… pronta ad esplodere da un momento all’ altro.
Una settimana prima degli eventi che sono entrati nella storia di Londra come le peggiori rivolte delle ultime tre decadi un giovane di colore della comunità di Tottenham metteva in guardia, in un video prodotto dal giornale The Guardian, sulla grande pentola a pressione che erano diventate le strade della capitale britannica nei suoi quartieri più sfavoriti economicamente: “Nelle strade di Londra ci sono molte gang e molti crimini e la sparizione dei club giovanili ha lasciato i ragazzi privi di radici e senza sapere dove andare… Ed è per questo che ci sono più crimini nelle strade: non c’ è niente da fare. Ci sarà una ribellione.”
Le associazioni giovanili alle quali si riferisce sono centri di aggregazione dove i giovani inglesi possono imparare professioni, praticare sport, comporre musica e soprattutto rimanere lontani dalle strade e dall’ influenza delle gang, un problema che riguarda le aree più povere e lontane dal centro della più ricca capitale europea.
“Se elimini le attività estive dei giovani è sicuro come la notte segue il giorno che vedrai un aumento della criminalità”, ha affermato il professore John Pitts al Guardian il 26 luglio, giorni dopo l’ inizio delle vacanze scolastiche estive. La mia paura è che questi membri delle gang che erano a scuola si riversino nelle strade. Unisci a questo i tagli ai servizi per loro e meno assistenti sociali che possono mediare la situazione e queste strade saranno molto più pericolose, e io immagino che il livello di crimini e violenza aumenterà”, aveva profetizzato il professore.
Secondo il Guardian, anche se la media dei tagli alle spese presentati nel piano di austerità del governo conservatore è stata del 28%, alcune autorità locali stanno tagliando dal 70 all’ 80% i fondi per i programmi sociali destinati ai giovani. Un esempio di questo riguarda la prefettura di Haringey, dove è situato il quartire di Tottenham, i cui fondi destinati a questi servizi sono stati decimati da un taglio al 75% e otto su un totale di dieci centri sono stati chiusi negli ultimi mesi.
“Questo significa un aumento del vandalismo e del comportamento antisociale”, spiega Pitts. “A lungo termine se togli la protezione dello Stato avrai un aumento dell’ influenza delle gang per coprire questo vuoto.”
Ed è esattamente quello che si è visto nelle strade londinesi: gang giovanili che si sono approfittate del clima di caos, e della certezza che la polizia non poteva contenere tanti attacchi simultanei, per commettere crimini. Non c’ è niente di politico o organizzato in questo. Ci sono solo caos e anarchia sponsorizzati da adolescenti senza futuro.
Ma l’ inizio di questa rivolta è stato diverso. Un centinaio di persone si sono radunate di fronte alla stazione di polizia di Tottenham per esigere risposte riguardo l’ azione di polizia culminata nella morte di Mark Duggam giovedì scorso. Duggan, un 29enne di colore, è stato ucciso dalla polizia in circostanze non chiarite in un taxi nei pressi della stazione ferroviaria di Tottenham. Una commissione interna della polizia sta indagando sul caso.
“Ho detto all’ ispettore capo che volevamo andare via prima che facesse notte. Se lui ci avesse lasciati ad aspettare dopo il tramonto sarebbe stata una sua responsabilità. Non potevamo garantire che la situazione sarebbe rimasta sotto controllo”, ha raccontato un membro della comunità presente alla manifestazione iniziale.
“Se un agente di polizia fosse venuto a parlare con noi saremmo andati via. Siamo arrivati alle 17 e avevamo pianificato un’ ora di protesta silenziosa. Siamo rimasti lì fino alle 21. E’ stata colpa della polizia. Se loro ci avessero dato una risposta quando siamo arrivati chiedendo che un ufficiale venisse a parlare con la famiglia della vittima saremmo andati via prima prima che la rivolta iniziasse.”
La famiglia di Duggan ha condannato la violenza iniziata dopo il tramonto quel giorno a Tottenham. “Volevamo risposte. Io non ho neanche detto ai miei figli che lui è morto, perché non posso dargli risposte. Non mi rende felice quello che è successo. Non volevamo questi problemi. Volevamo risposte”, ha detto la fidanzata di Duggan al Guardian.