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Un romanzo intenso che attraversa il dolore per riscoprire il coraggio di un nuovo inizio. Tra i campi da tennis di Roma, legami inaspettati e la penna emozionante dell'”autore scalzo”.
Marina ha trentatré anni, una carriera che non basta più a definirla e un passato sentimentale che continua a pesare. Quando accetta un incarico temporaneo a Roma, lascia Milano senza voltarsi davvero indietro, convinta che basti cambiare luogo per cambiare vita. Roma però non è uno sfondo neutro: è una città che espone, amplifica, mette alla prova. Tra un team tutto al femminile, giornate in smart working e relazioni appena accennate, Marina si trova a ridefinire sé stessa in un equilibrio instabile tra ambizione, desiderio e solitudine.
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Nel panorama della recensione libri contemporanea, Lorenzo Zucchi riesce nuovamente a sorprendermi. Ancora una volta devo lodare la sua sintassi corretta, la grammatica pulita e la linearità nel raccontare ciò che accade nei suoi testi. Aggiungo la capacità di saper passare con naturalezza e stile da un genere all’altro senza inciampare, un talento che non è di tutti. Lorenzo nel suo scritto parla di quattro donne: Camilla con una bimba, Viola, Margherita, Makino e la protagonista per eccellenza, Marina. Il libro si apre con un evento drammatico: la morte della mamma di Camilla. Il flusso di pensiero di Marina ci permette di vivere la scena come se anche noi fossimo seduti lì con lei. Scopriamo che si conoscono da poco e che l’unica cosa che le accomuna all’inizio è il motivo per cui mondi diversi si sono incontrati: un progetto di sei mesi le ha condotte tutte a Roma, o meglio, Marina da Milano è giunta nella città eterna alla ricerca di un nuovo inizio.
QUATTRO DONNE, QUATTRO VITE, UN SOLO CUORE
Se ami le storie al femminile in ogni recensione libri che leggi, questo romanzo fa al caso tuo. Le quattro donne, all’apparenza così diverse, così lontane, sono in realtà guidate da un filo conduttore: il dolore, la perdita, la sensazione di vivere qualcosa che ormai è stretto e quindi il desiderio di tornare a galla, di combattere e riprendersi la loro vita. Marina, più di tutte, cerca di combattere il suo dolore più grande, il mostro che si nasconde dietro la facciata e che per lei ha un nome chiaro: solitudine. La solitudine può distruggere i cuori più impavidi, ma anche le menti più eccelse. Così Marina decide di dare il via alla sua nuova sfida: il tennis. Lezione dopo lezione, maestro dopo maestro, Marina forse imparerà una lezione: alle volte il mostro più grande da sconfiggere si trova dentro di noi. Accanto a lei c’è Camilla, una figlia, una famiglia che si distruggerà per il tradimento e il dolore, ma con la forza di rinascere. Ogni riga di questo libro grida alla volontà di mettere in atto nuovi inizi.
IL CORAGGIO DI RIPARTIRE E NUOVE LETTURE
Continuando questa recensione libri, arriviamo al cuore pulsante della trama: sono proprio questi nuovi inizi ad aver spinto Marina a partire, ad abbandonare il nido sicuro per andare in un luogo sconosciuto; Makino a partire; Camilla a ricominciare senza la presenza del marito. Il dolore alle volte non è solo una fine, ma anche un inizio. Gli inizi possono spaventare, possono bloccare, ma quando il cambiamento chiama si può solo dare il via alla trasformazione. E questo Marina lo imparerà colpo dopo colpo, pallina persa o presa, dopo pallina presa e persa. Dopo fallimenti relazionali con i furbi insegnanti di tennis e dopo aver aperto il cuore ad amiche mai, mai pensate se non avesse accettato di fare il primo passo verso Roma.
L’autore scalzo
Lorenzo Zucchi, la cui scrittura mi ha davvero colpita ed emozionata, è un autore dai piedi scalzi, come lui ama definirsi. Sì, perché cammina scalzo in giro per la città, e questo forse gli dà quel brivido in più, quella capacità sensoriale che nessuno di noi potrebbe avere. Forse il contatto diretto con la terra gli permette davvero di poter comprendere meglio i sentimenti e poterli descrivere con la maestria di cui è capace.
BIOGRAFIA DELL’AUTORE
Parmigiano di nascita, milanese d’adozione, Lorenzo Zucchi esordisce nel 2020 con la Trilogia delle bandiere (Quante bandiere hai?, Bandiere per Tutti e Giochi senza Bandiere), raccolte autobiografiche di racconti di viaggio in giro per il mondo pubblicate da Edizioni Undergound?. Poi si dedica ai romanzi: La stagione dei grandi amori (Amazon KDP), romance corale scritto a quattro mani con Gaia Valeria Patierno; Quel che resta della memoria (Milano Meravigliosa), romanzo breve biografia del nonno paterno internato in un campo di lavoro nel 1943; I film belli li danno solo di notte (Edizioni Underground?), piccolo cult thriller-horror della sottocultura; Un’altra volta sabato (Villaggio Maori Edizioni), romanzo sociale con venature storiche ambientato in Romania; Prigionieri del nostro destino (Edizioni Underground?), romanzo psicologico-onirico che narra il lockdown a Sesto San Giovanni; In attesa del mio nome (Villaggio Maori Edizioni), romanzo esistenziale sull’identità di genere nelle notti milanesi di alcol e droga; Il motore umano (La Memoria del Mondo), romanzo industriale sulle comunità che ruotano attorno alle fabbriche; Storia di tutti i miei colpi (Chiocciola Edizioni), narrativa femminile sullo sfondo del mondo dei circoli di tennis romani. È stato definito “il cronista dell’invisibile” per il suo dare voce sempre ad angolature marginali della società.
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