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Si scrive TV, si legge “assuefazione di massa”

di Francesco Scatigno

La TV è uno dei principali mezzi di intrattenimento e comunicazione dei nostri giorni, ma è probabilmente anche il principale strumento di persuasione che opera sulle masse per influenzare il pensiero, suggerire opinioni e modificare le abitudini.
Con i suoi programmi e con i suoi spot riesce a far sorgere negli spettatori empatia e simpatia nei confronti di particolari settori della società che soffrono di poco gradimento nell’opinione pubblica, quali possono essere le forze dell’ordine e gli ambienti ecclesiastici. Numerose sono le fiction made in Italy sulla storia di santi, preti e papi che cercano di affezionare il pubblico alla chiesa, anche se quella chiesa rappresentata nelle fiction non è più la chiesa attuale, che, invece, perde colpi tra scandali su relazioni dei sacerdoti, casi di molestie sessuali perpetrati da prelati e addirittura sottaciuti.
Dietro ogni programma televisivo ci sono esperti di comunicazione il cui compito è quello di confezionare dei messaggi perfetti. La reazione del pubblico non è casuale, ma è strategicamente prevista da chi ha attentamente e scientificamente studiato i linguaggi audiovisivi e multimediali e le tecniche pubblicitarie. Ogni programma, che sia una fiction, che sia la stessa pubblicità, un telegiornale o un talk-show, è stato attentamente studiato per procurare una specifica reazione nel pubblico. E lo spettatore instaura spesso con la TV un rapporto completamente passivo, per cui può solo ricevere un bombardamento di messaggi e provocazioni che mirano a influenzarlo sotto ogni punto di vista, diversamente da quanto invece accade su internet, ad esempio, dove c’è invece interazione, scelta e ricerca attiva da parte dell’utente.
Perché ci si ostina a utilizzare un mezzo di comunicazione così antiquato e superato? Utilizzare la TV oggi, nel 2010, è un pò come continuare ad utilizzare lampade ad olio dopo la scoperta dell’elettricità. Si potrebbe fare informazione su internet, guardare film, guardare reality e programmi di ogni tipo tramite un collegamento ad internet, eppure come mai non avviene ancora questo grande passaggio totale alla rete di internet? Evidentemente la TV rappresenta un potere che una stretta cerchia di individui vuol continuare a mantenere sulle masse, un potere di manipolazione che non si vuole ovviamente perdere.

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