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E poi c’era quella storia del milione di dollari, dell’hashish che profumava di caramello e dei topi che schizzavano verso il cielo quando leccavano la canapa proveniente dall’Afghanistan. No, non sarebbe stata una buona idea sparare al giornalista. Ancora non sapeva che farsene di quelle informazioni, ma intuiva che per trovare il bandolo della matassa prima o poi ci sarebbe stato bisogno di lui. (Quarta di copertina dal sito)
Quel gran genio di Mazzoni
Continuo a ripeterlo – come avevo già fatto dopo aver letto e recensito su queste pagine “Nero ferrarese – Malatesta indagini di uno sbirro anarchico” ed “Eri tutto lungo” del collettivo Alba Cienfuegos – Lorenzo Mazzoni è un genio e sa come attirare la mia attenzione. Un titolo che mette insieme la data dell’omicidio Lennon, una parola strana e dei topi salterini rappresenta un irresistibile richiamo profumato di caramello per le mie papille lettrici.
Mazzoni conferma anche stavolta una capacità di narratore demiurgo in netto crescendo. Capace di creare personaggi perfetti, mai banali e accomunati da quell’odore di desolazione in dissolvenza che rende tutti perfetti antieroi; perfino di loro stessi.
Il libro
456 pagine che chiedono impegno e fanno viaggiare contemporaneamente nel tempo e nello spazio… nella seconda metà degli anni 70′ circa.
81280JL. Lennon, l’Iik e i topi salterini è un libro che piace a chi ama i libri che si ricordano e che hanno carattere.
Il linguaggio è volutamente instabile. Il lettore è continuamente sollecitato all’attenzione e magari a riprendere qualche pagina. Lennon è in tutto il libro ma non c’è mai. Ma attraverso un Mark Chapman verosimile rappresenta la profonda e mistica legatoria di queste pagine.
La trama non scorre liscia ma è piena di dossi, impervia e spettacolare come una strada di montagna in Afghanistan. Un libro allucinogeno in cui puoi solo sapere che farai un’esperienza ma non sai dove l’esperienza ti porterà.
Consigliatissimo
Un libro dal ritmo insostenibile per chi cerca qualcosa di facile ma che consiglio assolutamente di leggere, prendendosi lo spazio che merita quasi a cercare un contatto telecinetico con i personaggi, per viverne da vicino le avventure e gli abissi.