febbraio 28, 2009 · 2 Comments
dalla rivista ufologica “Area 51″
Un mio recente intervento su questa rivista ha suscitato un notevole plauso, soprattutto per via dell’argomento trattato: HAARP e Scie Chimiche.
In verità il riscontro è dovuto alla effettiva mancanza di informazioni su tale argomento, mancanza che assume connotati sicuramente da non sottovalutare in quanto l’argomento stesso merita la massima attenzione.
Proprio per questi motivi e approfittando dell’ampio spazio che offre AREA 51 a questo genere di informazione, sarà bene riprendere il discorso approfondendone i temi più delicati e sperando che tale decisione coinvolga quante più persone possibili, poiché la divulgazione è l’unica e migliore arma per combattere l’ignoranza voluta da chi pretende di gestire il pianeta e l’informazione come cosa personale.
L’unico modo per combattere il Cover Up, la disinformazione e l’accentramento dei poteri forti è il dialogo, la divulgazione, l’attenzione costante su fatti, cose e persone, in tal senso si ringrazia sentitamente la rivista che ospita questo articolo perché di questa convinzione ne ha fatto una bandiera, attiva e sempre alta sulle teste di chi vuole arrogarsi il diritto di gestire il futuro.
Fatte queste dovute premesse riprendiamo il filo dei nostri discorsi; sono ormai un numero troppo elevato le persone che osservano nei nostri cieli quelle dense scie lasciate dagli aerei, un numero troppo elevato perché si possa fingere che non ci sia nulla di anomalo.
La diffusa opinione che si tratti di semplici scie di condensazione rilasciate dagli aerei non trova riscontro rispetto ai numerosi casi di malore registrati, ma è diventato un ottimo alibi per coloro che a tutti i costi vogliono e devono negare l’evidenza.
Quale sarebbe allora l’evidenza dei fatti?
Potremmo semplicemente rispondere che ci troviamo in presenza di attività anomale svolte nei nostri cieli, ma sarebbe una soluzione troppo semplicistica, e il fatto stesso che le autorità persistano nel loro disinteressamento lascia supporre che ci sia dell’altro.
I primi fenomeni registrati, sicuramente ascrivibili a questo tipo di problema, risalgono agli anni ’40, ovvero al periodo nel quale gli aerei iniziarono a muoversi a quote sempre più elevate; in poche parole si trattava di vapore acqueo che gli scarichi caldi dei motori immettevano nell’atmosfera; questo vapore, a contatto con l’aria fredda, arrivava ad uno stato di saturazione e iniziava a condensarsi trasformandosi in minuscole gocce d’acqua.
Il fenomeno avveniva e avviene partendo da quote che vanno dagli 8000 metri in su ma è importante notare che il fenomeno dura non più di un minuto prima che questo tipo di scie si dissipino senza lasciare alcun tipo di traccia.
Fenomeno naturale quindi, niente di anomalo e di misterioso; il problema vero risiede nella confusione, spesso voluta, tra scie di condensazione e scie chimiche.
Il primo caso è quello che abbiamo appena esposto, un normalissimo e naturale avvenimento fisico, il secondo risulta essere molto diverso, soprattutto perché ci troviamo di fronte a scie persistenti e spesse a tal punto da formare una coltre, una vera e propria nuvolosità artificiale.
Proviamo ad aiutarci con una tabella per meglio comprendere le differenze:
Come possiamo notare la differenza esiste, è tangibile ma, soprattutto, estremamente pericolosa; osserviamo da vicino i composti rilasciati dalle scie chimiche.
Sali di Bario: si tratta di un elemento chimico, presente in natura con il nome di Baritina. Tralasciando il fatto delle conseguenze che potrebbe avere sul metabolismo umano un elemento che non dovrebbe andare a zonzo per i nostri cieli, è giusto sapere che molti ricercatori hanno divulgato una tesi in proposito: i Sali di bario servirebbero a migliorare la ricetrasmissione dei segnali propagati per mezzo delle onde elettromagnetiche. In poche parole si tratta del primo passo per la gestione del clima!
Solfato di alluminio: si tratta di un sale misto di alluminio e potassio dell’acido solforico, usato in medicina come emostatico. Inutile dire che l’alluminio è un altro elemento nocivo, soprattutto se pensiamo che si lega al dna umano causando nel tempo gravi danni al cervello.
Calcio: è un metallo alcalino terroso, in effetti utile all’uomo ma sempre se assunto nelle dovute proporzioni.
Titanio: altro elemento chimico il cui composto più importante è il diossido di titanio, ottimo filtrante per le radiazioni elettromagnetiche.
Non sappiamo esattamente quando iniziarono gli esperimenti che portarono al fenomeno delle scie chimiche, verosimilmente potremmo riferirci al 1996 e localizzare la zona negli Stati Uniti e in Canada; in seguito il fenomeno si allargò vistosamente e la prima testimonianza italiana è del 1999.
Da quell’anno i fenomeni si sono allargati a macchia d’olio, le segnalazioni e i testimoni sono centinaia ma di contro l’interesse della stampa, dei mass media e delle autorità è risultato effimero, se non del tutto inesistente.
Abbiamo parlato di numerosi casi di malore e in effetti le implicazioni riguardo alla salute pubblica sono notevoli; anche in questo caso non risulta sia stata fatta alcuna analisi ufficiale sulle polveri rilasciate da questi misteriosi aerei, tranne analisi svolte in proprio da ricercatori indipendenti.
Abbiamo usato il termine misteriosi volutamente in quanto, anche qui, si nasconde un enigma; chi rilascia le scie chimiche?
Gli osservatori e le testimonianze riferiscono di numerosi aerei non identificati, molte volte di colore bianco, che seguono rotte non convenzionali e che si muovono in modo da formare griglie, incroci e altre strane figure in quota; bastano poche ore perché il cielo si trasformi in una massa lattiginosa che niente ha di naturale, una nuvolosità artificiale che nasconde forse inconfessabili esperimenti ai danni di chi, impotente, può soltanto osservare inerme da terra.
Dal 1996 ad oggi, i livelli di alluminio presenti nell’aria, su tutto il territorio italiano, sono notevolmente aumentati e questa crescita è stata costante nel tempo; non si tratta di un dato spiegabile in maniera convenzionale, eppure ci si ostina a non dargli il dovuto rilievo.
La domanda rimane ancora sospesa: chi rilascia le scie chimiche? Perché?
Grazie alla pazienza dei ricercatori si è potuto constatare che la stragrande maggioranza dei fenomeni si sono registrati in seguito all’osservazione di aerei in volo in spazi aerei internazionali; il rilascio delle scie è avvenuto e avviene solitamente in determinate situazioni atmosferiche, ovvero in concomitanza con l’arrivo di grosse perturbazioni oppure con l’arrivo di venti freddi.
L’analisi di questi fatti ci porta a pensare che sia in atto da tempo un tentativo di gestione globale del clima e, in ogni caso, la concomitanza dei due eventi, scie chimiche e fenomeno atmosferico, influisce già da sola sul clima stesso.
Altro elemento che conforta quanto detto finora riguarda le massicce risorse impiegate in questo fenomeno; gestire tanti aerei non identificabili e non identificati in spazi aerei internazionali, spesso nello stesso tempo e in luoghi geograficamente lontani tra loro, lascia presupporre che non si tratti di fenomeni ascrivibili a organizzazioni o autorità locali, ma qualcosa di molto più vasto che gode dell’appoggio incondizionato di molti paesi.
Ma abbiamo anche una prova eclatante rispetto a quanto sta avvenendo in varie parti del mondo? Basta semplicemente dare un’occhiata alla situazione climatica globale per rendersene conto; i vari paesi direttamente interessati al fenomeno delle scie chimiche stanno registrando periodi di siccità sempre più lunghi, il clima sta cambiando e non è solo un problema fisiologico, anche in questo campo l’uomo sta tentando di sovvertire il naturale ordine delle cose!
Ipotizziamo un cambiamento climatico drastico, cosa accadrebbe? Cambierebbero le abitudini sicuramente ma l’aspetto che più ci interessa è un altro: cambierebbero le condizioni economiche. Controllare il clima può significare creare nuove regioni verso le quali esportare i propri prodotti, creare un nuovo terzo mondo, nuovi modelli di vita e, soprattutto, avere in mano la minaccia più potente che sia mai esistita in caso di guerra.
Usare l’espressione guerra potrebbe quasi sembrare una forzatura ma la realtà delle cose è ben diversa e un coinvolgimento delle autorità militari non è da escludere anzi, risulta essere estremamente probabile.
Le prime segnalazioni relative al fenomeno delle scie chimiche descrivevano strani veivoli di colore bianco, senza alcun segno distintivo, molto simili ai modelli KC-135 e KC-10, entrambi aerocisterne militari con motori a propulsione derivati dal Boeing 707, in grado di trasportare oltre 100.000 litri di carburante; la nuova versione, il KC 135R è prodotta in ben 732 esemplari.
Il fatto che si tratti di mezzi per il rifornimento in volo non cambia nulla ai fatti; le numerose testimonianze, sia visive che fotografiche, presentano e riportano l’emissione di scie spesse e persistenti, emissione effettuata probabilmente con vari sistemi di aerosol e con modalità di diffusione differenti a seconda dello scopo della missione.
Alcune foto mostrano addirittura una modifica del classico “canestro” usato per il rifornimento in volo di aerei caccia e bombardieri con un dispositivo molto simile ad uno spruzzatore.
Se a tutto questo aggiungiamo il fatto che recenti avvistamenti confermano anche la presenza di aerei di linea o molto simili ad essi, il quadro della situazione diventa molto più inquietante e drammatico; ci troviamo in pratica di fronte ad una organizzazione, privata o governativa, in grado di gestire economicamente una rete così vasta e diffusa, una organizzazione che non può essere passata inosservata tranne che non sia in qualche modo coperta o tacitamente riconosciuta dalle autorità, militari, aeronautiche o civili.
Parlare di complotto sarebbe forse troppo azzardato, magari sarebbe troppo semplice e comunque finirebbe per fare il gioco stesso della disinformazione; resta il fatto che le conseguenze delle scie chimiche sono un problema che ci riguarda troppo da vicino per restare in silenzio a guardare passivamente il cielo.
Sarebbe auspicabile un ampio dibattito pubblico, una sensibilizzazione di massa, la presa di coscienza che il futuro si costruisce nel presente e nessuno può arrogarsi il diritto di non informarci su quanto ci accade intorno. Per fare questo è opportuno documentarsi, cercare di capire quali retroscena si muovono dietro il fenomeno; abbiamo parlato di controllo del clima, ma potremmo anche ipotizzare sperimentazioni biologiche (caduta di filamenti anomali e di materiale biologico durante il fenomeno), applicazioni elettromagnetiche, in poche parole il pericolo incombente potrebbe avere e forse ha un solo, terribile, nome: controllo globale del pianeta.
Se a qualcuno anche questa affermazione risultasse troppo catastrofica, gli basterà documentarsi in merito ad un progetto intimamente connesso alle scie chimiche: HAARP, un potente sistema armato che sfrutta l’elettromagnetismo e che viene proposto dai suoi sperimentatori come semplice controllo scientifico sugli strati alti dell’atmosfera.
Qualora ci fosse ancora bisogno di qualche ragionevole dubbio per prendere coscienza del caso, basterà ricordare che il funzionamento ottimale di HAARP necessita di una vasta diffusione di bario nell’atmosfera, un elemento che, come abbiamo già avuto modo di scrivere, è costantemente presente nell’emissione delle scie chimiche!
L’ultimo inquietante indizio ci viene proprio da quelle organizzazioni che volutamente ignorano il problema; nell’agosto del 1996, lo stesso periodo dei primi avvistamenti, a cura dell’Air Force americana, viene rilasciato un documento di circa 52 pagine con un titolo a dir poco inquietante: “Weather as a Force Multiplier: Owning the Weather in 2025” (Il clima come forza moltiplicatrice: possedere il clima entro il 2025). Il documento è redatto da: Col. Tamzy J. House, Lt Col James B. Near, Jr., LTC William B. Shields (USA), Maj Ronald J. Cementano, Maj David M. Husband, Maj Ann E. Mercer, Maj James E. Pugh.
Tra le tante affermazioni, tutte riconducibili ai fatti che abbiamo fin qui esaminato, si legge: “Nel 2025 le forze aerospaziali USA potranno avere il controllo del clima se avranno capitalizzato le nuove tecnologie sviluppandole nella chiave delle applicazioni di guerra. [...] Dal miglioramento delle operazioni degli alleati e dall’annullamento di quelle del nemico tramite scenari climatici “su misura”, alla completa dominazione globale delle comunicazioni e dello spazio, la modificazione climatica offre a chi combatte una guerra un’ampia gamma di possibili modi per sconfiggere o sottomettere l’avversario”.
Il documento è consultabile in lingua inglese su Internet ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti, le denunce continuano ad ammassarsi sulle scrivanie delle autorità, tutto il resto è adesso nelle nostre mani e nella nostra volontà di agire, di sapere e di reclamare il nostro diritto di scegliere, perché il futuro che daremo ai nostri figli e a coloro che ci circondano non sia frutto di freddi calcoli politici e militari ma di buoni sentimenti e voglia di crescere nel rispetto dell’ambiente che ci circonda.
Fonti da consultare – bibliografia utile e multimediali:
http://sciechimiche-zret.blogspot.com
http://csat.au.af.mil/2025/volume3/vol3ch15.pdf (documento in lingua inglese dell’Air Force sul controllo del clima
www.nexusitalia.com
www.chemtrailcentral.com
www.stop-chemtrails.com
www.chemtrails.de
www.sciechimiche.org
www.chemtrails.it
Gambino Vincent; Benvenuti Duccio – Scie chimiche – DVD edito dalla Macro Edizioni.
Tags: caccia, disinformazione, guerra, mass media, ufo, usa
E’ da poco che ho conosciuto questa obrobriosa verita’. . . davvero non avrei mai pensato che l’uomo sarebbe arrivato fino a questo punto. . .
io mi vergongno di far parte dell’umanita’. . . davvero. . .
Ci sono fonti plurime e discordanti sull’argomento. Diverse fonti che sembrano autorevoli e imparziali parlano di bufala. Occorre verificare, perchè se è una bufala, è meglio concentrarsi sui problemi gravissimi e reali che abbiamo, nel nostro mondo.