Ambiente e animali

Un’onda nera soffoca le coste della Sardegna

da Sea Shepherd.it

Commentario di Piermauro Marras, coordinatore Sardegna di Sea Shepherd

Come ben saprete la situazione della marea nera in Sardegna non è delle migliori, personalmente non avendo tempo e modo di andare a protestare nei momenti giusti ho scritto a gran parte dei quotidiani nazionali e reti televisive allegando link di video di tg sardi, chiedendo loro di pubblicare il più possibile la cosa. Nel frattempo stanno intervenendo diversi enti come l’Enpa regionale di Cagliari, la Asl n.1 della provincia di Sassari e la Presidente della Provincia di Sassari, Alessandra Giudici, che è decisa a chiedere lo stato di calamità e quindi l’intervento del governo.

La Giudici pare anche molto seccata con il Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, perché non l’ha invitata all’incontro tenutosi a Cagliari con gli amministratori dell’E.on Italia, visto che il territorio è di sua competenza e crede che non sia stato fatto abbastanza.

Ieri, dopo diverse chiamate, ho incontrato un mio carissimo amico, che (ahimè), lavora per E.on, ovviamente ha famiglia e qui da noi il lavoro è cosa rara, tra l’altro è un sostenitore di Sea Shepherd, e anche socio WWF. Dopo le mie innumerevoli richieste è riuscito addirittura a parlare con il capo settore degli olii combustibili per chiedergli se fosse possibile che Sea Shepherd fornisse volontari per aiutare a ripulire le coste.

La risposta del responsabile è stata negativa, dice che per motivi di sicurezza non possono accettare aiuti da personale non autorizzato, l’olio in questione è catalogato come sostanza R-45 quindi cancerogena al contatto con la pelle. Ha detto che l’E.on sta per assumere 100 persone a tempo da istruire sul campo per ripulire le coste di Santa Teresa Gallura. Mi ha spiegato che anche i suoi colleghi sono adombrati perché se si fosse intervenuti tempestivamente l’olio si sarebbe potuto aspirare immediatamente anche sul posto, visto che galleggia, motivo per cui ancora gli è consentito di utilizzarlo nella centrale. L’altra cosa di cui mi ha portato a conoscenza è il fatto che nella centrale stanno allestendo dei nuovi inceneritori che serviranno a bruciare i cocci di palma, cosa per cui lui ed altri colleghi sono furiosi, da una parte non inquina anzi praticamente dovrebbe essere ad emissione zero, ma dall’altra le piantagioni di palme stanno causando il disboscamento di intere foreste.

Infine, oltre che ai vari media ho anche scritto a Francesca Pileri, una sostenitrice di Sea Shepherd che fa parte dell’amministrazione del Comune di Porto Torres, chiedendole un incontro con l’assessore all’ambiente, ma tutt’ora non ho ricevuto risposta. Ho scritto ad un ragazzo che tempo fa ha organizzato delle proteste (non autorizzate) contro E.on chiedendogli un incontro o in alternativa news. Un anno fa in piena notte hanno cambiato la scritta E.on in E.Off in segno di protesta.

Presto altre notizie dalla Sardegna