BookCrossing: cos’è, come funziona e idee per far circolare i libri

Un libro viene letto, chiuso e riposto su uno scaffale. A volte rimane lì per anni. Il BookCrossing parte da un’idea molto diversa: un libro può continuare il proprio viaggio passando da una persona all’altra.

Può essere lasciato su una panchina, in una stazione, in un bar, dentro una piccola casetta dei libri o in uno spazio predisposto da una biblioteca, una scuola o un’associazione. Qualcun altro lo trova, lo legge e, idealmente, lo rimette nuovamente in circolazione.

Dietro un gesto apparentemente semplice c’è una forma particolare di promozione della lettura: invece di aspettare che sia il lettore a cercare il libro, è il libro a comparire nella vita del lettore.

Il BookCrossing può inoltre diventare qualcosa di più di uno scambio gratuito. Una casetta dei libri, uno scaffale condiviso o un punto di scambio possono creare relazioni tra persone che abitano lo stesso quartiere, frequentano lo stesso luogo o semplicemente condividono il piacere della lettura.

Vediamo quindi cos’è il BookCrossing, come funziona, quali sono le sue regole e come creare un punto di scambio di libri, anche senza aderire necessariamente a un grande progetto organizzato.

BookCrossing: significato, traduzione e origine

La parola BookCrossing nasce dall’unione di book, libro, e crossing, passaggio o attraversamento. Una traduzione letterale non rende perfettamente il significato dell’espressione: possiamo pensare piuttosto a libri in viaggio, libri che attraversano luoghi e persone.

Con BookCrossing si indica infatti la pratica di lasciare gratuitamente un libro in un luogo affinché un’altra persona possa trovarlo, leggerlo e possibilmente rimetterlo in circolazione.

L’idea alla base del movimento organizzato nasce nel 2001 con Ron Hornbaker e con la piattaforma BookCrossing, attraverso la quale ogni volume può essere registrato e identificato con un codice. In questo modo chi trova il libro può segnalare il ritrovamento e permettere a chi lo aveva liberato di seguirne il viaggio.

Con il tempo, però, il termine BookCrossing è entrato nel linguaggio comune assumendo un significato più ampio.

Oggi vengono spesso chiamati BookCrossing anche gli scaffali gratuiti, le casette dei libri, i punti di scambio e molte iniziative locali nelle quali i volumi vengono semplicemente messi a disposizione di altre persone.

L’elemento comune rimane lo stesso: il libro smette di essere un oggetto immobile e torna a circolare.

Come funziona il BookCrossing?

Nella sua forma originaria, il funzionamento del BookCrossing è piuttosto semplice.

Una persona sceglie un libro che vuole mettere in circolazione, lo registra sulla piattaforma BookCrossing e riceve un codice identificativo. Il codice viene applicato al volume insieme a un messaggio che spiega a chi lo troverà che quel libro non è stato dimenticato.

A quel punto il libro viene “liberato”.

Può essere lasciato in un luogo pubblico oppure in un punto dedicato allo scambio dei libri. Chi lo trova può prenderlo gratuitamente, leggerlo e utilizzare il codice presente sul volume per segnalare online il ritrovamento.

Terminata la lettura, può liberarlo nuovamente.

Un singolo libro può così passare attraverso molte mani e, in alcuni casi, percorrere città e paesi differenti.

Non è però necessario registrare un volume online per organizzare una forma locale di libero scambio. Molte iniziative utilizzano lo stesso principio senza tracciare i libri.

BCID: il codice che permette di seguire il viaggio di un libro

Nel BookCrossing organizzato attraverso la piattaforma originale, ogni libro registrato riceve un BCID, BookCrossing Identification Number.

È una sorta di passaporto del volume.

Chi trova il libro può inserire il codice sul sito e scoprire da dove proviene, leggere eventuali annotazioni precedenti e segnalare che il volume è arrivato nelle sue mani.

È proprio questa possibilità a distinguere il BookCrossing originario dal semplice scambio gratuito di libri.

Una casetta di quartiere può funzionare perfettamente anche senza registrazione. Con il BCID, invece, al piacere dello scambio si aggiunge quello di seguire la storia del libro.

Quali sono le regole del BookCrossing?

Il BookCrossing non dovrebbe trasformarsi in un sistema complicato. La sua forza sta proprio nella semplicità.

Nel sistema originale bisogna registrare il libro, identificarlo e poi liberarlo. Nelle iniziative spontanee le modalità possono invece cambiare.

Una casetta dei libri può avere, per esempio, una regola molto semplice:

Prendi un libro. Leggilo. Se vuoi, lasciane un altro.

Non significa necessariamente che chi prende un volume debba depositarne immediatamente uno. Se trasformassimo il BookCrossing in uno scambio uno-a-uno perderemmo una parte importante della sua filosofia.

Un ragazzo che non possiede libri dovrebbe poter prendere un romanzo anche senza averne uno da lasciare.

È invece importante rispettare lo spazio comune: non abbandonare libri completamente deteriorati, non utilizzare le casette come deposito per svuotare una cantina e non inserire materiale estraneo allo scopo dell’iniziativa.

La regola fondamentale potrebbe essere ancora più semplice:

un libro viene lasciato perché qualcuno lo legga, non perché qualcuno se ne sbarazzi.

Come creare un BookCrossing

Per creare un BookCrossing non è necessario partire da una grande organizzazione. Può bastare uno scaffale.

Prima ancora di pensare alla struttura, bisogna però individuare una comunità e un luogo.

Può essere un bar, un circolo, una scuola, un luogo di lavoro, una biblioteca, una sede associativa, un condominio o uno spazio pubblico nel quale sia possibile installare legalmente una piccola struttura.

Serve poi un primo nucleo di libri. Non devono essere centinaia: qualche decina di titoli scelti con attenzione può essere sufficiente per cominciare.

È utile accompagnarli con un cartello che spieghi immediatamente il funzionamento:

Questi libri sono di tutti. Prendine uno, leggilo e fallo viaggiare ancora.

Il punto dovrebbe essere facilmente riconoscibile e, soprattutto, seguito nel tempo.

Creare una casetta e dimenticarsene dopo due settimane difficilmente genera una comunità. Qualcuno dovrebbe controllare periodicamente lo stato dei libri, eliminare quelli irrimediabilmente rovinati e mantenere ordinato lo spazio.

La parte più interessante arriva però dopo.

Si può raccontare l’iniziativa online, invitare altre persone a portare libri, organizzare piccoli incontri e collegare il punto di BookCrossing ad altre attività di promozione della lettura.

A quel punto lo scaffale non è più soltanto un contenitore.

È diventato un punto di incontro.

Come creare una casetta di BookCrossing fai da te

Le casette dei libri sono probabilmente l’immagine più riconoscibile del BookCrossing contemporaneo.

Non è necessario costruire strutture elaborate. L’importante è che la casetta sia sufficientemente robusta, riconoscibile e, se collocata all’aperto, protetta da pioggia e umidità.

Una piccola anta trasparente permette di vedere i libri senza esporli direttamente agli agenti atmosferici.

Prima di installare una struttura su suolo pubblico è naturalmente necessario verificare con il proprietario dello spazio o con l’amministrazione competente se siano richieste autorizzazioni.

In uno spazio privato aperto al pubblico – un bar, una libreria, un’associazione – può invece bastare uno scaffale.

Il contenitore conta meno di ciò che riesce a generare intorno a sé.

BookCrossing point, zone e casette dei libri: quali differenze ci sono?

Nelle ricerche online si incontrano termini differenti: BookCrossing point, BookCrossing zone, casetta dei libri, scaffale condiviso, punto di scambio.

Non indicano necessariamente la stessa cosa.

Nel BookCrossing ufficiale esistono luoghi nei quali i libri vengono regolarmente lasciati e ritrovati. Nelle iniziative indipendenti, invece, espressioni come “punto BookCrossing” vengono spesso utilizzate genericamente per indicare uno spazio dedicato allo scambio gratuito.

Una casetta dei libri è semplicemente una delle forme possibili.

Il principio può essere applicato praticamente ovunque: una mensola in un bar può svolgere la stessa funzione di una struttura installata in un parco.

E forse è proprio questa adattabilità ad aver favorito la diffusione dell’idea.

BookCrossing e scambio di libri sono la stessa cosa?

Non esattamente.

In uno scambio di libri due persone possono accordarsi per scambiarsi reciprocamente due volumi. Nel BookCrossing non esiste necessariamente questa reciprocità.

Io posso lasciare un libro oggi a Barletta e una persona che non conosco può trovarlo domani. Non deve restituirmelo e non deve necessariamente darmi qualcosa in cambio.

Il libro entra in una sorta di patrimonio circolante.

Anche l’espressione book sharing viene utilizzata per indicare diverse forme di condivisione libraria. Il concetto è vicino, ma BookCrossing identifica storicamente una pratica specifica e il movimento nato attorno alla registrazione e alla liberazione dei libri.

Nell’uso comune, tuttavia, i confini sono diventati molto più sfumati.

10 idee di BookCrossing per promuovere la lettura

Il BookCrossing diventa particolarmente interessante quando non viene considerato un’attività isolata, ma il punto di partenza per altre iniziative.

Ecco alcune possibilità.

  1. Casetta dei libri di quartiere. Un punto permanente dove gli abitanti possono prendere e lasciare liberamente volumi.
  2. BookCrossing in un bar. Uno scaffale può trasformare un locale in un piccolo luogo di incontro tra lettori.
  3. BookCrossing sul posto di lavoro. Colleghi e dipendenti possono mettere in circolazione libri già letti creando una piccola biblioteca informale.
  4. BookCrossing scolastico. Gli studenti possono scambiarsi libri al di fuori delle letture obbligatorie e magari lasciare brevi consigli per chi li leggerà dopo.
  5. Libro misterioso. Il volume viene avvolto nella carta e accompagnato soltanto da tre o quattro indizi: genere, atmosfera, tema e magari una frase.
  6. BookCrossing tematico. Per un mese si possono far circolare soltanto gialli, fantascienza, poesia, libri sull’ambiente, classici o opere di autori indipendenti.
  7. BookCrossing itinerante. Una piccola selezione di libri passa periodicamente tra locali, associazioni, scuole o altri luoghi della città.
  8. Libro con diario di viaggio. Nel volume può essere inserito un piccolo quaderno nel quale ogni lettore scrive dove lo ha trovato, cosa ne pensa e dove intende lasciarlo.
  9. BookCrossing durante un evento. Presentazioni, festival, concerti, mercatini e iniziative culturali possono ospitare temporaneamente uno spazio dedicato ai libri liberi.
  10. BookCrossing collegato a un gruppo di lettura. Alcuni dei libri discussi dal gruppo possono essere successivamente liberati, permettendo ad altri lettori di scoprirli.

Queste attività hanno un elemento in comune: la lettura esce dalla dimensione privata.

Il libro diventa un pretesto per mettere in relazione persone che forse non si sarebbero mai incontrate.

Come trovare un BookCrossing vicino a te

Le ricerche BookCrossing Milano, BookCrossing Roma, BookCrossing Torino, BookCrossing Bologna, BookCrossing Napoli e quelle relative a molte altre città mostrano un aspetto interessante: chi conosce questa pratica spesso non cerca soltanto informazioni, ma vuole trovare concretamente un punto dove prendere o lasciare libri.

Non esiste però un unico censimento capace di raccogliere tutte le iniziative presenti in Italia.

Una possibilità è cercare le zone registrate sulla piattaforma BookCrossing. Per le iniziative indipendenti conviene invece effettuare una ricerca locale associando BookCrossing, casetta dei libri o scambio libri al nome della propria città o del quartiere.

Biblioteche, librerie indipendenti, associazioni culturali, bar e spazi sociali possono inoltre ospitare punti di scambio che non appartengono alla rete ufficiale.

Ed è proprio questa natura diffusa a rendere difficile costruire una mappa definitiva: alcuni punti nascono, altri scompaiono e altri ancora esistono senza essere particolarmente pubblicizzati online.

Perché il BookCrossing promuove la lettura

Promuovere la lettura non significa semplicemente convincere qualcuno ad acquistare un libro.

Significa anche rendere più facile l’incontro tra una persona e una storia.

Da questo punto di vista il BookCrossing elimina diverse barriere contemporaneamente.

Il libro è gratuito. Non richiede iscrizioni. Può essere incontrato casualmente. Non impone necessariamente una restituzione e porta la lettura in luoghi che normalmente non associamo ai libri.

Una panchina, una stazione o un bar possono diventare per qualche minuto una piccola biblioteca.

C’è poi un elemento difficilmente misurabile: la curiosità.

Un libro trovato per caso possiede qualcosa che un volume ordinato online non ha. Viene spontaneo chiedersi chi lo abbia lasciato, chi lo abbia letto prima e dove finirà dopo di noi.

La circolazione stessa entra a far parte dell’esperienza di lettura.

Per questo il BookCrossing può essere inserito all’interno di progetti di promozione della lettura più ampi, insieme a gruppi di lettura, incontri con gli autori, iniziative nelle librerie indipendenti e attività organizzate da biblioteche e associazioni.

Dai libri alle relazioni: creare una comunità di lettori

Una casetta piena di libri non crea automaticamente una comunità.

Crea però una possibilità.

Qualcuno deve mettere il primo libro. Qualcun altro deve prenderlo. Un’altra persona deve decidere di lasciarne uno. Poi magari due lettori si incontrano davanti allo stesso scaffale e cominciano a parlare.

È questo passaggio che rende interessanti iniziative come il BookCrossing.

Lo stesso principio vale per un gruppo di lettura: il libro è il punto di partenza, non quello di arrivo. Ciò che viene costruito intorno alla lettura sono conversazioni, relazioni e occasioni di confronto.

Anche blog letterari, librerie indipendenti, associazioni, podcast, canali video e singoli lettori possono svolgere la stessa funzione quando smettono di lavorare come realtà isolate e cominciano a creare collegamenti.

Promuovere la lettura dal basso significa allora anche questo: costruire piccoli nodi e permettere ai libri di passare dall’uno all’altro.

Il BookCrossing ne rappresenta forse l’immagine più semplice.

Un libro passa di mano. E insieme al libro può passare un’idea.

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