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Vegetarianesimo in “La grande sintesi della tradizione esoterica”

Il capitolo XXIII dell’opera “La grande sintesi della tradizione esoterica” di Guido da Todi, edito da Marco Valerio Editore, affronta il dibattuto tema del vegetarianesimo da un punto di vista prettamente esoterico. Molteplici sono le ragioni che spingono gli uomini ad abolire la carne dalla propria alimentazione, ma, nella sua trattazione, Guido da Todi cerca di spiegare il motivo per cui i “discepoli” scelgono, in una delle loro vite, di adottare un’alimentazione vegetariana pur non conoscendone loro stessi le reali ragioni.
Ogni uomo, ad un certo punto della propria esistenza complessiva, cerca un maestro spirituale grazie al quale progredire più velocemente. Molto spesso la risposta è nell’affiliazione ad ordini iniziatici che tramandano da secoli sapere, tecniche ed esperienze. Guido da Todi pare influenzato dal filone teosofico facendo spesso riferimento al Maestro Tibetano che ispirò l’occultista Alice A. Bailey nella scrittura delle sue opere, tra cui “Trattato dei sette Raggi”. A quest’opera rimanda Guido da Todi per spiegare le due cause che portano alla scelta vegetariana per ragioni esoteriche. La prima ragione è l’abbandono, da parte del neofita, di comportamenti che possano nuocere al suo cammino spirituale. Motivo per cui attraverso il corpo si cerca una purificazione che faciliti l’accesso a diversi piani spirituali. Così il neofita cessa di eccitare il suo sistema nervoso con nicotina, alcool, sesso e alimentazione carnea. Del celibato si parla in un altro capitolo dell’opera.
Il neofita, in realtà, non conosce il motivo reale per cui sente che il proprio progesso debba necessariamente passare per una dieta vegetariana. Ci viene spiegato attraverso il Maestro Tibetano che ricorda come il vegetarianismo nasca addirittura durante l’era di Atlantide. Le ragioni occulte della dieta vegetariana sono nella possibilità di sviluppare, attraverso questo regime alimentare, capacità straordinarie quali la chiaroveggenza, ovvero il potere di accedere agli archivi akashici che conservano il sapere del passato, del presente e del futuro. Il motivo per cui un individuo può entrare in comunicazione con l’Akasha, attraverso una dieta vegetariana, risiede della natura del secondo Raggio (una delle sette forze universali che entrano in contatto con i centri psichici dell’uomo detti chakra): alimentarsi esclusivamente di vegetali significa assorbire il potere e la natura del regno vegetale, a cui è strettamente legato il secondo Raggio, e arrivare a padroneggiare l’Akasha.
Fatta chiarezza sulle ragioni esoteriche del vegetarianesimo, dobbiamo procedere su alcuni temi, altrettanto scottanti, trattati dall’autore e riguardanti il rapporto tra karma ed alimentazione.
Condividendo la considerazione per cui la pratica della vivisezione viene definita dall’autore vergogna dell’umanità, non possiamo, tuttavia, condividere la giustificazione karmica dell’alimentazione carnea: che in tempi assai remoti l’uomo fosse divorato dalle bestie, non può rappresentare una giustificazione valida all’alimentazione carnea. E’ vero che il karma può spingere l’uomo a nutrirsi di animali per appianare una situazione karmica, tuttavia l’uomo conserva il libero arbitrio per dissociarsene. Per di più la fame che ha spinto in passato i feroci carnivori a divorare l’uomo non può essere paragonata alla gigantesca industria della carne messa su dall’uomo, non per rispondere al bisogno fisiologico dell’alimentazione, ma per volgari questioni di potere economico. Tant’è che molti uomini soffrono di disturbi causati da un abuso di carne. Ecco che possiamo tornare a discutere di karma e a verificare che il karma si compie da solo: non possiamo esserne strumenti coscienti.
Il testo di Guido da Todi è, in generale, utile a tutti i cultori di esoterismo per la ricchezza di sapere, di tradizioni diverse e lontane, e gli spunti che offre.

Guido Da Todi
La grande sintesi della tradizione esoterica

ISBN 8888132392 – Euro 18,00 – pp. 480

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