La DIGOS di Bari ha redatto una ricostruzione, che ha depositato in Prefettura, secondo cui i migranti lanciavano pietre con fionde per colpire gli agenti della polizia in servizio. Si sta valutando il reato di tentato omicidio. Dal vertice in Procura tra il procuratore della repubblica (Antonio Laudati), il dirigente della digos (Michele De Tullio) e il questore (Domenico Pinzellio), viene fuori la volontà di non procedere per direttissima nei confronti dei 28 arrestati ma di chiedere la convalida degli arresti per valutare nuovi elementi.
Questo è l”ennesimo comportamento repressivo delle istituzioni e dei fedeli gendarmi che vogliono soffocare la richiesta, di questi migranti provenienti da zone di guerra, di asilo politico. Vengono (de)tenuti, deliberatamente, tanto tempo (mesi) nei centri di identificazione e nei centri di accoglienza per i richiedenti asilo realizzando a pieno la politica fascista e razzista del governo centrale, con l’intenzione di detenerli nei lager del regime quanto più tempo possibile e nelle peggiori condizioni possibili. Questa politica fascista e razzista del governo vorrebbe dissuadere persone che scappano da zone di guerra a cercare asilo in Italia. Col nuovo decreto Maroni approvato qualche giorno fa si prolungano i tempi di detenzione nei CIE e nei CARA fino a 18 mesi. 18 mesi per identificare un individuo. Ma è lo stesso ministero degli interni sul proprio sito, sulla pagina dei centri dell’immigrazione, a dichiarare che i CARA Sono strutture nelle quali viene inviato e ospitato per un periodo variabile di 20 o 35 giorni lo straniero richiedente asilo privo di documenti di riconoscimento. Questi tempi dovrebbero essere più che sufficienti per identificare una persona. Invece si vogliono negare tutti i diritti, con vigliaccheria.
Non possiamo permettere che si prosegua in questa direzione, che i partiti di governo per questioni di campagna elettorale e per attuare politiche populiste, che cavalcano grazie all’efficacia dei mezzi di rincoglionimento di massa, trasformino degli esseri umani, dei richiedenti asilo politico in detenuti senza diritti a tempo inderminato.
E’ dovere di ogni cittadino, oggi più che mai sostenere le lotte dei migranti per i loro diritti per respingere un’ondata repressiva delle istituzioni che si abbatte non solo sui migranti ma anche sui cittadini italiani che si battono per i propri diritti, così come abbiamo visto nel recente passato in diverse occasioni, tra cui le manifestazioni studentesche in tutta Italia, a Terzigno e in Val di Susa.