le colonne del tempio iniziatico ed il centro commerciale in cui avviene il primo viaggio nel tempo è il tempio dell’iniziazione in cui l’iniziato accede per la prima volta a stati di coscienza superiori e fa l’esperienza della morte-rinascita e dell’astrale. A permettere, nel film, il funzionamento del viaggio nel tempo è il “flusso canalizzatore” che per forma ricorda il sacro Delta, il Logos, i principi sacri, le leggi fisiche ed occulte che reggono l’Universo materiale e quello spirituale.
Quando Marty arriva al centro commerciale, tempio dell’iniziazione, l’orologio dell’insegna indica l’ora 1:15 che un istante dopo scatta diventando 1:16. La numerologia in questo film è fondamentale. Per riduzione teosofica 1:15 è uguale a 1+1+5+=7. Sette è il numero dell’uomo che attraverso il percorso iniziatico si realizza; mentre 1:16 per riduzione teosofica diventa 1+1+6=8. 8 è l’incontro tra il mondo fisico e quello spirituale, l’incontro tra il quadrato umano e il cerchio divino (come in Castel del Monte). Il passaggio dalle 1:15 alle 1:16 rappresenta l’accesso, per una coscienza individuale, a “mondi superiori” attraverso il percorso iniziatico. I numeri 7 e 8 in questo film si ripetono morbosamente: 17 (1+7=8) gli anni di Marty; 1:24 (1+2+4=7) l’orario indicato sull’insegna della Bank of America; 25(2+5=7) anni nel futuro; 88 (8+8=16=1+6=7) miglia orarie che la macchina del tempo deve raggiungere per potersi spostare nel tempo.
Quando Marty torna dal passato, con la macchina del tempo, sfonda la vetrina dell’Assembly of Christ, come dire che il sapere iniziatico nulla ha a che fare e che competere con il dogmatismo di chiese e chiesuncole. Interessante è anche l’ambiente in cui vive Marty. La madre bigotta, padre inebetito dalla tv, famiglia sfigata. La madre di Marty afferma che non le piace Jennifer, ragazza di Marty, perchè una ragazza che chiama un ragazzo va in cerca di guai. Lei, dichiara, di non essere mai stata in macchina in un parcheggio con un ragazzo. Tornando indietro nel tempo Marty scoprirà che sua madre non era sincera; inoltre “Parker” il cognome di Jennifer, significa parcheggiato.
Altro episodio è quello della donna che raccoglie fondi, a nome del comitato per la conservazione di Hill Valley, per ripristinare così com’era l’orologio della torre colpito 30 anni prima da un fulmine. Hill Valley, la valle dell’inferno sembra rappresentare quella valle dell’inferno in cui l’uomo è costretto a incarnarsi per sperimentare, crescere ed elevarsi versi stadi evolutivi superiori. Il comitato per la conservazione dell’orologio della torre sembra rappresentare quei gruppi o lobbie spirituali, politiche ed economiche che hanno interesse a mantenere l’uomo nel suo stato di semi-coscienza e ritardarne la sua evoluzione. Ripristinare un orologio, in questo film, non può che significare la conservazione dell’attaccamento alla materia, all’ego in contrapposizione al volo, al viaggio nel tempo, all’iniziazione.
Straordinario il finale. Quando Doc torna dal futuro con la macchina del tempo invitando Marty e Jennifer a seguirli per sistemare una cosa nel futuro, entrati in macchina, Marty fa notare a Doc che non c’è abbastanza strada per la rincorsa dell’auto. Doc risponde che “Dove andiamo noi non servono strade”; ad indicare la non-fisicità dell’oggetto d’interesse e del percorso iniziatico.

 http://www.youtube.com/watch?v=E3Gbb6Bmf_w

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