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Tremonti, Berlusconi e l’armistizio del 27 settembre

 

Torna, almeno apparentemente, il sereno in casa Tremonti-Berlusconi. Il titolare del dicastero di Via XX Settembre e il Premier si sono incontrati il 27 settembre a palazzo Grazioli, un mini-vertice iniziato alle 14 e conclusosi circa due ore dopo.

 Nella lista dei temi ufficiali che i due avrebbero affrontato durante il meeting le misure mirate a rilanciare l’economia nazionale ed i provvedimenti da attuare per tenere a bada mercati ed organi centrali europei.

Fonti del Ministero dell’Economia hanno parlato di “un incontro di lavoro molto positivo”, avvenuto per intercessione di Gianni Letta ed Umberto Bossi: i due si sono infatti adoperati per placare l’attrito creatosi tra il presidente del Consiglio e il ministro del Tesoro.

Durante il vertice, Berlusconi e Tremonti avrebbero altresì avuto modo di chiarire la questione creatasi attorno all’assenza in aula del ministro dell’Economia in occasione del voto per l’autorizzazione all’arresto di Marco Milanese, gesto che sarebbe stato giudicato in modo fortemente negativo dal Premier.

 Secondo quanto annunciato, per mercoledì 28 sarebbe prevista una nuova riunione a porte chiuse alla presenza del sottosegretario Letta, di associazioni imprenditoriali e dei titolari dei dicasteri che saranno interessati dalle future misure per lo sviluppo. Attesa la messa a punto di due provvedimenti: uno concernente la semplificazione, l’altro le infrastrutture.

Altro segno della riconciliazione Tremonti-Berlusconi sarebbe l’annunciato intervento del presidente del Consiglio il 29 settembre ad un seminario organizzato dal ministro di Via XX Settembre, congresso a cui parteciperanno banche, enti locali ed esperti del settore economico.

Critiche alla ritrovata concordia sono giunte da esponenti dell’opposizione, profondamente convinti del fatto che tale sintonia non avrà come immediata conseguenza una spinta propulsiva al varo di provvedimenti per il rilancio dell’economia italiana, bensì un consolidamento della fase di stallo che attanaglia attualmente il nostro sistema produttivo.

Il mini-vertice di Palazzo Grazioli ha seguito di poche ore quello che ha visto invece protagonisti lo stesso Tremonti ed il presidente della Repubblica: i due si sono incontrati per discutere del futuro di Bankitalia e del suo prossimo “numero uno” che, con ogni probabilità, potrebbe essere Fabrizio Saccomanni.