Controinformazione Sud Italia

Signor Prefetto, stanno inquinando il territorio

Egregio signor Prefetto della provincia BAT dott. Carlo SESSA

 

il 18 gennaio 2006 è stato adottato il regolamento (CE) n. 166/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all’istituzione di un registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti e che modifica le direttive 91/689/CEE e 96/61/CE del Consiglio1 (il ‘regolamento E-PRTR’).  Il registro riguarda le emissioni nell’aria, nell’acqua e nel suolo di ciascuna sostanza inquinante indicata in allegati, il trasferimento fuori sito di rifiuti pericolosi per oltre 2 t/anno o di rifiuti non pericolosi per oltre 2000 t/anno e il trasferimenti fuori sito, in acque reflue destinate al trattamento, di qualsiasi sostanza inquinante.

Dal registro si ricavano mappe che descrivono il risultato di fonti d’inquinamento dell’aria come i trasporti su strada, marini e aerei, il riscaldamento domestico, l’agricoltura e le piccole e medie imprese (emissioni da fonti diffuse).

L’inquinamento da fonti diffuse coinvolge vaste aree e deriva spesso da una moltitudine di punti indistinti. Se le abitazioni e le macchine nelle città sono fonti d’inquinamento puntuali, nel loro insieme rappresentano una delle fonti principale di emissioni diffuse.

Le mappe permettono ai cittadini di localizzare geograficamente le emissioni dei principali inquinanti nell’aria, con la possibilità di vedere quali fonti esistono nel loro quartiere. Le emissioni di ossidi di azoto (NOX), anidride solforosa (SO2), anidride carbonica (CO2), ammoniaca (NH3) e polveri sottili (PM10).

Le mappe forniscono informazioni complementari ai dati esistenti sulle emissioni degli impianti industriali del Registro Europeo delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti.

Consultando le mappe prodotte dalle elaborazioni dei dati aggiornati nel registro E-PRTR in  relazione agli inquinanti dell’aria nel territorio della provincia BAT risultano aree fortemente inquinate da varie sostanze.

Poiché le imprese hanno il dovere di comunicare i dati nel caso in cui i valori delle emissioni registrate siano oltre la soglia, notiamo che alcune aree come quella industriale della città di Barletta non sono rappresentate nelle mappe. Ci chiediamo se i dati siano stati effettivamente inviati al registro europeo oppure se questi dati siano talmente rassicuranti da non essere stati inviati di proposito. In tal caso dovremmo concludere che il traffico veicolare in città sia più dannoso delle industrie.

Cosa alquanto bizzarra.

Infatti nell’area di Barletta non mappata dal registro E-PRTR insiste oltre ad una fabbrica di concime anche una cementeria che brucia gomme e plastica. Queste industrie  riteniamo che rilascino in atmosfera inquinanti come le polveri sottili che la tecnologia attuale non rende possibile filtrare.

L’Agenzia Regionale per la Protezione Ambiente ha dichiarato che   “le emissioni pugliesi di polveri sottili originate dal trasporto stradale contribuiscono per circa il 16% del totale di emissioni di polveri sottili stagionali” e che “il settore energia-industria presenta il maggior contributo emissivo e un andamento in continua crescita nel tempo” (ARPA, Relazione sullo stato dell’ambiente 2008).

Le polveri sottili, come le polveri grossolane cosiddette PM10, sono cancerogene, determinano l’insorgenza di tumori maligni in chi ne è esposto sia attraverso la respirazione che l’ingestione di alimenti inquinati.

Le nostre associazioni sono preoccupate e desiderano che la salute della popolazione venga protetta da fattori di rischio evitabili.

Abbiamo chiesto più volte agli interlocutori istituzionali quali il sindaco di Barletta e i suoi tecnici di poter confrontarci sul tema della tutela ambientale insieme a chi ne deve garantire la salubrità. Ma al di là di una formale e cordiale disponibilità non siamo riusciti a confrontarci in maniera democratica e costruttiva. Anzi, l’amministrazione cittadina e provinciale non solo non hanno aperto tavoli di concertazione con tutti i soggetti portatori di interesse, ma si sono limitati ad avvisare i cittadini attraverso il Bollettino Ufficiale della regione Puglia circa le domande di nuovi insediamenti produttivi a carico inquinante, come centrali a biomasse e discariche, ben presto si insedieranno.

Sappiamo dei progetti di impianti anche in agro di Trani, come una nuova cementeria e una centrale a biomasse vicino all’attuale discarica dei rifiuti, a pochi chilometri da asili, scuole materne e da un quartiere densamente abitato di Andria. A Canosa invece esiste la progettualità per una discarica che per i volumi può rappresentare addirittura la più grande d’Europa.

Il territorio della provincia è stato letteralmente preso d’assalto da progetti che noi riteniamo siano gravati da inquinanti. Le istituzioni stanno cercando, con il potenziamento degli impianti già esistenti e con l’installazione di nuovi impianti, di affrontare il problema rifiuti. Lo fanno in maniera pessima credendo che il rifiuto vada eliminato bruciandolo. Numerose sono le esperienze di città che, adottando la strategia “Rifiuti Zero”, hanno raggiunto alte percentuali di riciclo dei rifiuti per avere sempre meno bisogno di discariche ed inceneritori. E’ questo il futuro che vogliamo per il nostro territorio e crediamo non sia così difficile progettarlo e costruirlo.

Tutto questo in spregio perfino dell’appello che il presidente dell’ordine dei medici della BAT il dott. Dino Del Vecchio ha rivolto a tutte le autorità amministrative del territorio per una moratoria su questi stessi impianti in attesa di uno studio epidemiologico sulle popolazioni esposte e di un monitoraggio esteso e continuato degli inquinanti già esistenti nella BAT.

Pensiamo sia arrivato il momento che le istituzioni ascoltino le istanze dei cittadini e costruiscano con i cittadini processi di democrazia partecipata in modo che gli amministratori possano confrontarsi e fare scelte insieme ad associazioni e movimenti locali su questioni di fondamentale importanza che riguardano il futuro di tutti. La partecipazione dei cittadini abbasserebbe il conflitto e il disinteresse per le questioni politiche e porterebbe a una condivisione di strategie che influenzano fortemente lo sviluppo delle nostre città e quella che sarà la qualità della vita nelle stesse nei prossimi decenni.

Sappiamo che gli amministratori provinciali stanno lavorando alla stesura del Piano Energetico Provinciale; noi associazioni e movimenti temiamo che in quell’ambito possano prevalere altri interessi piuttosto che la salvaguardia dell’ambiente e il diritto alla salute dei cittadini. Per questo chiediamo l’apertura di un tavolo per la concertazione delle strategie energetiche.

Non ci rimane che il prefetto della provincia BAT nella speranza che egli richieda ai responsabili delle strutture amministrative periferiche dello Stato l’adozione di provvedimenti volti ad evitare un grave pregiudizio alla qualità della salute della cittadinanza.

Coordinamento provinciale No biomasse e inceneritori.