Comunicato dell’Assemblea autorganizzata verso la manifestazione del 16 ottobre e per continuare un percorso anche dopo.
L’assemblea che si è tenuta il 12 ottobre all’ex-scuola Socrate di Bari ha visto la partecipazione di migranti, lavoratori in lotta, tra cui Rsu Fiom e di sindacati di base, studenti universitari, referenti del collettivo femminista clitoridee, del comitato pugliese “Acqua bene comune” e tanti/e altri/e. Un dibattito che ha condiviso che, la manifestazione del 16 ottobre a Roma, non solo è l’occasione per la mobilitazione dei metalmeccanici, ma anche un momento di convergenza dei movimenti e delle vertenze in corso.
E’ stata un’occasione unitaria a livello territoriale per raccontare le proprie storie di lotta, che non si sono lasciate intimorire dai duri colpi del governo e di confindustria, i quali stanno provvedendo a smantellare il contratto collettivo nazionale e la democrazia sui posti di lavoro, ad abolire lo Statuto dei lavoratori, a privatizzare la scuola e l’università e i beni comuni.
Di fronte alla proposta del nuovo Patto sociale per le riforme lanciato da confindustria ed avvallato, non solo dai sindacati complici (Cisl e Uil), ma anche dalla Cgil, l’Assemblea reputa che sia necessario uno sciopero generale dal basso, costruito attraverso una partecipazione sociale diffusa da parte degli studenti, dei migranti, di tutti e tutte coloro che, pur non potendo indire lo sciopero, possano convergere attorno ad una piattaforma unitaria.
Una piattaforma che rimetta in discussione il modello sociale ed economico capitalistico e faccia pagare la crisi a chi l’ha provocata, colpendo i profitti e le rendite mediante una patrimoniale, che provveda alla nazionalizzazione delle imprese che operano nei gangli dell’economia, sostituendo alle condizioni frenetiche di lavoro, in nome della produttività, l’aumento dei salari ed una gestione pubblica e partecipativa dei mezzi di produzione.
Una piattaforma che difenda i beni comuni, dall’acqua alla sanità e all’istruzione pubblica, che faccia della riconversione ecologica dell’economia un criterio di revisione della fabbriche inquinanti, ma anche per quelle produttrici di armi.
Assemblea autorganizzata, Bari
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